Come gestire lo switch azione-obbligazione su ENI, spiegato bene

Lorenzo Raffo

28 Febbraio 2025 - 12:45

Eccola un’idea per chi abbia un capitale modesto: switchare dall’azione a un bond e viceversa in rapporto all’andamento dei mercati. Vediamo se e come farlo.

Come gestire lo switch azione-obbligazione su ENI, spiegato bene

Puntare a massimizzare i profitti sullo stesso sottostante passando dall’azione a un’obbligazione in rapporto all’andamento delle quotazioni: eccola una sfida vecchia come la finanza (una volta si faceva passando dall’indice di Borsa ai titoli di Stato nel caso italiano), ora evoluta andando ad affidarsi a una singola società.

Nel caso specifico a Eni, che si presta bene al caso.

Come gestire l’azione Eni (Isin IT0005366767)

È certo che questa strategia va costruita attorno a corporate solide e leader del mercato. Eni è idonea, grazie a una capitalizzazione di 46 miliardi di euro, a un titolo iper liquido su Borsa Italiana, con spread infinitesimale, e a una volatilità discreta ma non eccessiva. Facile inoltre da seguire grazie a trend solitamente bene identificabili. Come?

Non sempre con una media mobile lunga, che presenta talvolta nervosismi accentuati. Gli ultimi mesi lo confermano, essendo inserito il titolo in un trend di lateralità che porta ad altalenanti andamenti perfino della media a 200. Quest’ultima era stata precedentemente molto utile ma da giugno 2024 ha fornito non pochi falsi segnali. In alternativa si può allora utilizzare un oscillatore di forza relativa come l’Rsi, che evidenzia situazioni di ipercomprato e di ipervenduto. Impiegato su periodicità “daily” dà buone indicazioni di quando vendere e di quando comprare.

Lo si fa riferendosi alle linee di una banda orizzontale, comunemente stabilite in 70 e 30. Se l’Rsi si trova al di fuori della banda viene emesso un segnale. Un Rsi superiore a 70 è un indicatore di ipercomprato (e quindi si vende) e se inferiore a 30 di ipervenduto (e quindi si compra). Funziona? Sì ma occorre logicamente avere un segnale forte, il che può avvenire magari poche volte nell’arco di un anno. Meglio, poiché evita un’operatività oltremodo veloce e quindi impegno maggiore per chi abbia poco tempo.

Di fatto con un’occhiata ogni due o tre giorni si coglie un suggerimento del trend in formazione. La domanda inevitabile è: dove si reperisce il grafico dell’Rsi? Su qualsiasi piattaforma ma anche sul sito di Borsa Italiana, cercando il titolo che interessa, cliccando su grafico interattivo e impostandolo fra le opzioni. Per prenderci mano basta meno di mezz’ora la prima volta. E poi si va.

Come gestire il bond Eni (Isin IT0005521171)

Se l’operatività con il titolo Eni si basa su indicazioni forti dell’Rsi (ovvero ben sopra 70 e ben sotto 30), il che avviene non molte volte nel corso per esempio di un anno, si può collocare la liquidità nelle fasi di uscita dall’azionario su un’obbligazione abbastanza stabile nei suoi movimenti sul secondario. Proprio la società del Cane a sei zampe si presta in tal senso, con il bond 4,3% 2028. A taglio 1.000 Eur ha scambi molto elevati, confermati da uno spread di mercato sui 6/8 pb, e soprattutto una volatilità media contenuta, stimabile sul 2,0/2,5% annuo. Lo conferma il grafico, che evidenzia da inizio 2024 movimenti limitati.

Oppure l’alternativa di un Bot

È evidente che una certa banda di fluttuazioni va accettata per un bond, soprattutto in una fase di incertezza sulle evoluzioni dei tassi di interesse. Si ha allora l’alternativa – se non si vuole sobbarcarsela – di un Bot, soprattutto se con vita residua sui 6 mesi. In questo modo si è certi di una quotazione assolutamente stabile, sebbene dalla rimunerazione media inferiore a quella del bond Eni, attualmente sul 2,8% annuo. Nulla ovviamente in finanza è garantito ma questa furbata – che richiede solo un periodo di affiatamento – può assicurare continuità di rendimento con impegni di capitale e di tempo adatti a chiunque. Provarci per credere!

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.