«Amico dei dittatori», «populista», «putiniano», «antisemita». L’establishment politico-mediatico britannico ed europeo è nel panico per la clamorosa vittoria dell’anticonformista George Galloway, che all’età di 69 anni ha aperto una breccia nel soporifero dibattito politico inglese post-Brexit, dando una lezione ai partiti tradizionali e all’impopolare Primo ministro Rishi Sunak.
Lo scrittore inglese ed ex parlamentare laburista, avversario di Tony Blair e uscito dal partito in opposizione all’invasione dell’Iraq (2003), si è ritagliato, negli ultimi vent’anni, una carriera di incendiario commentatore anti-establishment e anti-Nato, criticando duramente la politica estera del Regno Unito e dell’Alleanza Atlantica in Libia, Siria e Ucraina. Addirittura collaborando con «Russia Today» e apparendo non di rado su Sputnik, canali della Federazione russa.
Galloway fa tremare l’establishment britannico
Ora la sua schiacciante vittoria nelle elezioni suppletive di Rochdale, nelle quali ha trionfato con il 39,7% dei consensi con il suo Workers Party of Britain (WPB), ha riacceso l’attenzione sulla sua eccentrica figura, aprendo uno scontro diretto con Sunak. Quest’ultimo ha infatti affermato che il ritorno di Galloway in parlamento è «più che allarmante» , sottolineando che il «nuovo» deputato «respinge l’orrore di ciò che è accaduto il 7 ottobre» e «glorifica Hezbollah». Quando Sam Coates di Sky News ha chiesto all’ex laburista cosa ne pensa di Sunak, il deputato di Rochdale ha risposto senza troppi peli sulla lingua: «Disprezzo il primo ministro. E indovina un po’? Milioni e milioni e milioni di persone in questo Paese disprezzano il primo ministro». Sulla scia della vittoria, Galloway ha dichiarato che la sua prima mossa alla Camera dei Comuni sarà quella di «chiedere al Primo Ministro di incontrarmi urgentemente per sentire cosa pensano milioni di britannici di ciò che sta accadendo a Gaza». «Ma la mia seconda domanda riguarderà il pronto soccorso e i servizi di maternità che ora sono inesistenti a Rochdale», ha dichiarato al Manchester Evening News.
Gli elettori hanno premiato le posizioni contro la guerra
Galloway è riuscito a sbaragliare gli avversari, umiliando il suo ex partito, arrivato soltanto quarto. Come nota il Guardian, «la sua schiacciante vittoria nelle elezioni suppletive di Rochdale porta con sé alcune lezioni per gli altri partiti, e non rassicuranti». Infatti, la sua conquista di quasi il 40% dei voti a Rochdale - con il candidato inizialmente sostenuto dal Labour Party, Azhar Ali, arrivato solamente quarto in un seggio che un tempo era del partito della sinistra britannico - è avvenuta nel contesto della guerra di Gaza. Grazia alla sua dialettica senza fronzoli e alle sue posizioni nette contro la politica israeliana - e occidentale - a Gaza, Galloway è riuscito a conquistare l’elettorato che un tempo era del suo ex partito in una città del Lanarkshire, non distante da Manchester, la cui popolazione musulmana arriva al 36% del totale. Ma l’ex commentatore di Russia Today, in politica dal 1987, è riuscito a conquistare le preferenze anche dei bianchi della classe operaia, dimenticati da laburisti e conservatori. Il messaggio ai partiti tradizionali è chiaro: le nazioni occidentali devono guardare in casa propria, piuttosto che impegnarsi in avventure belliche all’estero sempre più impopolari e dispendiose. Un chiaro monito, da non sottovalutare, anche ai partiti tradizionali in Europa in vista delle prossime elezioni europee.
Galloway è riuscito ancora una volta a sfruttare le divisioni nel suo ex partito. Sul fronte laburista, infatti, Keir Starmer riesce a malapena a tenere unito un partito lacerato dagli scontri interni sulla guerra tra Israele e Hamas a Gaza, conflitto che ha provocato la morte di oltre 30 mila civili, tra cui migliaia di donne e bambini. Anche se al momento non è chiaro se il fondatore del piccolo Workers Party of Britain riuscirà a replicare il suo successo in altre zone della Gran Bretagna, il suo trionfo a Rochdale interpreta un malcontento trasversale verso i partiti tradizionali inglesi che non va sottovaluto.