Donald Trump sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti. Cosa significa per gli investitori?
Quali azioni, comparti e asset finanziari guadagneranno di più durante il mandato del repubblicano?
Nelle scorse settimane, investitori e analisti hanno indicato diversi titoli e settori che potrebbero trarre vantaggio da una vittoria di Trump. Ecco quali sono.
1) Azioni
Con Trump di nuovo presidente, JPMorgan prevede che i titoli azionari del settore dell’acciaio registreranno una notevole performance al rialzo.
“Uno scenario di un Trump 2.0 porterebbe probabilmente a un maggiore utilizzo di tariffe sulle importazioni cinesi ed europee, tra le altre. I primi 100 giorni saranno incentrati sull’esecutivo relativo all’energia e alla deregolamentazione insieme all’introduzione graduale di tariffe”, ha scritto l’analista di JPMorgan Bill Peterson in una nota a inizio mese.
Per quale motivo? Grazie al protezionismo, che potrebbe avere una spinta rialzista per i prezzi dell’acciaio statunitense, che sono già i più attraenti a livello globale.
Tra i titoli correlati che potrebbero sovraperformare in caso di vittoria di Trump troviamo Nucor, Cleveland-Cliffs, Kaiser Aluminum e MP Materials.
2) Comparto bancario
Bank of America crede che la presidenza Trump sia lo scenario migliore per le azioni bancarie. Una minor supervisione normativa sotto la sua amministrazione potrebbe incoraggiare le operazioni di fusione e acquisizione nel settore e il probabile abbassamento delle tasse sulle imprese avrà un impatto più che positivo.
Anche secondo USB le azioni finanziarie sono destinate a salire. Secondo la banca d’investimento con sede in Svizzera i titoli più interessanti da monitorare sono Goldman Sachs, Citigroup e Citizens Financial.
3) Società legate a Trump
Gli investitori hanno utilizzato le azioni di Trump Media & Technology come proxy della possibile vittoria di Trump. E i sostenitori del repubblicano hanno usato il titolo come un modo per investire in una sua vittoria.
Le azioni di Trump Media, la società madre della piattaforma social di Trump, sono salite del 94% quest’anno ma il titolo ha avuto difficoltà nelle ultime settimane sulla scia di un apparente vantaggio della vicepresidente Kamala Harris nei sondaggi.
Tra gli altri titoli collegati a Trump che potrebbero performare bene troviamo quello della società di software mobile e blockchain Phunware, che ha creato l’app della campagna di Trump, e Rumble, una piattaforma video dedicata ai conservatori. Tesla è un altro potenziale beneficiario, data la stretta relazione tra il suo CEO, Elon Musk, e Trump.
4) Criptovalute
La presidenza Trump potrebbe potenzialmente spingere al rialzo gli asset legati alle criptovalute, grazie al dichiarato supporto del repubblicano al settore. Una regolamentazione più favorevole potrebbe spingere la crescita delle valute digitali fino a nuovi massimi storici, come accaduto oggi per il Bitcoin.
Trump potrebbe anche accelerare l’approvazione di nuovi ETF su criptovalute, un altro elemento positivo per il settore. Stando alle sue stesse parole, Trump vuole trasformare gli Stati Uniti nella “capitale delle criptovalute del pianeta e nella superpotenza Bitcoin del mondo”.
5) Dollaro
Gli investitori si aspettano che il biglietto verde si rafforzi con Trump a causa delle sue politiche protezionistiche.
“In periodi di stress ci rivolgiamo al dollaro, almeno temporaneamente, soprattutto se si tratta di stress globale e persino se è uno stress guidato dagli Stati Uniti”, ha affermato il capo strategist di Jefferies David Zerzos.
UBS però ritiene che un dollaro più forte avrebbe vita breve.
“Sebbene il dollaro statunitense potrebbe rafforzarsi nel breve termine , prevediamo un deprezzamento del dollaro a medio termine indipendentemente dal vincitore e suggeriamo agli investitori di considerare di utilizzare periodi di forza per diversificare l’esposizione al dollaro verso altre valute G10”, ha scritto in una nota lunedì Solita Marcelli, responsabile degli investimenti per le Americhe presso la divisione di gestione patrimoniale di UBS.
“Fondamentalmente crediamo che una combinazione tra la sopravvalutazione del dollaro, un vantaggio di rendimento in calo rispetto alle altre valute e i significativi deficit fiscali e delle partite correnti degli Stati Uniti probabilmente peseranno sulla valuta, indipendentemente dal vincitore”, ha aggiunto.
6) Azioni del comparto difesa
Strategas ritiene che una vittoria di Trump potrebbe avvantaggiare le azioni legate al settore militare e della difesa come Axon Enterprise, che fornisce tecnologie utili al controllo normativo.
Trump ha sottolineato la sua attenzione sull’applicazione delle leggi sull’immigrazione, gli immigrati clandestini e il confine meridionale degli Stati Uniti sono stati un tema chiave della sua campagna. Di recente, Trump ha ribadito la sua promessa di “lanciare la più grande operazione di deportazione nella storia del nostro Paese”.
Di certo, “il clima geopolitico sostiene la spesa per la difesa”, ha affermato l’analista di JPMorgan Seth Seifman in una nota ai clienti.
7) Small cap
La volontà di Trump di allentare la regolamentazione e ridurre le aliquote fiscali delle aziende potrebbe dare una spinta alle azioni a piccola capitalizzazione.
Da tempo gli investitori utilizzano i titoli azionari delle small cap per speculare sulle probabilità di vittoria di Trump.
La vittoria di Trump potrebbe rappresentare “il più grande catalizzatore per una sovraperformance sostenuta dele small cap”, ha affermato Wolfe Research in una nota del 1° novembre.
Secondo la società, l’agenda di Trump focalizzata sul mercato interno e la deregolamentazione in tutti i settori aumenterebbero la fiducia delle piccole imprese. Nuove fusioni e acquisizioni rafforzerebbero poi l’universo delle small cap, ha aggiunto Wolfe Research.
6) Petrolio e gas
Anche le azioni energetiche, in particolare i produttori di petrolio e gas, potrebbero salire grazie alla seconda presidenza di Trump. Anche qui, la deregolamentazione e la spinta di Trump verso la produzione di combustibili fossili andrebbero a vantaggio di giganti del petrolio come Exxon Mobil e Halliburton.
7) Rivenditori USA
Le aziende che acquistano la maggior parte dei loro beni all’estero potrebbero una forte battuta d’arresto a causa dei dazi commerciali proposti da Trump. Il repubblicano vuole prevedere un’imposta del 20% su tutti i beni importati e una tariffa del 60% sui prodotti realizzati in Cina.
D’altro canto, i rivenditori che operano solo negli Stati Uniti come Ulta Beauty potrebbero beneficiare - e molto - di queste politiche, secondo Evercore ISI.
“Trump sarà positivo per i rivenditori solo negli Stati Uniti (che hanno aliquote fiscali più elevate rispetto ai rivenditori con esposizione internazionale)”, ha affermato l’azienda. “ULTA non ha approvvigionamenti dalla Cina e opera in una delle categorie discrezionali più resilienti”.