Il conflitto Russia-Ucraina porta con sé migliaia di vite spezzate, ma anche costi economici ingenti.
Secondo le stime della Banca Mondiale, l’“operazione militare speciale” di Putin ha causato danni diretti per 152 miliardi di dollari in Ucraina dal 24 febbraio 2022.
A quasi due anni e mezzo dall’inizio della guerra, il numero di vittime ammonta a decine di migliaia, in migliaia hanno abbandonato la propria e intere città sono state rase al suolo.
Si stima che i danni materiali causati dalla guerra, inaugurata da Mosca il 24 febbraio 2022, ammontino a centinaia di miliardi di dollari.
Il costo economico della guerra per l’Ucraina
Un report dell’International Rescue Committee (IRC) pubblicato all’inizio dell’anno stima che nel 2024 circa 14,6 milioni di ucraini necessiteranno di assistenza umanitaria, tra cui 3,7 milioni di sfollati in loco.
Il rapporto mostra come da febbraio 2022 a inizio 2024 sono stati registrati oltre 4.000 attacchi a strutture scolastiche e oltre 1.300 attacchi a strutture sanitarie, mentre sono state distrutte oltre 1,5 milioni di case.
A dicembre 2023, l’ONU ha previsto che il costo totale della ricostruzione e della ripresa in Ucraina ammonta a circa 486 miliardi di dollari, in aumento rispetto alla precedente stima del 2022 di 411 miliardi di dollari.
Il report dell’IRC ha rivelato inoltre che un’area grande quanto la Romania è oggi disseminata di mine antiuomo e che l’esplosione della diga meridionale di Nova Kakhkova, avvenuta a giugno dello scorso anno, ha lasciato 600.000 ettari di terreni coltivabili senza irrigazione.
Secondo il Centro per la strategia economica (CES) con sede a Kiev, il tasso di disoccupazione in Ucraina, che prima della guerra si attestava intorno al 10%, è salito a oltre il 30% durante il conflitto, prima di scendere fino all’attuale 17%. Per il 2024 il dato dovrebbe scendere al 14,51% secondo le stime.
Anche la fame è stata ed è ancora un problema significativo, con l’insicurezza alimentare salita fino al 30,3%, ora al 19,2%.
A inizio 20222 le esportazioni e le importazioni si muovevano a livelli simili, circa 7,5 miliardi di dollari. Ma il saldo della bilancia commerciale è crollato in territorio negativo con l’inizio della guerra. A dicembre 2023 ammontava a meno 3,7 miliardi di dollari.
Le esportazioni di grano sono state colpite in modo particolarmente duro, rimbalzando poi a livelli quasi prebellici con la firma del Black Sea Grain Deal, mediato dalla Turchia e dall’ONU nel luglio 2022. L’accordo, inizialmente stabilito per un periodo di 120 giorni, è stato rinnovato più volte, prima che la Russia ne uscisse definitivamente nel luglio 2023.
Il tasso di inflazione annuale dell’Ucraina, pari al 10% a gennaio 2022, è salito al 26,6% a ottobre 2022 e attualmente è al 4,7%. Per il 2024 l’inflazione ucraina è attesa all’8,2%,
Dopo essere cresciuta del 6,3% nell’ultimo trimestre del 2021, l’economia del Paese si è contratta del 14,9% nel primo trimestre del 2022, del 36,9% nel secondo trimestre, del 30,6% nel terzo e del 31,4% nell’ultimo trimestre.
Dopo un calo del 10,3% nel primo trimestre del 2023, il PIL ucraino ha registrato il suo primo tasso di crescita positivo del PIL, pari al 19,5%, nel secondo trimestre del 2023. Il dato è rimasto in crescita del 9,3% nel terzo trimestre e del 6,5% nell’ultimo trimestre 2023, secondo le stime del CES. Secondo il FMI il PIL dell’Ucraina crescerà del 2,5-3,5% nel 2024.
