Coca-Cola, la contromossa: le bevande zuccherate sono sane

Negli ultimi giorni la compagnia è sotto accusa per aver cercato di convincere adolescenti e mamme che le sue bevande zuccherate sono sane, malgrado le crescenti preoccupazioni legate all’obesità infantile

Coca-Cola, la contromossa: le bevande zuccherate sono sane

Coca-cola passa alle contromosse. Dopo le storiche e crescenti preoccupazioni legate all’obesità infantile, concretizzatesi perfino in provvedimenti per sovrattassare i prodotti zuccherati in Paesi come la stessa Italia, l’azienda ha realizzato campagne pubblicitarie mirate a comunicare il messaggio che le bevande zuccherate sono salutari.

A evidenziarlo l’International Journal of Environmental Research and Public Health (IJERPH), che ha analizzato diversi documenti interni relativi a due campagne di Coca-Cola, una delle Olimpiadi estive del 2016 a Rio e una del 2013.

L’organizzazione ha messo in luce il fatto che il marchio si sia rivolto, con piene intenzioni, a due specifiche categorie di utenti al fine di modificare i loro atteggiamenti.

Coca-Cola, la contromossa: le bevande zuccherate sono sane

Gli spot del 2013 facevano parte della campagna Movement Is Happiness. I documenti che la pianificavano citavano chiaramente che l’obiettivo era “aumentare i punteggi sul fronte salute del marchio presso gli adolescenti”.

L’IJERPH ha dichiarato che Coca-Cola era “esplicita nel suo intento”, mossa dalla volontà di sradicare le opinioni dominanti soprattutto negli ultimi anni e costruire un’alleanza con la stampa, arrestandone quindi la “copertura negativa”.

Nella campagna del 2016 per le Olimpiadi estive di Rio, l’IJERPH ha affermato che l’azienda aveva preso di mira adolescenti e mamme, tramite il ricorso a giovani influencer sui social per promuovere i prodotti. Quella campagna si è rivelata una delle più efficaci: ha raggiunto oltre 20 milioni di adolescenti:

“Il gran numero di minori presi di mira e raggiunti dall’azienda rappresenta una seria preoccupazione dal punto di vista della salute pubblica”,

ha scritto IJERPH.

Uno studio recente ha previsto che 250 milioni di bambini, tra età scolare e pre-adolescenza, saranno classificati come obesi entro il 2030. Negli Stati Uniti, la percentuale di bambini e adolescenti colpiti dall’obesità è più che triplicata dal 1970.

Mentre in Italia - stando ai dati dello scorso ottobre - è in sovrappeso un minore su quattro, ovvero 2 milioni e 130 mila tra bambini e adolescenti, con l’indicazione che due bambini su 5 consumano quotidianamente dolci e bevande gassate.

Gary Ruskin, tra gli autori dello studio e codirettore dell’organizzazione, ha dichiarato in un comunicato stampa che i documenti interni mostrano come la compagnia stia cercando di usare le pubbliche relazioni per manipolare il pensiero degli adolescenti, spingendoli a “credere che le bevande zuccherate siano salutari, quando in realtà aumentano il rischio di obesità, diabete e altre gravi patologie”.

In una dichiarazione rilasciata alla CNN, la compagnia ha affermato che il report si è concentrato sulle campagne precedenti a un’iniziativa del 2016 che aveva interrotto il finanziamento dei programmi di attività fisica per i giovani:

“Abbiamo sempre riconosciuto che un eccesso di zucchero non è salutare per nessuno. Ecco perché ne stiamo riducendo la quantità nei nostri prodotti, adottando misure per aiutare le persone a ridurne l’assunzione. Da tempo la nostra politica è quella di non impostare attività di marketing indirizzata ai minori di 12 anni, e tutte le nostre campagne sono progettate in questo senso”,

ha dichiarato un portavoce della società.

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