Cina: Dagong viola regolamenti, sospese alcune attività

La decisione è arrivata a seguito di violazione dei regolamenti da parte dell’agenzia di rating cinese, che avrebbe inoltre fornito false informazioni nel corso di una indagine sul suo operato

Cina: Dagong viola regolamenti, sospese alcune attività

Le accuse sono gravi: non solo avrebbe violato i regolamenti, ma anche fornito false informazioni all’ Associazione nazionale degli Investitori istituzionali del mercato finanziario. Per questo motivo, è stata disposta la sospensione di alcune delle attività svolte da Dagong Global Credit Rating, agenzia di rating cinese tra le più importanti a livello internazionale.

Giusto ieri, Dagong aveva annunciato il lancio di un nuovo prodotto di rating, il National Credit Rating descritto dall’agenzia di Pechino come uno “strumento innovativo” che promette di aiutare “il mondo a stabilizzare lo sviluppo e prevenire la crisi”.

La sospensione

A ricostruire i motivi per cui si è arrivati alla sospensione di alcune attività di Dagong è la Nafmii in una nota pubblicata sul proprio sito web.
L’associazione, nata nel 2007 con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del mercato finanziario OTC cinese, ha riscontrato irregolarità nel comportamento dell’agenzia di rating con sede a Pechino.

In particolare, stando a quanto reso noto, Dagong non solo avrebbe fornito servizi di consulenza diretta alle stesse società sottoposte a rating, ma avrebbe anche comunicato false informazioni alla stessa Nafmii nell’ambito di una indagine sulle attività dell’agenzia.

Secondo l’organo di controllo del mercato del debito che fa capo alla Banca Centrale, dunque, il comportamento di Dagong ha

“violato le norme del settore, le regole aziendali e i requisiti di conformità, provocando gravi effetti negativi sul mercato”.

Da qui la decisione di sospendere per un anno parte delle attività, quelle cioè legate al mercato degli strumenti di finanziamento del debito.

Breve storia di Dagong

La storia di Dagong, risalente alla prima metà degli anni ’90, può essere divisa in tre fasi. Il primo periodo, dal 1994 al 2006, l’agenzia di Pechino lo dedica all’esplorazione di un percorso di sviluppo, con l’ambizione, presto realizzata, di sfociare sui mercati internazionali.

Nel 1999 avvia una cooperazione con l’agenzia di rating americana Moody’s, ma ben presto elabora e pubblica nuovi criteri di valutazione, che daranno il via alla seconda fase delle sue attività.

Dal 2007 al 2010, nel periodo clou della crisi, Dagong si affaccia con determinazione sulla scena internazionale e si fa notare per essere stata la prima agenzia di rating ad aver declassato il debito sovrano degli Stati Uniti e per aver assunto una posizione piuttosto severa sul debito dei Paesi europei.

Gli ultimi anni, per Dagong, rappresentano il rafforzamento a livello globale con una intensificazione delle attività di rating e con l’apertura di nuove filiali in Europa e Hong Kong.

Il National Credit Rating

Proprio ieri, Dagong aveva annunciato il rilascio a breve di un nuovo prodotto di rating. Il 28 agosto prossimo, infatti, l’agenzia di Pechino dovrebbe lanciare ufficialmente il National Credit Rating, che nelle intenzioni della stessa società si presenta come uno strumento innovativodiverso dal rating del debito sovrano, che è focalizzato solo su un governo centrale a livello nazionale” ha specificato in una nota stampa.

Dagong ha spiegato che il National Credit Rating, al contrario, si propone di

“valutare non solo la volontà e la capacità di rimborso del governo, ma soprattutto lo stato di credito e la capacità di governance di un paese - esaminando i suoi rapporti di credito aggregati che abbracciano tutti i principali settori economici”.

L’innovazione del nuovo prodotto di rating, prosegue l’agenzia cinese, sta nel

“trattare i paesi come unità di debito globali e come anelli nella catena di credito globale, in modo da rivelare i collegamenti deboli a livello nazionale e accertare per qualsiasi paese la massima sicurezza del debito e la posizione nella matrice del debito globale in un dato periodo a venire”.

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