«Solo nel 2024, le autorità ucraine stimano che il Paese avrà bisogno di circa 15 miliardi di dollari per le priorità immediate di ricostruzione e ripresa sia a livello nazionale che comunitario, con particolare attenzione al sostegno e alla mobilitazione del settore privato insieme al ripristino di alloggi, infrastrutture e servizi, energia e trasporti», ha affermato a inizio anno la Banca Mondiale, aggiungendo che dall’inizio della guerra alla fine del 2023 «i danni diretti in Ucraina hanno ormai raggiunto quasi 152 miliardi di dollari, con edilizia, trasporti, commercio e industria, energia e agricoltura come i settori più colpiti».
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Il costo economico della guerra per la Russia
L’inflazione annuale in Russia, che prima della guerra si attestava intorno al 9%, nel primo anno del conflitto è salita tra l’11 e il 17,8%. Dopo un periodo di inflazione a due cifre, è scesa fino al 2-3% a causa degli aumenti dei tassi di interesse da parte della Banca centrale del Paese. È aumentata gradualmente dal 2,3% di aprile 2023 al 7,4% di gennaio 2024. L’inflazione dovrebbe chiudere il 2024 al 6,9%.
La Banca centrale russa ha abbassato il tasso di interesse dal 20% al 7,5% da marzo a settembre 2022, ma ha dovuto aumentarlo gradualmente dopo luglio dell’anno scorso, fino all’attuale 18%.
Il premio per il rischio sui credit default swap (CDS)del Paese, rimasto invariato prima della guerra a circa 200, è salito alle stelle fino a circa 13.800.
Una recente stima del Pentagono, riportata dall’emittente pubblica giapponese NHK, mostra che il costo della guerra per Mosca ammonta finora a 211 miliardi di dollari, necessari per equipaggiare, dispiegare, mantenere e sostenere le operazioni in Ucraina.
Si stima inoltre che l’esercito russo abbia subito 310.000 perdite militari e che le forze ucraine abbiano affondato, distrutto o danneggiato almeno 20 navi di medie o grandi dimensioni appartenenti alla Marina russa.
Oltre alle spese militari, l’economia russa è stata colpita dagli embarghi e dalle sanzioni occidentali.
Le riserve della Banca centrale russa, pari a oltre 320 miliardi di dollari, sono state bloccate fin dall’inizio della guerra da Bruxelles, insieme ai Paesi del G7 e all’Australia.
Inoltre, secondo un rapporto pubblicato dal Consiglio europeo a maggio 2023, il 70% delle attività bancarie russe e circa 20 miliardi di euro di attività portate avanti da oltre 1.500 persone e società sono soggetti a sanzioni occidentali.
Dopo che la Russia ha avviato il conflitto in Ucraina, sono stati diversi i settori e i Paesi ad annunciare sanzioni o sospensioni nei suoi confronti. Alcune aziende hanno interrotto le operazioni e l’export in Russia, mentre altre hanno interrotto gli investimenti o ritirato le partnership da Mosca e Bielorussia.
La quota del bilancio del Governo russo alla difesa nazionale è aumentata del 23%, dal 21% del 2022 e dal 20% del 2021. Le spese militari del Paese hanno continuato ad aumentare ininterrottamente nel 2023 e nel 2024.
I danni economici per entrambi i Paesi sono enormi. Se da una parte l’Ucraina è penalizzata dai costi della ricostruzione esorbitanti, dall’altra è sostenuta dall’Occidente sia sul fronte dell’attrezzatura militare, che su quello della liquidità e degli aiuti umanitari. La Russia ha visto invece la spesa militare aumentare vertiginosamente ed è stata esposta agli effetti delle sanzioni, anche se Putin è stato finora abile a trovare strade alternative per sostenere la sua economia, che al momento dello scoppio della guerra veniva da anni consecutivi di crescita costante.