Da quando è iniziato il secondo mandato da presidente degli Stati Uniti, Trump e la sua famiglia hanno guadagnato 2,3 miliardi di dollari dagli investimenti in criptovalute.
Donald Trump, prima ancora di essere presidente degli Stati Uniti, è un imprenditore. Nel corso delle sue esperienze alla Casa Bianca è stato spesso accusato dagli oppositori di aver sfruttato la propria posizione per favorire i propri interessi economici, investendo in settori o aziende di cui avrebbe potuto conoscere in anticipo l’evoluzione. Ora una nuova inchiesta di Reuters, pubblicata il 9 giugno, ha ricostruito come la famiglia Trump abbia guadagnato dall’inizio del secondo mandato presidenziale circa 2,3 miliardi di dollari grazie a progetti legati alle criptovalute.
Una cifra che, secondo l’indagine, coincide con le perdite subite dagli investitori esterni. Circa un milione di persone avrebbero infatti visto svanire complessivamente 2,3 miliardi di dollari entro la fine di aprile 2026.
Come ha fatto la famiglia Trump a guadagnare questa cifra
Reuters ha analizzato migliaia di documenti societari, registrazioni blockchain e ha intervistato consulenti e investitori. La conclusione a cui è giunta è che la famiglia Trump non avrebbe investito capitali significativi in questi progetti. I costi di avvio delle principali iniziative, ovvero World Liberty Financial e la meme coin $TRUMP, sarebbero stati inferiori a un milione di dollari. In cambio del nome, della promozione pubblica e del legame con la figura del presidente, la famiglia avrebbe però ottenuto quote molto consistenti dei ricavi.
Il primo progetto, World Liberty Financial, è una piattaforma lanciata nel 2024 da Donald Trump Jr. insieme ad altri soci. L’iniziativa avrebbe raccolto circa 1,4 miliardi di dollari attraverso la vendita di token, con il 75% dei ricavi netti finito direttamente a un’entità controllata dalla famiglia Trump. Secondo Reuters, il guadagno complessivo sarebbe stato di circa 987 milioni di dollari.
A gennaio di quest’anno è arrivata un’ulteriore operazione che avrebbe incrementato i ricavi. Un fondo di Abu Dhabi collegato allo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan avrebbe acquistato il 49% della società per 500 milioni di dollari, generando altri 187 milioni di dollari per la famiglia Trump.
Il secondo filone legato alle criptovalute riguarda invece la meme coin $TRUMP, lanciata appena tre giorni prima dell’insediamento presidenziale. Le vendite complessive sarebbero stimate attorno a 1,2 miliardi di dollari, con circa 616 milioni confluiti nelle casse della famiglia. Il token ha raggiunto un picco di 75 dollari per poi crollare fino a circa 2 dollari, provocando perdite molto pesanti per chi aveva acquistato ai massimi.
Torna il dubbio del possibile conflitto di interessi
La vicenda solleva una questione centrale: un presidente in carica può guadagnare miliardi da asset digitali mentre la sua amministrazione definisce le regole che disciplinano lo stesso settore? Per i critici si tratterebbe di un evidente conflitto di interessi. Diverse accuse sono state avanzate anche da senatori democratici, ma World Liberty Financial ha respinto ogni contestazione, sostenendo di essere una società privata americana con il pieno diritto di operare sul mercato.
Nel frattempo, secondo Forbes, il patrimonio complessivo della famiglia Trump sarebbe salito a 6,5 miliardi di dollari nel marzo 2026, rispetto ai circa 2,3 miliardi stimati appena due anni prima. Una crescita impressionante che coincide con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e che sarebbe stata favorita non solo dagli investimenti nel settore delle criptovalute, ma anche da operazioni in altri comparti strategici, come l’intelligenza artificiale e il mercato energetico.
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