Class action contro Elon Musk. I data center di xAI e SpaceX fanno troppo rumore

P. F.

11 Giugno 2026 - 13:41

Oltre 10.000 residenti del Mississippi fanno causa a xAI e SpaceX: il polo energetico che alimenta i data center vicino a Memphis produce rumore continuo. Chiesti danni e una quota dei profitti.

Class action contro Elon Musk. I data center di xAI e SpaceX fanno troppo rumore

Tre abitanti di Southaven, cittadina dello Stato del Mississippi, hanno trascinato in tribunale xAI e SpaceX. Lo hanno fatto a nome di una platea stimata in oltre 10.000 persone, tutte esposte, secondo l’accusa, al frastuono continuo del polo energetico che alimenta i data center per l’intelligenza artificiale sistuati nell’area di Memphis.

La class action, resa pubblica martedì 9 giugno presso il tribunale federale di Oxford, chiede alle società di Elon Musk di rispondere dei danni causati da un rumore definito ormai “onnipresente e inevitabile” per i residenti della zona.

Perché i data center di xAI e SpaceX sono finiti sotto accusa

Il ricorso contesta alle due aziende di aver agito con negligenza, omettendo qualsiasi intervento per contenere le emissioni sonore e le vibrazioni prodotte dall’impianto. Ne sarebbe derivata una turbativa ai danni dell’intera comunità, di rilevanza sia pubblica sia privata. Tra i convenuti figura anche MZX Tech, controllata di xAI, mentre Musk in prima persona resta fuori dal procedimento. I querelanti chiedono un risarcimento, di importo ancora da quantificare, per il disagio emotivo subito e per il deprezzamento delle abitazioni, oltre alla restituzione di una quota non specificata dei profitti generati dall’impianto.

Il cuore della denuncia riguarda infatti la quotidianità stravolta dei residenti. Secondo il documento depositato in tribunale, “attività un tempo abituali come sedersi o mangiare all’aperto, aprire le finestre, rilassarsi in casa o riposare di notte sono state gravemente compromesse o rese impossibili dal rumore e dalle vibrazioni industriali continui”. Il sonno interrotto e l’impossibilità di godere della propria abitazione si sommano poi al calo dei valori immobiliari della zona. Robert Wiygul, legale dei ricorrenti, ha sintetizzato così la posta in gioco: “Le nostre case dovrebbero essere un santuario contro il mondo, ma quando vengono invase dal rumore 24 ore al giorno, ci viene tolta quella pace fondamentale che rende la vita buona e dignitosa”.

Un investimento da 20 miliardi approvato dal governatore

L’impianto contestato nasce da un progetto imponente. Per svilupparlo, xAI ha investito oltre 20 miliardi di dollari, con il sostegno politico del governatore repubblicano del Mississippi Tate Reeves. Le turbine a gas installate a Southaven forniscono l’energia necessaria ai data center attivi nella zona, infrastrutture indispensabili per addestrare e far funzionare i modelli AI della galassia Musk.

Proprio qui si innesta l’argomento più ampio sollevato dai ricorrenti: la corsa delle big tech alle infrastrutture per l’AI sta portando impianti industriali di grande scala a ridosso dei quartieri residenziali. “Il boom dell’intelligenza artificiale sta devastando le comunità in tutti gli Stati Uniti”, si legge nel ricorso.

Il precedente della NAACP e l’interesse del governo federale

La causa dei residenti di Southaven arriva dopo un’altra azione legale pesante. Ad aprile la NAACP, storica organizzazione per i diritti civili, ha citato in giudizio xAI accusandola di far funzionare 27 turbine a gas senza autorizzazione ambientale, in violazione del regolamento statunitense “Clean Air Act”. L’impianto, ha sottolineato l’associazione, sorge in un’area densamente abitata, a poca distanza da scuole e chiese, con rischi sanitari aggiuntivi per le famiglie del nord del Mississippi e di Memphis.

Quel procedimento è ancora pendente e ha attirato l’attenzione di Washington: il dipartimento di Giustizia ha segnalato il mese scorso, con un atto depositato in tribunale, la possibilità di intervenire nella causa, ritenendo che la vicenda sollevi questioni giuridiche e politiche sul ruolo del governo nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. xAI e SpaceX non hanno risposto - per ora - alle richieste di commento.