Il volume totale degli scambi commerciali tra l’UE e l’Iran nel 2025 è stato di 3,72 miliardi di euro. L’Italia è tra le prime posizioni.
Da quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, le conseguenze si sono viste soprattutto sul piano energetico. A causa della chiusura dello stretto di Hormuz si è registrato un blocco quasi totale delle esportazioni di gas e petrolio dai Paesi del Golfo verso l’Occidente e, di conseguenza, i prezzi del greggio sono saliti a livelli che non si vedevano da anni. Ad oggi il conflitto non ha ancora trovato una soluzione e i mercati energetici continuano a essere estremamente volatili, con una chiara tendenza al rialzo, alimentata anche dalle tensioni geopolitiche nella regione.
I rapporti economici tra Iran e Unione Europea sono sempre stati molto importanti. Teheran ha a lungo considerato l’Europa un partner commerciale di rilievo, soprattutto per l’export di materie prime. Tuttavia, nell’ultimo decennio si è registrato un progressivo deterioramento di questi legami, anche a causa delle sanzioni imposte dall’Ue per le violazioni dei diritti umani e per il sostegno dell’Iran alla Russia nella guerra in Ucraina. L’ultimo pacchetto di sanzioni è stato introdotto lo scorso gennaio, ma nonostante ciò gli scambi commerciali tra Unione Europea e Iran continuano, seppur su scala molto ridotta rispetto al passato e con maggiori difficoltà operative.
Secondo i dati Eurostat, lo scorso anno il volume totale degli scambi commerciali tra Unione Europea e Iran è stato pari a 3,72 miliardi di euro. Le importazioni dell’Ue ammontavano a 0,76 miliardi, mentre le esportazioni raggiungevano i 2,97 miliardi. Ciò significa che il saldo commerciale era ampiamente a favore dell’Unione Europea, con un surplus di circa 2,2 miliardi di euro, segnale di una relazione ancora sbilanciata.
Nel 2024 la situazione è peggiorata: gli scambi complessivi sono scesi a 1,56 miliardi di euro. In questo caso importazioni ed esportazioni si sono quasi equilibrate, con 0,69 miliardi di import e 0,87 miliardi di export. Nel complesso, l’Iran resta un partner commerciale per l’Europa, anche se con un peso decisamente inferiore rispetto al passato e con prospettive ancora incerte.
Italia secondo partner commerciale europeo dell’Iran
Analizzando i singoli Paesi, il principale partner commerciale europeo dell’Iran è la Germania, che rappresenta il 31,8% degli scambi nel 2025. Le importazioni dalla Repubblica islamica sono state pari a 218 milioni di euro, mentre le esportazioni hanno raggiunto i 963 milioni, dati comunque in crescita rispetto all’anno precedente e indicativi di un parziale recupero.
Al secondo posto si colloca l’Italia, che è il secondo partner commerciale dell’Iran nell’Unione Europea, con il 15,6% del totale. Il nostro Paese ha importato merci per circa 32 milioni di euro e ne ha esportate per 447 milioni, mantenendo un saldo positivo significativo.
Per quanto riguarda le importazioni, l’Italia acquista principalmente prodotti petroliferi, alluminio, metalli, prodotti chimici e beni agroalimentari. Al contrario, le esportazioni italiane verso l’Iran riguardano soprattutto macchinari industriali, prodotti farmaceutici, chimici, alimentari e beni di lusso come moda e gioielli, settori tradizionalmente forti del Made in Italy.
A completare il quadro, al terzo posto troviamo i Paesi Bassi, con il 15,5% degli scambi totali e dati in crescita rispetto al 2024. Complessivamente, Germania, Italia e Paesi Bassi concentrano circa il 62,9% del commercio tra Unione Europea e Iran, confermando il peso predominante di questi tre Paesi nei rapporti economici con Teheran e il ruolo centrale delle principali economie europee.
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