Come arrivare a fine anno con la liquidità: meglio Bot, Btp o corporate?

Lorenzo Raffo

30/01/2025

Un confronto fra tre diverse tipologie di obbligazioni. Per cogliere quella che potrebbe forse essere un’ultima occasione di rendimento sulle scadenze ultra corte.

Come arrivare a fine anno con la liquidità: meglio Bot, Btp o corporate?

L’incertezza che domina sui mercati finanziari e soprattutto su quello obbligazionario porta molti piccoli e medi investitori a preferire una volta di più l’opzione corta delle scadenze.

È pur vero che la curva dei rendimenti dei Btp ha già messo a segno una svolta significativa e non proprio a favore della parte da 1 a 3 anni.

Lo dimostrano questi numeri:

Scadenza Yield in corso Yield 1 anno fa
1 anno 2,45% 3,42%
2 anni 2,57% 3,13%
3 anni 2,64% 2,95%

Evidente la maggiore contrazione sulla vita residua a 1 anno. La curva si sta riposizionando dopo le anomalie degli ultimi tempi e comincia a farlo proprio dalla parte breve. È un segnale positivo per i mercati di cui tenere conto. Inevitabilmente si avvertono però ancora delle esitazioni sul futuro. Con una che sta salendo: si tratta del quadro climatico. Cosa c’entra con i Btp? Si teme che un’estate iper torrida possa impattare negativamente sui prezzi dei prodotti agricoli e rialimentare inflazione. Una grana in più allora per le Banche centrali? È presto per dirlo.

Molti modi di andare corti

Certamente il piccolo risparmiatore non appare attento a queste prospettive. Lui ha del cash sul conto corrente e vuole solo remunerarlo in maniera adeguata. Gli ultimi anni l’hanno favorito da questo punto di vista e la speranza che l’onda lunga dei rendimenti specifici sia ancora favorevole non l’abbandona. L’offerta di conti deposito generosi d’altra parte prosegue, sebbene da parte di istituti di credito soprattutto minori e che privilegiano l’obbligo di vincoli temporali. Di qui una nuova “professione”: quella appunto di smanettare sui tasti dei computer alla ricerca delle proposte di conti deposito più adeguate alle proprie esigenze. L’offerta però si sta contraendo e probabilmente si contrarrà ancor più nel corso del 2025, salvo improvvisi scossoni dal fronte inflazione.

Bot senza sorprese

Sul fronte dei Buoni ordinari del Tesoro non ci sono grandi novità. Lo yield medio si aggira dal 2,4 al 2,5%, che - considerando costi e oneri fiscali - scende poco sopra il 2%. È pur vero che il Bot ha una sicurezza totale, per due motivi: rischio insolvenza quasi a zero; bassissima correlazione all’andamento dei tassi di interesse. A proposito di Bot segnaliamo che oggi ha debuttato sul secondario il nuovo semestrale luglio 2025 (Isin IT0005633786), scambiato in apertura di seduta a 98,778 Eur e poi sceso di qualche centesimo di punto. Il mercato non è stato però molto attivo, anche perché la scadenza a 6 mesi risulta meno apprezzata rispetto a quella a 12 mesi.

L’alternativa di titoli di Btp e corporate

I Bot soffrono logicamente la concorrenza dei Btp corti, talvolta decisamente preferibili per la presenza della cedola, che per gli italiani è una certezza cui non sanno rinunciare. Volendo non andare oltre fine 2025 si delinea in effetti un confronto interessante fra Bot e Btp.

Emissione Btp 2,0% Dc2025 Bot Dc2025
Isin IT0005127086 IT0005627853
Scadenza 1/12/2025 12/12/2025
Quotazione (apertura 30/1/2025) 99,718 Eur 97,93 Eur
Rendimento lordo (su base annua) 2,34% 2,44%
Rendimento netto (su base annua) 2,05% 2,13%
Spread bid-ask 2 pb 2 pb

Il Bot quindi vince in termini di rendimento lordo a scadenza con 10 pb in più ma si deve tenere conto della diversa tipologia di fiscalità, che favorisce il Btp, poiché nel caso del Bot la ritenuta del 12,5% si applica già al momento della sottoscrizione, mentre per il Btp la metodologia è quella classica a scadenza. Nel caso poi del Dc2025 è possibile una marginale compensazione di minus per chi ne disponga sul borsellino fiscale.

C’è anche una terza opzione, riferita a un bond corporate. La scelta fra le vite residue a fine 2025 è contenuta ma merita una certa attenzione il Renault 1%, sempre ben scambiato sul secondario.

Emissione Renault 1% Nv2025
Isin FR0013299435
Scadenza 28/11/2025
Taglio 1.000 Eur
Quotazione (apertura 30/1/2025) 98,34 Eur
Rendimento lordo (su base annua) 3,1%
Rendimento netto (su base annua) 2,29%
Spread bid-ask 4 pb

Pur tenendo conto che un corporate è soggetto ad aliquota fiscale 26% e che quindi il rendimento netto ne risente, il Renault (rating BB+ di S&P) riesce a battere Bot e Btp, considerati tuttavia logicamente a minore rischio. Il confronto deve valutare infine la liquidità media degli scambi, certamente superiore in ogni condizione di mercato per i titoli di Stato.

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