Le elezioni USA sono ormai alle porte. Lo scontro tra l’attuale vicepresidente Kamala Harris e l’ex presidente Donald Trump si fa sempre più vivo.
Se è vero che i risultati hanno tendenzialmente un impatto limitato sul lungo termine, il vincitore avrà una forte influenza su diversi comparti nel breve e medio termine.
Ma come investire se vince Harris o Trump? Ecco cosa aspettarsi dai mercati.
Chi vincerà le elezioni statunitensi del 2024: Trump o Harris?
Quale sarà il risultato delle elezioni statunitensi? Prevedere il vincitore è complicato perché il verdetto non si basa solo su chi vincerà il voto popolare, ma piuttosto su chi vince il Collegio elettorale, in base ai risultati registrati in ogni singolo Stato.
I sondaggi sono stati capaci di riflettere accuratamente il risultato finale sia nel 2016 che nel 2020, ma sono stati smentiti in un paio di Stati chiave, colpa degli elettori in gran parte di orientamento repubblicano, che generalmente non sono disposti a rispondere ai sondaggi. Così, i sondaggisti hanno cercato di correggere il proprio metodo tenendo conto di questi pregiudizi, ma il rischio errore è dietro l’angolo.
I mercati delle scommesse al momento vedono la Harris leggermente in vantaggio o al 50/50 contro il magnate repubblicano. Senza parlare della possibilità che Trump perda le elezioni e che inizi un lunghissimo periodo di contestazioni al voto.
Come investire con Kamala Harris presidente degli Stati Uniti
Ma con Harris leggermente favorita, ha senso iniziare a guardare quali settori trarrebbero vantaggio da una sua possibile vittoria.
Chi ne trarrebbe maggior vantaggio sarebbe l’industria edile. La democratica ha infatti promesso di dare a ogni acquirente di una prima casa una sovvenzione di $25.000 e ha in programma delle modifiche fiscali che creerebbero incentivi per costruire più case. La prima novità potrebbe aiutare ad aumentare i margini delle aziende edilizie, spingendo verso l’alto i prezzi; la seconda potrebbe realmente aumentare l’offerta e quindi la domanda. Messe insieme, dovrebbero aumentare la redditività nel settore, il che aiuterebbe le aziende a tutti i livelli della filiera, da quelle che producono materiali edili ed elettrodomestici fino a quelle aziende che operano con i metalli. Il recente aumento dei permessi per l’edilizia potrebbe essere un segno che il settore sta già iniziando a prepararsi alle politiche pro-edilizia che seguiranno una vittoria di Harris.
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Dove investire con Kamala Harris presidente USA
La democratica poterebbe avanti anche le politiche pro-energia rinnovabile, già in campo grazie all’attuale amministrazione. Nel 2022, l’amministrazione di Joe Biden ha approvato l’Inflation Reduction Act, una parte significativa del quale è stata dedicata a progetti di energia eolica e solare. È probabile che vengano eliminati se Trump vince, ma dovrebbero continuare a prosperare sotto Harris.
In generale Kamala Harris, come la maggior parte dei democratici, è favorevole alla creazione di incentivi per investire nel contrasto al cambiamento climatico. È probabile che preveda nuovi incentivi fiscali, sia per coloro che gestiscono impianti di energia rinnovabile, sia per coloro che investono e costruiscono con questi. Dato che una parte sostanziale dell’improvviso interesse del settore finanziario per l’energia rinnovabile negli ultimi anni è dovuto all’introduzione del sostegno governativo, è facile prevedere che questo settore sarà il grande vincitore sotto la possibile amministrazione Harris.
Come investire con Donald Trump presidente degli Stati Uniti
Una vittoria di Trump, d’altro canto, sarebbe molto vantaggiosa per tutti gli attori coinvolti nei combustibili fossili.
È altamente improbabile che Trump dia seguito agli sforzi di Biden volti alla riduzione delle emissioni di carbonio e dell’inquinamento. L’intera strategia energetica del repubblicano si basa su un programma di deregolamentazione che mira ad aumentare la produzione di combustibili come petrolio, gas e persino carbone.
