Come il Congo sta influenzando il mercato delle batterie per le auto elettriche

Redazione Money Premium

18 Novembre 2024 - 07:44

Gran parte del cobalto estratto nella Repubblica Democratica del Congo viene esportato in Cina, che detiene il primato mondiale nella raffinazione di questo minerale.

Come il Congo sta influenzando il mercato delle batterie per le auto elettriche

La Repubblica Democratica del Congo (RDC) è una nazione ricchissima di risorse minerarie cruciali per la transizione energetica globale. Tra questi minerali, il cobalto emerge come uno degli elementi più preziosi, fondamentale per la produzione di batterie ricaricabili, indispensabili per i veicoli elettrici. La RDC, spesso descritta come vittima delle potenze straniere come Cina, Stati Uniti ed Europa, possiede tuttavia una leva strategica importante: è il più grande produttore mondiale di cobalto, con una quota del 70% della produzione globale.

La gestione delle risorse minerarie nel paese è saldamente nelle mani del governo, con decisioni che vengono prese sia a livello nazionale a Kinshasa, sia nelle capitali delle regioni minerarie come Kolwezi. Queste scelte influenzano direttamente la catena di fornitura globale di batterie, rendendo la RDC un attore cruciale in questo settore strategico. Nonostante questo potenziale, la popolazione locale non sta traendo vantaggio dai profitti derivanti dall’estrazione del cobalto. Più del 70% dei cittadini vive ancora in condizioni di estrema povertà, con le comunità che vivono nelle vicinanze delle miniere esposte a gravi problemi ambientali, lavoro pericoloso e nessun miglioramento tangibile nella loro qualità di vita.

Attualmente, gran parte del cobalto estratto nella RDC viene esportato in Cina, che detiene il primato mondiale nella raffinazione di questo minerale. Circa il 65% della lavorazione globale del cobalto destinato ai catodi delle batterie avviene in Cina, un paese che guida anche la produzione di batterie agli ioni di litio e domina l’industria dei veicoli elettrici. Nel 2023, infatti, un’auto su cinque venduta nel mondo era elettrica. Questo successo cinese è frutto di decenni di investimenti in tecnologie avanzate e capacità produttiva su larga scala, con aziende come Huayou Cobalt, CATL e BYD che si sono affermate come leader nel settore.

Nonostante la presenza dominante delle imprese cinesi in Congo, la RDC ha dimostrato di poter esercitare una notevole influenza sulle dinamiche globali del mercato del cobalto. Un esempio significativo è stato nel 2022, quando il governo congolese ha sospeso le esportazioni da una delle più grandi miniere cinesi a causa di dispute finanziarie, bloccando temporaneamente il 10% della produzione mondiale. Questo episodio evidenzia il potere che la RDC può esercitare non solo a livello nazionale, ma anche sull’intera industria globale.

Tuttavia, le tensioni tra il governo centrale e le autorità locali continuano a rappresentare una sfida. Nel 2021, ad esempio, i contratti tra i minatori artigianali e il governo provinciale sono stati annullati dal governo centrale, creando attriti e ritardi nella produzione. Le lunghe trattative tra le parti coinvolte hanno dimostrato quanto la politica interna possa influire sulle attività economiche, con gli operatori cinesi che si sono trovati intrappolati tra le divergenze tra Kinshasa e Kolwezi.

In questo contesto instabile, la RDC ha tentato di rafforzare il proprio controllo sui minerali strategici. Nel 2018, il governo ha dichiarato il cobalto una risorsa strategica, triplicando le tasse sulle esportazioni per ottenere condizioni più favorevoli nei contratti minerari. Nonostante ciò, i benefici per la popolazione locale restano minimi. I minatori artigianali, che operano in condizioni estremamente pericolose, non traggono vantaggi significativi da questa industria multimiliardaria. Si stima che circa 150.000 minatori lavorino in condizioni precarie in oltre 60 siti nel sud-est del paese.