Chi vincerà la elezioni? Cosa può succedere dopo il 25 settembre

Alessandro Cipolla

15 Settembre 2022 - 08:31

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Con i sondaggi fermi per i leader è una sorta di campagna elettorale al buio: ecco ai partiti cosa serve per poter vincere le elezioni politiche del prossimo 25 settembre.

Chi vincerà la elezioni? Cosa può succedere dopo il 25 settembre

Chi vincerà le elezioni politiche in Italia? Ora che è scattato lo stop alla diffusione dei sondaggi politici, cresce l’attesa nel Bel Paese per quello che sarà l’esito del voto che si terrà nella giornata di domenica 25 settembre.

Con i sondaggi politici silenziati ai partiti non resta che fare campagna elettorale nel vecchio stile, con tutti i leader che stanno girando in lungo e in largo l’Italia nella speranza di poter raccogliere il voto dei tanti cittadini che, a dieci giorni dalle elezioni, ancora sarebbero indecisi se andare a votare e soprattutto per chi votare.

Per capire chi potrà vincere le elezioni di conseguenza non rimane che comprendere a pieno i meccanismi del Rosatellum, la legge elettorale che non piace a nessuno ma che dopo quello del 2018 andrà a regolamentare anche il voto del 25 settembre.

Prima però va fatta una precisazione: non essendo previsto un premio di maggioranza una volta chiuse le urne le alleanze elettorali potrebbero sgretolarsi, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che sceglierà a chi affidare l’incarico di formare il governo solo dopo aver terminato le consultazioni.

Come si possono vincere le elezioni politiche

Tralasciando i sondaggi, visti i meccanismi della legge elettorale al momento non ci sarebbero certezze sul vincitore delle elezioni politiche: nel 2018 infatti il centrodestra, nonostante fosse finito largamente in testa, non è riuscito a ottenere una maggioranza parlamentare tanto che la Lega poi si è staccata dalla coalizione per dar vita al governo gialloverde con il Movimento 5 Stelle.

In teoria la stessa cosa potrebbe accadere in questo 2022 anche nel caso in cui una coalizione dovesse ottenere una maggioranza: una volta che si saranno formati i gruppi parlamentari, si potrebbero palesare anche delle maggioranze alternative rispetto agli schieramenti pre-voto.

Nello specifico il Rosatellum è una legge elettorale che prevede il 61% dei parlamentari eletti con il sistema proporzionale e il 37% con quello maggioritario attraverso dei collegi uninominali. Il restante 2% poi è riservato al voto delle circoscrizioni estero. La soglia di sbarramento delle liste è del 3% mentre per le coalizioni l’asticella sale al 10%.

Stando a diversi analisti, si è calcolato che un partito o una coalizione per vincere le elezioni politiche con questo sistema di voto, deve ottenere come minimo il 40% nella parte proporzionale e vincere in almeno il 60% dei collegi uninominali.

Oltre i sondaggi

Per ottenere invece la tanto chiacchierata maggioranza dei due terzi, che permetterebbe al governo di poter cambiare la Costituzione senza che le opposizioni possano richiedere un referendum confermativo, la stima è che si debba superare il 50% nel proporzionale e vincere in circa il 90% dei collegi uninominali.

Il sentore è che in queste elezioni politiche le sfide decisive saranno proprio quelle per i collegi uninominali, tanto che di recente molti sondaggi si sono soffermati proprio sul cercare di capire quali possano essere gli scenari nei collegi considerati in bilico.

Come detto anche in presenza di maggioranze bulgare, non è da escludere che chiuse le urne possa avvenire un rimescolamento delle carte, tanto che negli ultimi giorni non sono mancate le voci di possibili “inciuci” e di eventuali governi di larghe intese.

Per capire chi avrà vinto queste elezioni politiche di conseguenza non si dovrà aspettare la mattina del 26 settembre, ma probabilmente ottobre quando ci saranno le consultazioni di Mattarella: visti i colpi di scena che i partiti ci hanno riservato negli ultimi anni, le sorprese potrebbero non mancare.

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