Anche le azioni del comparto finance potrebbero salire con uuna vittoria di Trump. Sotto la presidenza del magnate, in passato, la loro performance è stata notevole. Trump potrebbe concedere dei tagli fiscali generosi a beneficio del settore, come quelli che ha introdotto per i trust di investimento immobiliare nel 2017, in scadenza l’anno prossimo. Se non verranno rinnovati, molti Reit si ritroverebbero con un grosso conto fiscale da pagare, con conseguenze spiacevoli per i loro investitori.
Una cosa comunque è certa: Trump sa come essere business-friendly ed è assai probabile che abroghi molti dei provvedimenti approvati negli ultimi quattro anni, con l’obiettivo di tenere a freno gli enti di regolamentazione dei servizi finanziari. Al contrario di Harris.
Infine, la tecnologia. Trump vuole allegerire l’ambiente normativo, soprattutto a beneficito di fintech e criptovalute, il che è positivo per le azioni delle aziende che operano nel settore. Al contrario, una repressione normativa sotto Harris sarebbe persino più dura di quella attuale di Biden, incoraggiando una raffica di azioni antitrust.
Con Harris salgono le obbligazioni, con Trump le azioni
L’esito delle elezioni non avrà ripercussioni solo sui singoli comparti, ma potrebbe avere un impatto ben più ampio.
Harris si è impegnata ad aumentare l’aliquota fiscale sulle società dal 21% al 28%, mentre Trump vuole ridurla al 15%. Nel breve periodo, questa differenza corrisponde più o meno a un 5% degli utili dell’S&P 500. Una vittoria di Trump darebbe quindi una forte spinta alle azioni delle società che guadagnano la maggior parte dei loro soldi negli Stati Uniti.
Qualsiasi spinta all’economia derivante dai tagli fiscali di Trump potrebbe, tuttavia, essere controbilanciata dal fatto che si andrebbe ad ampliare il deficit federale. Considerando anche la determinazione di Trump di aumentare le tariffe sulle importazioni negli Stati Uniti, i prezzi potrebbero salire. E tanto. Ciò a sua volta potrebbe costringere la banca centrale statunitense, la Federal Reserve, a sospendere i tagli ai tassi e a tornare ad aumentarli, il che sarebbe negativo per il mercato dei titoli di Stato statunitensi.
I settori che saliranno sia con Trump che con Harris
Nonostante le differenze di politica, ci sono alcuni settori che dovrebbero performare bene indipendentemente da chi vincerà, come le aziende specializzate nella cattura delle emissioni di carbonio dai combustibili fossili, come il gas naturale, andranno bene chiunque vinca. Tali tecnologie aiuteranno gli Stati Uniti a raggiungere l’obiettivo di emissioni di carbonio nette pari a zero entro il 2050, continuando a produrre abbastanza energia a basso costo per tenere il passo con l’esplosione della domanda dai data center.
Lo stesso vale per l’energia nucleare. Questa è una delle poche fonti di energia non fossile che Trump sembra apprezzare e sta pianificando di allegerire le normative applicate sul settore. Gli sforzi sia dei Democratici che dei Repubblicani per includere l’energia nucleare nelle industrie e ottenere i sussidi ai sensi dell’Inflation Reduction Act dimostrano che è una delle poche industrie a godere di un chiaro sostegno bipartisan in un Congresso altrimenti diviso.
Anche l’industria farmaceutica dovrebbe fare bene, chiunque sarà il vincitore delle elezioni.
Ulteriori tagli ai prezzi dei farmaci sono improbabili, soprattutto se il Congresso post-elezioni risulterà diviso tra Democratici e Repubblicani, come gli esperti si aspettano (i Repubblicani sono i grandi favoriti per la vittoria al Senato). Anche se i Democratici dovessero dominare la maggioranza, non ci si aspettano ulteriori novità, dato che è già stata approvata una legge che consente a Medicare di negoziare i prezzi con le aziende farmaceutiche su una serie di farmaci.
Il contesto normativo generale ad oggi è già molto favorevole, soprattutto per quanto rigarda il processo di approvazione di nuovi farmaci; gli enti regolatori sono sempre più disposti a dare il via libera ai farmaci che intercettano necessità non ancora soddisfatte, anche se hanno un set di dati non propriamente perfetto. E nessuno dei due candidati alla presidenza impedirà alle grandi aziende farmaceutiche di acquistare aziende più piccole per arricchire le loro pipeline di farmaci. Il settore appare così attraente per gli investitori, soprattutto considerando che è ancora scambiato prezzi interessanti.
