Chi è e quanto guadagna Michael O’Leary, CEO di Ryanair

Emanuele Di Baldo

23 Luglio 2026 - 12:48

La compagnia low cost più famosa al mondo è sotto attacco: tra utili in calo e polemiche sull’incidente del finestrino rotto, l’ad O’Leary non dorme sonni tranquilli

Chi è e quanto guadagna Michael O’Leary, CEO di Ryanair

Per trent’anni ha venduto voli a prezzi impossibili trattando i suoi passeggeri come merce da stivare e i suoi critici come rumore di fondo. Oggi, però, il rumore di fondo si è fatto assordante. Ryanair ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio 2027 con un utile netto di 538 milioni di euro, in calo del 34% rispetto agli 820 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, e il titolo a Dublino è arrivato a perdere oltre il 6%. Il paradosso è che di passeggeri ce ne sono stati di più, non di meno: 61,3 milioni tra aprile e giugno, il 6% in più. Solo che per riempire gli aerei in un contesto segnato dalla guerra in Medio Oriente le tariffe medie sono state tagliate del 6%, mentre il costo del carburante correva.

E poi c’è il 10 luglio. Un finestrino frantumato su un Boeing 737 partito da Salonicco, la cabina depressurizzata, un passeggero risucchiato fino alle spalle fuori dall’aereo a oltre 5.000 metri di quota. A margine della presentazione dei conti, Michael O’Leary ha attribuito l’episodio a un oggetto estraneo finito nel motore in fase di decollo. Una formula che ha fatto discutere. Chi è, allora, l’uomo che tiene in mano la compagnia aerea più grande d’Europa nel suo trimestre più difficile?

Chi è Michael O’Leary, il CEO di Ryanair

Non è un uomo di aerei. È un uomo di conti. Michael O’Leary è un contabile di formazione, cresciuto professionalmente nella revisione contabile prima di entrare nell’orbita di Tony Ryan, il fondatore di Ryanair, di cui divenne consulente finanziario personale. Da lì, la scalata: è alla guida della compagnia dal 1994, un mandato di oltre trent’anni che non ha eguali tra i grandi vettori europei.

La sua intuizione è stata insieme banale e rivoluzionaria: importare in Europa il modello no frills statunitense e spingerlo oltre ogni limite ritenuto accettabile. Flotta monotipo di Boeing 737 per abbattere i costi di manutenzione e formazione, rotte su aeroporti secondari, biglietto ridotto all’osso e tutto il resto a pagamento. Il risultato è il vettore che ha ridisegnato la geografia del turismo continentale.

Attorno alla strategia, O’Leary ha costruito un personaggio: dichiarazioni volutamente provocatorie, scontri frontali con sindacati, autorità aeroportuali e governi, un rifiuto ostentato di ogni diplomazia aziendale.

È lo stile che si è visto anche in questi giorni, quando ha respinto con nettezza ogni ipotesi che l’incidente del 10 luglio dipendesse dallo stato della flotta, precisando che l’aereo coinvolto ha 18 anni e che il motore era stato sottoposto a manutenzione completa e revisione negli ultimi due anni.

La differenza, oggi, è che a giudicarlo non ci sono solo i passeggeri e la stampa, ma il National Transportation Safety Board statunitense, che indaga sull’accaduto. Una prima bozza del rapporto è attesa entro circa 28 giorni.

Quanto guadagna O’Leary come ad di Ryanair?

Qui il personaggio si smonta e restano i numeri.

Lo stipendio base di O’Leary è passato da 1,2 a 1,8 milioni di euro, con un aumento del 50%, deciso nell’ambito dell’estensione contrattuale formalizzata a giugno 2026 e dettagliata nel bilancio annuale del gruppo.

Il nuovo accordo lo lega a Ryanair fino a marzo 2032, quattro anni oltre la scadenza precedente prevista per aprile 2028.

Il contratto è però più severo di quanto l’aumento suggerisca. La retribuzione fissa è bloccata per tutta la durata, il bonus annuale non può superare il 50% della paga base, non sono previsti benefici pensionistici ed è stato inserito un patto di non concorrenza di 12 mesi dalla cessazione del rapporto. Nell’ultimo esercizio rendicontato il pacchetto complessivo si è fermato a 3,83 milioni di euro, comprensivi di 600.000 euro di bonus e di oneri contabili non monetari legati alle stock option.

Il vero incentivo è di un ordine di grandezza diverso. O’Leary ha ottenuto l’opzione di acquisto su oltre 10 milioni di azioni Ryanair a 26,70 euro, il livello a cui il titolo scambiava prima della guerra in Iran. Per esercitarla servono tre condizioni: restare in carica fino ad aprile 2032, un prezzo superiore a 42 euro per 28 sedute consecutive e un utile netto annuo oltre i 4 miliardi di euro. Il potenziale è di circa 153 milioni.

La distanza da colmare è enorme: l’utile dell’esercizio chiuso a marzo si è fermato a 2,26 miliardi e il titolo ha chiuso a 26,33 euro. È il vero motivo per cui, in Ryanair, il trimestre appena archiviato pesa più di quanto dicano i meri numeri.