L’IA diventa «Life Coach»: l’assistente virtuale di Google DeepMind darà consigli di vita

Enrica Perucchietti

21 Agosto 2023 - 10:00

Dopo aver trattato ChatGPT come un oracolo, ora un assistente virtuale sarà in grado di fornire consigli sulla vita, aiuto nella pianificazione delle attività e risposte a questioni personali.

L’IA diventa «Life Coach»: l’assistente virtuale di Google DeepMind darà consigli di vita

Il mondo dell’intelligenza artificiale continua a sfornare innovazioni inaspettate, a tratti grottesche.

Che bisogno c’è di far leggere le fiabe a un dispositivo basato sull’IA o a dispensare consigli di vita a esseri umani in crisi?

La dipendenza dai dispositivi tecnologici e il feticismo per l’innovazione stanno portando a vere e proprie degenerazioni nell’utilizzo dell’IA, mentre possiamo dire di aver superato il confine sottile tra il progresso e l’intrusione nella vita umana.

Secondo quanto riportato dal New York Times, l’assistente virtuale di Google DeepMind sarà in grado di fornire consigli sulla vita, la pianificazione delle attività e la capacità di rispondere a domande intime sulla vita delle persone.

Non solo, perché la nuova AI di Google abbia una specifica funzione di «creazione delle idee», che le permetterà di fornire agli utenti suggerimenti o raccomandazioni a seconda delle diverse situazioni.

L’IA darà consigli di vita

L’annuncio del progetto di Google DeepMind di sviluppare un «Life Coach» basato su IA generativa sembra essere un passo troppo lontano nell’invadere l’intimità e l’autonomia delle persone, sollevando preoccupazioni etiche e sociali che non possono essere ignorate.

La proposta sembra quasi un sogno futuristico: dopo aver trattato ChatGPT come un oracolo a cui rivolgersi per ottenere risposte sull’intero scibile umano, ora un assistente virtuale in grado di fornire consigli sulla vita, aiuto nella pianificazione delle attività e risposte a questioni personali.

Ma riflettiamo su questo per un attimo. Una IA, per quanto avanzata possa essere, non può sostituire l’empatia umana, l’intuizione e la comprensione delle sfumature emotive. Non è sufficiente che un algoritmo analizzi dati e contesti per offrire consigli personalizzati in modo adeguato e sensibile.

Le decisioni legate alla vita sono spesso intricate e influenzate da molteplici fattori emotivi, culturali e sociali.

L’idea che un AI possa suggerire come comunicare una notizia sensibile a un amico o guidare le scelte di vita è tanto straniante quanto inquietante. Non solo manca la dimensione umana di empatia, ma c’è anche il rischio di consigli sbagliati.

La funzione di «creazione delle idee» dell’IA solleva ulteriori preoccupazioni. Suggerire idee è una cosa, ma attribuirle all’IA è un altro. Ciò potrebbe sminuire il lavoro creativo degli esseri umani, creando l’illusione che le idee siano state generate autonomamente dall’AI piuttosto che da persone creative. Questo mina la credibilità dell’innovazione e la valorizzazione del talento umano.

I timori sulla privacy

Oltre alle implicazioni etiche, ci sono anche timori sulla privacy.

L’idea che un’IA possa rispondere a domande intime sulla vita delle persone è alquanto inquietante. Le nostre vite private dovrebbero rimanere esattamente così: private. L’accumulo di dati personali e la condivisione con l’IA sollevano interrogativi sulla sicurezza e sulla possibilità che queste informazioni vengano utilizzate a fini non etici o siano esposte a vulnerabilità informatiche.

Le affermazioni degli esperti sull’approccio responsabile sono importanti, ma sono anche insufficienti.

Il semplice fatto che l’IA possa fornire consigli non implica automaticamente che sia pronta a sostituire consulenti umani esperti nelle decisioni di vita.

Il coinvolgimento di professionisti umani è essenziale per assicurare che i consigli siano ponderati, informati e sensibili alla complessità umana.

Già, perché pe rmolti, l’idea di un AI Life Coach potrebbe sembrare avvincente, veloce e semplice sulla carta, ma scavando un po’ più a fondo e emergono preoccupazioni valide.

L’umanità ha bisogno di connessioni umane autentiche e comprensione empatica, non di un’entità digitale fredda e calcolante che offra consigli sulla vita al posto di altri esseri umani.