Clima, in Italia è emergenza per i fenomeni estremi: è record nel 2022, allarme per allagamenti ed esondazioni

Stefano Rizzuti

18 Novembre 2022 - 13:23

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Un report di Legambiente evidenzia l’aumento nel 2022 di fenomeni atmosferici estremi registrati in Italia: preoccupano soprattutto allagamenti, esondazioni e trombe d’aria.

Clima, in Italia è emergenza per i fenomeni estremi: è record nel 2022, allarme per allagamenti ed esondazioni

Lanciare l’allarme è inevitabile. Il cambiamento climatico è già qui e a dimostrarlo ci sono dei semplici dati: nei primi dieci mesi del 2022 in Italia si sono registrarti 254 fenomeni meteorologici estremi, corrispondenti al 27% in più di quelli registrati in tutto il 2021. Sono questi i dati, preoccupanti, che emergono dal report ‘Il clima è già cambiato’ dell’Osservatorio CittàClima 2022, realizzato da Legambiente con il contributo del gruppo Unipol.

Negli ultimi 13 anni, in totale, i fenomeni estremi che hanno colpito l’Italia sono stati 1.503: i comuni colpiti sono stati 780 e le vittime, in totale, 279. Le regioni maggiormente coinvolte sono state: Sicilia (175 eventi), Lombardia (166), Lazio (136), Puglia (112), Emilia-Romagna (111), Toscana (107) e Veneto (101).

Clima, quali sono i fenomeni estremi in Italia

Nel report si prendono in considerazione gli oltre 1.500 casi di fenomeni estremi registrati in Italia. A prevalere sono soprattutto i casi di allagamenti causati da piogge estremi: sono 529, a cui si possono aggiungere altri eventi correlati come grandinate ed esondazioni, per un totale di 768.

Sono poi 531 i casi di stop alle infrastrutture, con un totale di 89 giorni di blocco per metropolitane e treni urbani. Ancora, sono invece 387 gli eventi con danni causati da trombe d’aria nel corso di questi 13 anni esaminati all’interno del report.

I fenomeni climatici estremi nelle grandi città

Molti degli eventi registrati hanno riguardato le grandi città. Per esempio a Roma i fenomeni estremi sono stati 66, di cui sei solamente nell’ultimo anno: oltre la metà ha riguardato allagamenti dopo le piogge intense. Alto anche il numero di eventi avversi registrati a Bari (sono 42, di cui 20 allagamenti e 17 danni da trombe d’aria).

Ad Agrigento si sono registrati 32 casi di eventi estremi, a Milano 30: in entrambi i casi a farla da padrone sono gli allagamenti e le esondazioni, come nel caso dei fiumi Seveso e Lambro.

Le richieste di Legambiente al governo

Legambiente, nel giorno finale della Cop27, presenta questo studio parlando di un quadro preoccupante e chiedendo al governo Meloni di aggiornare e approvare entro la fine dell’anno il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), fermo in un cassetto del ministero della Transizione ecologica dal 2018.

Sono 24 i Paesi europei che hanno adottato un piano nazionale o settoriale di adattamento al clima e anche per questo, secondo l’associazione, l’Italia deve presto adeguarsi: “Grande assente l’Italia che in questi ultimi nove anni ha speso 13,3 miliardi di euro in fondi assegnati per le emergenze meteoclimatiche”, una media di 1,48 miliardi all’anno per gestire le emergenze.

Il problema riguarda la mancata prevenzione, per cui si spende un quarto di quanto invece serve per riparare i danni. Secondo il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, con una strategia efficace di prevenzione si potrebbe risparmiare il 75% delle risorse utilizzate per sistemare i danni provocati da fenomeni atmosferici estremi. Non basta, inoltre, approvare il piano ma, a suo giudizio, è necessario anche definire un programma di finanziamento per le aree urbane più a rischio, approvare la legge sul consumo del suolo e cambiare le regole edilizie.

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