L’Inps ha tra le sue funzioni principali quella di erogare una serie di prestazioni previdenziali ed assistenziali al verificarsi di eventi che impediscono al dipendente di rendere l’attività manuale e / o intellettuale dedotta in contratto e, di conseguenza, percepire la retribuzione da parte del datore di lavoro.
Si pensi, ad esempio, alle pensioni, riconosciute al raggiungimento di determinati requisiti di età anagrafica ed anzianità contributiva o ancora alle indennità economiche riconosciute per gli eventi di malattia e maternità.
Per finanziare le sue prestazioni l’Inps riceve i contributi a carico dell’azienda e del lavoratore, versati dalla prima con modello F24.
Il dettaglio dei contributi e delle indennità economiche a carico dell’Inps anticipate in busta paga dal datore di lavoro è reso noto all’Istituto grazie all’invio del flusso UniEmens.
Tra gli elementi da indicare in UniEmens assume particolare importanza il codice cessazione. Scopriamo in dettaglio perché.
Codice cessazione UniEmens, cos’è e perché è importante
Il ticket licenziamento
Il contributo di recesso (detto anche «ticket licenziamento» o «ticket NASpI») è una somma da versare all’Inps in tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per eventi che permetterebbero al dipendente interessato di ottenere l’indennità di disoccupazione NASpI.
Da notare che il contributo è dovuto a prescindere dal possesso, da parte del lavoratore, dei requisiti contributivi necessari per percepire la NASpI.
Il ticket si calcola in misura pari al 41% del massimale mensile di disoccupazione, per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Per il 2023, posto che il massimale in questione corrisponde a 1.470,99 euro, per ogni dodici mesi di anzianità è dovuto un contributo di 1.470,99 * 41% = 603,11 euro, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro cessato (se full-time o part-time).
Se il dipendente ha un’anzianità pari o superiore a trentasei mesi, il ticket è pari a 603,11 * 3 = 1.809,33 euro.
Nelle ipotesi di rapporti di lavoro inferiori ai dodici mesi, il contributo dev’essere riproporzionato in ragione del numero dei mesi di durata del contratto, assumendo come mese intero quello in cui la prestazione si sia protratta per almeno quindici giorni di calendario.
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Quando e come dev’essere versato il ticket licenziamento?
Il datore di lavoro è tenuto a versare il contributo di recesso con modello F24, insieme alle altre somme dovute all’Inps, entro la scadenza di pagamento della denuncia successiva quella del mese in cui si verifica la risoluzione del rapporto.
Se, ad esempio, il contratto si è interrotto il 31 agosto 2023, il ticket dev’essere versato entro il 16 ottobre 2023, termine riguardante i contributi di settembre, mentre il relativo importo dev’essere indicato nella denuncia UniEmens sempre di settembre, da trasmettere all’Inps entro il 31 ottobre 2023.
Il codice cessazione
Il codice cessazione è un valore da indicare nel flusso UniEmens, quest’ultimo, come già anticipato, da trasmettere in via telematica all’Inps entro l’ultimo giorno del mese successivo quello di competenza.
Il valore in parola ha l’obiettivo di segnalare all’Istituto:
- Che il rapporto di lavoro del dipendente si è interrotto nel mese di competenza dell’UniEmens;
- L’evento per cui il rapporto si è interrotto (licenziamento, dimissioni, etc.).
Abbinato all’elemento «Tipo cessazione» è presente poi il dato relativo a «Giorno di cessazione».
Se, ad esempio, il contratto si è interrotto il 30 giugno 2023 per dimissioni, nell’UniEmens di giugno dovrà essere riportato nella denuncia individuale - dati generali:
- Il valore «30» in «Giorno di cessazione»;
- Il valore «1B» in «Tipo cessazione».
Attualmente, i codici cessazione sono, tra gli altri:
- 1A, licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo;
- 1B, dimissioni;
- 1C, fine contratto;
- 1D, licenziamento per giusta causa / a seguito di licenziamento disciplinare / per giustificato motivo soggettivo;
- 1E, cessazione della contribuzione figurativa correlata per i dipendenti FS;
- 1F, conclusione del periodo di regolarizzazione di emersione;
- 1G, risoluzione consensuale;
- 1H, risoluzione consensuale ex art. 7, comma 7, L. n. 604/1966;
- 1L, licenziamento per esodo incentivato;
- 1M, licenziamento per cambio appalto;
- 1N, interruzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nel settore edile, per completamento delle attività e chiusura di cantiere;
- 1P, assunzione per cambio gestore;
- 1Q, licenziamento collettivo da parte di datore di lavoro soggetto alla CIGS;
- 1R, licenziamento con esonero dal versamento del contributo di recesso;
- 1S, dimissioni per giusta causa o intervenute nel periodo tutelato di maternità e del lavoratore padre;
- 1T, recesso del datore di lavoro ai sensi degli articoli 2118 e 2119 Codice civile.
Il codice cessazione e il ticket NASpI, quale rapporto?
Il codice cessazione è l’elemento principale che permette all’Inps di determinare se l’interruzione del contratto comporta o meno l’obbligo di versare il ticket NASpI.
Non tutte le ipotesi di risoluzione del rapporto generano infatti, in capo all’azienda, l’obbligo di corrispondere all’Inps il contributo di recesso.
L’azienda che indica nel flusso UniEmens, ad esempio, il codice 1B (dimissioni) o 1C (fine contratto) non è tenuta a farsi carico delle somme in parola.
Al contrario, in presenza del codice 1A (licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo) l’azienda deve:
- Versare il ticket NASpI con modello F24;
- Indicare in UniEmens l’ammontare del contributo aziendale di recesso.
L’importanza di riportare il giusto codice cessazione è tutta nell’obbligo o meno di versare il ticket licenziamento. Il datore di lavoro che utilizza un codice cui è legato l’obbligo di farsi carico del contributo recesso e non vi provvede si vedrà recapitare una comunicazione dall’Inps in cui l’Istituto chiede il pagamento della somma in questione, oltre ad interessi e sanzioni.
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Codice cessazione, come fare in caso di errori?
L’azienda che si rende conto di aver trasmesso un UniEmens contenente un codice cessazione errato, cui è legato l’obbligo di versare il ticket NASpI, può collegarsi al portale Inps e modificare il flusso stesso.
In tal caso è necessario accedere a «inps.it - Tutti i servizi - Servizi per le aziende ed i consulenti» grazie alle credenziali SPID, CIE o CNS. Una volta effettuato l’accesso è necessario selezionare dal menù a tendina «UNIEMENS» il servizio «Variazioni Uniemens».