Chi sono i re dell’agricoltura cinese

Federico Giuliani

1 Aprile 2024 - 07:23

I principali protagonisti del settore agricolo cinese sono dei veri e propri colossi. Ecco chi sono.

Chi sono i re dell’agricoltura cinese

Non solo una potenza tecnologica e finanziaria ma anche un colosso dell’agroalimentare. La Cina occupa una posizione rilevante nel commercio dei prodotti alimentari e agricoli, e non potrebbe essere altrimenti viste le sue dimensioni e le conseguenti esigenze strutturali.

Come se non bastasse, proprio perché stiamo parlando di una superpotenza le cui mosse sono destinate ad influenzare il mondo intero, gli ambiziosi obiettivi di sviluppo agricolo del Dragone, presenti e futuri, hanno avuto e avranno un impatto non trascurabile sull’offerta alimentare globale.

In generale, Pechino intende blindare il fronte della sicurezza alimentare, evitando di restare a corto di cibo in caso di tensioni internazionali o di dover rischiare di veder ridurre il consumo di particolari prodotti ormai entrati stabilmente nella dieta della sua popolazione. Non è un caso che il presidente cinese Xi Jinping intenda puntare sulla modernizzazione dell’agricoltura.

Nel frattempo i numeri parlano chiaro: la Cina è il più grande sistema pubblico di ricerca e sviluppo (R&S) agricolo al mondo, con il 33% dei suoi cittadini impegnati nel settore in questione (più dell’intera popolazione Usa, ha fatto notare il think tank Center for Strategic & International Studies). Fornisce inoltre il 20% del cibo mondiale potendo contare soltanto sul 13% della terra coltivabile presente nel Paese. Ma quali sono i king dell’agricoltura cinese? Urge prima fare un passo a lato per capire il contesto in cui si muove la Repubblica Popolare Cinese.

L’importanza dello sviluppo agricolo

Il cibo è causa (e spesso conseguenza) di conflitti, migrazioni e instabilità politica. La necessità di aumentare la sicurezza alimentare è quindi sempre più considerata una priorità strategica per i leader globali. Nel caso specifico, nei giorni scorsi le autorità cinesi hanno definito le priorità per il lavoro rurale del Paese nel 2024, ribadendo l’obiettivo di trasformare la Cina in una potenza agricola.

Con il XIII piano quinquennale per lo sviluppo delle scienze e delle tecnologie agricole (2016-2020), inoltre, la Cina puntava già a raggiungere il 97% di autosufficienza delle colture principali e un aumento del 50% della crescita della resa dei cereali da nuove varietà di semi. Il piano, che presenta tre fasi di sviluppo a lungo termine, ha l’obiettivo di trasformare il Paese in un leader dell’innovazione scientifica e tecnologica a livello mondiale entro il 2050 focalizzando l’attenzione attorno a quattro aree: sviluppo della tecnologia delle scienze agricole; estensione della tecnologia; sviluppo delle risorse umane; e innovazione istituzionale.

Lo stesso CSIS ha fatto presente che la tecnologia agricola è al centro della ricerca e sviluppo agricolo cinese, mentre la biotecnologia agricola, compresi gli organismi geneticamente modificati (OGM), rappresenta un’altra opportunità per rafforzare il settore.

Il gigante asiatico ha investito molto nello sviluppo di sementi OGM, impegnando 3,7 miliardi di dollari, che comprendono 585 progetti di selezione biotecnologica. Nel 2017, inoltre il colosso statale cinese ChemChina ha acquisito Syngenta, il più grande produttore di prodotti chimici per l’agricoltura e il terzo produttore di sementi, come parte di una più ampia strategia di sicurezza alimentare volta a rendere la Cina autosufficiente nella produzione alimentare.

I paperoni dell’agricoltura cinese

Arriviamo così ai principali protagonisti del settore agricolo cinese, ovvero i player che costituiscono la spina dorsale del business agroalimentare del Dragone. Le 10 principali imprese agricole cinesi (analizzando i dati del 2021) comprendono: Guangdong Haid Group (ricavi operativi nel 2021 pari a 85,99 miliardi di yuan), Twins Group (86,07 miliardi di yuan), Inner Mongolia Mengniu Dairy Group (88,14 miliardi di yuan), i supermercati Yonghui (91,06 miliardi di yuan), Yili (110,6 miliardi di yuan), Beidahuang Agricultural Reclamation Group (167,42 miliardi di yuan), WH Group (176,08 miliardi di yuan), Beijing Capital Agribusiness and Foods Group (183.09 miliardi di yuan), New Hope Group (252.65 miliardi di yuan) e COFCO Corp, king indiscusso dell’agroalimentare con 664,95 miliardi di yuan di ricavi.

Per quanto riguarda i singoli imprenditori, citiamo Bao Hongxing, presidente della più grande azienda privata della provincia cinese di Jianxi, forte di un patrimonio netto di 1,3 miliardi di dollari; Fu Guangming, presidente della Fujian Sunner Development (1,5 miliardi di dollari); Qin Yinglin, presidente di Muyuan Foodstuff (patrimonio netto pari a 2 miliardi di dollari); Liu Yonghao, forza trainante di New Hope Group (4,6 miliardi di dollari); e Liu Yongxing, fratello di Liu Yonghao e fondatore di East Hope Group (patrimonio netto stimato: 6,6 miliardi di dollari).

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