Colori regioni: nuovi parametri per zona bianca, gialla, arancione e rossa

Elisa Corpolongo

20 Maggio 2021 - 22:30

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Con il decreto riaperture cambiano i parametri per determinare i colori delle regioni. L’indice Rt avrà meno peso, si guarderà all’incidenza ogni 100 mila abitanti e alla situazione negli ospedali.

Colori regioni: nuovi parametri per zona bianca, gialla, arancione e rossa

Cambiano i criteri per decidere quali regioni passano in zona gialla, arancione, rossa e bianca. La decisione del Governo Draghi di modificare i parametri che stabiliscono il passaggio delle regioni da un colore all’altro è stata presa con il Decreto riaperture e arriva dopo giorni in cui gli enti locali hanno fatto molta pressione sul Governo affinché ci fossero cambiamenti a riguardo.

I vecchi criteri, infatti, prevedevano il passaggio automatico in zona arancione e rossa, e quindi restrizioni più severe, quando l’indice Rt superava una certa soglia (1 per l’arancione, 1,25 per il rosso). Tuttavia, questo parametro non rispecchiava più la situazione attuale dell’Italia: c’era il rischio, quindi, di passare in zona arancione anche con gli ospedali vuoti, un paradosso che il Governo Draghi ha voluto risolvere intervenendo sui criteri.

La novità è che l’indice Rt avrà meno peso, mentre si guarderà di più all’incidenza dei casi (ossia al numero di contagiati ogni 100.000 abitanti) e alla pressione sugli ospedali.

La conferma è arrivata da Palazzo Chigi che subito dopo la firma del decreto con il nuovo calendario delle riaperture ha pubblicato un comunicato annunciando la “modifica i parametri d’ingresso nelle ‘zone colorate’, secondo criteri proposti dal ministero della Salute, in modo che assumano principale rilievo l’incidenza dei contagi rispetto alla popolazione complessiva nonché il tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva”.

Perché era necessario modificare i parametri per la colorazione delle regioni

Nuovi parametri per determinare i colori delle regioni in Italia: questo è l’appello fatto nei giorni scorsi al Governo. Infatti, la pandemia sembrerebbe essere in regressione (come confermano i dati e le dichiarazioni dei tecnici), e nonostante ciò l’indice Rt in alcune zone continua a restare alto.

Negli ospedali la situazione è in costante miglioramento. Secondo le stime, anche l’incidenza nazionale è in calo. Proprio in questo miglioramento della situazione ospedaliera e delle terapie intensive, si colloca l’appello delle regioni per apportare delle modifiche ai parametri che si utilizzano per determinare i colori e le misure restrittive anti-Covid.

L’obiettivo prefissato dai Presidenti di Regione è quello di considerare non più l’indice di diffusione del contagio per decidere come attribuire i colori alle varie regioni, bensì l’Rt ospedaliero. Ad oggi, l’indice Rt è calcolato, infatti, sull’intera popolazione della regione, non solo sulle persone ricoverate presso le strutture ospedaliere.

Per di più, c’è un altro fattore che viene visto come un ostacolo dalle regioni e riguarda sempre l’indice Rt. Si tratta del fatto che ogni regione deve avere l’indice Rt inferiore a 1 per almeno due settimane prima di poter essere considerata di nuovo zona gialla. Questo sembra un potenziale grosso danno all’economia interna, specialmente in visione dell’arrivo della stagione estiva.

Secondo le regioni, se non si apportano cambiamenti significativi all’attribuzione dei colori, il grande rischio è che molti luoghi turistici italiani con indice Rt molto vicino a 1 diventino arancioni inutilmente, compromettendo così la propria economia senza un reale motivo.

Come cambiano i parametri per la colorazione delle regioni

Con la pubblicazione del testo del Decreto Riaperture in Gazzetta Ufficiale sappiamo finalmente come effettivamente cambiano i parametri per l’attribuzione della fascia di riferimento alle singole regioni.

Le richieste delle regioni sono state accolte: l’indice Rt quindi continuerà a essere preso in considerazione, ma con un peso molto inferiore rispetto a prima.

Si guarderà perlopiù all’incidenza dei contagi (e alla situazione negli ospedali) su 100 mila abitanti: sopra una certa soglia si passerà automaticamente in fascia arancione o rossa. Nel dettaglio:

La zona bianca richiede un’incidenza sotto i 50 casi ogni 100 mila abitanti per tre settimane consecutive.

Per la zona gialla deve concretizzarsi una delle due seguenti situazioni:

  • incidenza settimanale compresa tra 50 e 150 casi ogni 100.000 abitanti;
  • incidenza settimanale è compresa tra 150 e 250 casi e nel contempo si verifica una delle due situazioni: tasso occupazione letti in area medica inferiore al 30% o il 20% in terapia intensiva.

Scatta invece la zona arancione in quelle regioni con incidenza settimanale compresa tra i 150 e i 250 casi (se non si verificano le due suddette casistiche riferite alla situazione negli ospedali).

La zona rossa, invece, scatta quando:

  • incidenza settimanale superiore a 250 casi ogni 100.000;
  • incidenza settimanale compresa tra 150 e 250 casi ma nel contempo si verificano contemporaneamente le due situazioni per cui i posti letto in area medica sono occupati per più del 40% dai pazienti Covid, mentre in terapia intensiva si supera il 30%.

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