Che succede al debito alla morte del creditore?

Ilena D’Errico

4 Aprile 2023 - 23:30

Ecco cosa succede al debito alla morte del creditore, quando si estingue e come dovrebbero comportarsi gli eredi.

Che succede al debito alla morte del creditore?

In caso di debiti, spesso si parla della morte sopraggiunta del debitore e dei dubbi relativi alla possibilità di riscossione del credito. Parimenti problematica può essere però la morte del creditore, circostanza in cui è molto importante sapere cosa succede al debito in questi casi e come agire per evitare conseguenze spiacevoli.

Morte del credito: si estingue il debito?

I debitori più ottimisti e poco informati sulla materia successoria potrebbero sperare che la morte del debitore provochi l’estinzione del debito. A livello puramente teorico un ragionamento del genere presenta comunque dei criteri logici: il debito è stato contratto nei confronti personali di una determinata, se questa non c’è allora non c’è più il debito.

Fortunatamente – o sfortunatamente, dipende dal punto di vista – non funziona in questo modo. Per effetto delle regole di successione, tutti i diritti patrimoniali del defunto passano ai suoi eredi, debiti compresi. In sostanza il debito rimane invariato, cambiano piuttosto le persone a cui si deve ripagarlo. Qualche speranza di non doverlo pagare, comunque, rimane ancora. Affinché gli eredi possano riscuotere il debito è necessario che:

  • Sia stata accettata l’eredità;
  • il debito non sia caduto in prescrizione.

Condizioni determinante per riscuotere i crediti del defunto, sulle quali i chiamati all’eredità dovrebbero allertarsi il prima possibile per evitare di perdere il diritto di riscossione. Il debitore non potrà più essere obbligato all’adempimento se dovessero essere trascorsi i termini di prescrizione (variabili a seconda del debito) senza alcuna azione da parti degli eredi. Allo stesso tempo, il debito è pressoché estinto sul piano sostanziale quando nessuno accetta l’eredità e quest’ultima passa allo Stato, difficilmente interessato alla riscossione per crediti privati.

Trasmissione dei crediti del defunto agli eredi

I crediti del defunto, così come i suoi debiti e i beni che fanno parte del suo patrimonio, si trasmettono agli eredi soltanto in seguito all’accettazione dell’eredità e comunque in modo proporzionale alla quota di ognuno. Per accettare l’eredità i chiamati hanno un limite di tempo piuttosto lungo, nel dettaglio pari a 10 anni entro i quali si può scegliere se accettare e in che modo.

Allo stesso tempo, è molto probabile che aspettando troppo ad accettare il credito maturato dal defunto cada in prescrizione. Il fatto che il creditore sia morto, infatti, non incide minimamente sulla decorrenza della prescrizione, che continua il suo corso a partire dall’inadempimento del debitore o dall’ultimo sollecito effettuato dal creditore.

Questo significa che i chiamati all’eredità dovrebbero come prima cosa informarsi riguardo alle azioni compiute dal defunto in proposito del debito, operazione non sempre facile (anche perché è per lo più è il debitore stesso ad avere prove in merito) a meno che siano intercorse delle cause civili in merito o sia già stato incaricato un apposito organo per la riscossione.

Al di fuori di questi casi è preferibile accettare l’eredità il prima possibile, piuttosto optando per la modalità con beneficio d’inventario qualora si temesse l’insorgenza di debiti ignoti. Il diritto di credito degli eredi è dunque strettamente dipendente dall’accettazione e di conseguenza disponibile soltanto per coloro che hanno accettato l’eredità: non per chi rifiuta e nemmeno per gli eventuali legati nominati nel testamento.

Una volta accettata l’eredità è possibile intimare il pagamento al creditore e in caso di inadempimento citarlo in giudizio proprio come se il debito fosse sorto nei propri confronti. In tal proposito, tuttavia, bisogna sempre tenere in considerazione le quote ereditarie. In altri termini, il credito deve essere ripartito fra gli eredi secondo le quote di ognuno di loro. L’unico ulteriore requisito per poter riscuotere il credito è la presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle entrate, senza la quale non si può obbligare il debitore al pagamento.

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