L’influenza delle Elezioni USA 2024 sui mercati
Il fatto che il presidente che vincerà abbia un atteggiamento favorevole (od ostile) nei confronti di un determinato settore non significa automaticamente che le relavive performance sul mercato azionario si muovano di conseguenza.
Perché? Il sistema politico statunitense è estremamente decentralizzato: il potere è diviso tra Casa Bianca, Senato e Camera dei rappresentanti, e anche i singoli governi statali svolgono un ruolo importante. E sempre più spesso le politiche presidenziali finiscono per passare in secondo piano rispetto ai trend del mercato. Ne è un esempio il caso dei titoli delle società energetiche: hanno avuto un andamento negativo sotto Trump, ma hanno avuto un andamento positivo sotto Biden, nonostante le sue politiche green.
Nel complesso, chiunque vinca alla Casa Bianca, l’America manterrà i suoi noti vantaggi competitivi, come un mercato dei capitali liquido, la facilità con cui nascono e crescono nuove aziende competitive, una Costituzione solida. Insomma, quello statunitense rimarrà un panorama assai convenienti per gli investitori di tutto il mondo.
Come investire durante le elezioni americane
Un fondo di investimento che potrebbe trarre vantaggio dagli sforzi di Kamala Harris volti a ridurre le emissioni di carbonio o dal desiderio di Donald Trump di avere energia più a buon mercato è il VH Global Sustainable Energy Opportunities Plc (LSE: GSEO). Questo fondo è esposto a una vasta gamma di infrastrutture e progetti di energia sostenibile, dai progetti idroelettrici allo stoccaggio delle batterie e alla cattura del carbonio, soprattutto nei Paesi più sviluppati dell’UE e dell’OCSE . La società è quotata a uno sconto di circa un terzo rispetto al patrimonio netto, ha un dividendo di circa il 7,5% e una commissione annuale dell’1,5%.
Un modo, invece, per trarre vantaggio da una rinascita del settore nucleare sotto Harris o Trump è quello di acquistare azioni di società che estraggono uranio. Il fondo negoziato in borsa Sprott Uranium Miners ACC (LSE: URNM) investe in 38 società minerarie di uranio nell’indice North Shore Sprott Uranium Miners, che è salito del 58% negli ultimi tre anni. La sua partecipazione più grande è nella società canadese Cameco Corp. Questo ETF ha un TER dello 0,8%, ragionevole per un fondo così specializzato, e un rendimento da dividendi dello 0,81%.
A meno che i democratici non vincano entrambi i rami del Congresso e la Casa Bianca, il settore biotech dovrebbe essere relativamente salvo dalle ricadute politiche delle elezioni, ed è così sottovalutato che anche una vittoria netta in un senso o nell’altro potrebbe non risultare eccessivamente dannosa. Un fondo di investimento degno di considerazione è il Biotechnology Growth Trust (LSE: BIOG).
Chi pensa possa vincere Harris potrebbe prendere in considerazione Builders FirstSource, Inc (NYSE: BLDR), un fornitore e produttore di materiali edili e componenti lavorati per costruttori di case, subappaltatori e consumatori. Ha già raddoppiato le sue vendite tra il 2019 e il 2023 e continua a essere scambiata solo a 16,5 volte gli utili del 2025.
Buone prospettive anche per Willscot Holdings Corp (Nasdaq: WSC), specializzata in uffici portatili, utilizzati principalmente nei cantieri edili. I ricavi sono triplicati tra il 2018 e il 2023, ma il titolo è scambiato solo a 17 volte gli utili del 2025.
Un modo per evitare gli effetti di un peggioramento delle relazioni sino-americane - che potrebbe verificarsi sotto Trump - è investire in uno dei paesi del Sud-est asiatico come la Malesia, che sta diventando un hub manifatturierio sempre più utilizzato dalle aziende globali che cercano di diversificare lontano dalla Cina. L’Xtrackers MSCI Malaysia UCITS ETF (LSE: XCS3) segue l’indice MSCI Malaysia, con un TER dello 0,5%.