Come si dichiarano le vincite al gioco?

Caterina Gastaldi

13 Settembre 2022 - 19:29

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Come funziona la tassazione delle vincite al gioco e come si dichiarano? Tranne che casi particolari, non devono venire indicate nella dichiarazione.

Come si dichiarano le vincite al gioco?

Le regole relative alla tassazione delle vincite al gioco, sia per quel che riguarda i giochi a premi come superenalotto e gratta e vinci, sia per quel che concerne i premi dei casinò online, sono cambiate molte volte nel corso del tempo e seguono regole leggermente diverse tra di loro, a seconda del gioco in questione e dell’entità del premio di cui si parla.

Nel caso di una vincita avvenuta in Italia o all’interno dell’Unione Europea, per esempio, non sarà necessario andare a inserirla all’interno della dichiarazione dei redditi, mentre per premi provenienti da Stati non europei le regole sono differenti. Vediamo quindi di seguito tutte le diverse casistiche e le regole da conoscere quando si parla di tassazione e dichiarazione delle vincite al gioco.

Gioco e premi sono tassati?

. Non solo, le regole riguardanti la tassazione di giochi e conseguenti vincite al gioco cambiano di frequente. Lo Stato “riceve” una parte delle vincite, con quella che a volte viene definita “tassa sulla fortuna”. In passato, per esempio, era presente un sistema di flat tax che prevedeva una tassazione in percentuale identica (prima del 6%, poi del 12%) per tutti i premi, indipendentemente dall’entità di questi, per i casinò online. Ora invece le regole sono differenti, e sono presenti tassazioni diverse a seconda del gioco in questione e dell’entità del premio.

È però importante, prima di tutto, ricordare che in Italia il gioco e le scommesse fanno parte di quelle attività controllate dallo Stato, e gestite tramite apposite agenzie, come l’Amministrazione Dogane e Monopoli, o società che hanno ricevuto i dovuti permessi e convenzioni, come Sisal e Lottomatica. Nel caso di gioco illegale e scommesse clandestine si dovrà pagare una multa fino a 516 euro e arresto fino a 3 mesi.

Sarà quindi fondamentale fare attenzione per evitare di trovarsi in situazioni del genere, soprattutto quando si gioca online. In questi casi infatti potrebbe capitare di scegliere un portale e non accorgersi della mancanza dei dovuti permessi. Prima di iniziare a giocare è opportuno assicurarsi che il portale sia in possesso della licenza ADM a AAMS.

Quando vengono pagate le tasse sulle vincite

Per quel che riguarda la tassazione dei premi, la persona vincitrice non deve preoccuparsi in modo attivo. Infatti le vincite vengono tassate alla fonte, e il vincitore si vedrà recapitare il premio netto, mentre sarà il gestore del portale, o del gioco, a preoccuparsi di praticare la ritenuta alla fonte, che opera in qualità di sostituto d’imposta.

Cosa significa? A meno che non ci si rivolga a realtà prive delle dovute licenze, situazione in cui si dovrà procedere con l’inserimento dei premi all’interno della dichiarazione dei redditi, non sarà necessario dichiarare i premi, perché quanto dovuto sarà già stato pagato prima ancora di incassare il premio stesso. In questo caso però sarà opportuno conservare la documentazione attestante il tutto, come la ricevuta della vincita, in caso di accertamenti fiscali futuri, soprattutto per vincite notevoli.

C’è da notare, inoltre, che le vincite fino ai 500 euro nella maggior parte dei casi non vengono tassate, mentre l’importo tassabile verrà poi calcolato a partire dal superamento di tale cifra, senza tenerne conto. Quindi una vittoria al superenalotto, per esempio, che è tassato al 20%, di 1500 euro, sarà pari a 1300 euro netti, poiché il 20% di tasse da pagare verrà conteggiato sui 1000 euro oltre i 500 iniziali.

Quando i premi devono venire dichiarati

Premi diversi, vinti appoggiandosi a realtà senza i dovuti permessi, dovranno essere inseriti all’interno della dichiarazione dei redditi nella sezione “redditi diversi”, perché in questo caso le tasse non saranno state trattenute alla fonte.

C’è da notare che in questo caso l’inserimento dei premi si configurerebbe come un’ammissione di colpevolezza rispetto alla pratica del gioco illegale, facendo quindi incorrere nelle conseguenze previste dalla legge.

Nel caso di premi vinti, legalmente, in Stati non italiani facenti parte dell’Unione Europea, le regole invece sono differenti, come stabilito dalla sentenza della Corte di Cassazione numero 13038 del 14 maggio 2021. Infatti, in questo caso, i premi non sono da dichiarare.

Come fare in caso di accertamento fiscale

Le vincite, soprattutto quelle particolarmente notevoli, possono portare a un accertamento fiscale, in cui si dovrà giustificare la propria situazione. Per evitare problemi, è bene conservare sempre la ricevuta della vincita, così da poterla esibire se richiesta in caso di contestazioni.

Questa regola è valida sia per i giochi fisici, sia per quelli online. Infatti la sentenza della Cassazione numero 18245 del 07 giugno 2022 ha affermato che il contribuente deve poter fornire una “prova analitica” delle vincite realizzate. Non basta quindi essere in possesso delle informazioni riguardanti gli accessi dei casinò online.

Diverse tassazioni

Come accennato, giochi differenti sono soggetti a tassazioni diverse, che possono facilmente cambiare nel corso del tempo per via delle modifiche alle regole riguardanti l’argomento.

Alcune situazioni in cui si può trovare sono:

  • gratta e vinci, tassati al 20% della vincita, superati i 500 euro;
  • superenalotto, anche in questo caso con una tassazione pari al 20% superati i 500 euro;
  • casinò online, dove è presente un prelievo fiscale che parte dal 15% fino al 25% a seconda dell’entità del premio;
  • gioco del lotto, è prevista un’aliquota dell’8% sopra i 500 euro di premio.

In ogni caso, non bisogna mai inserire le vincite nella dichiarazione, poiché già tassate alla fonte, ma sarà importante conservare la ricevuta.

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