Che succede a Hong Kong? Mercati reagiscono alle proteste

I mercati guardano a Hong Kong: che succede e perché le proteste contro la Cina stanno assumendo una dimensione sempre più imponente?

Che succede a Hong Kong? Mercati reagiscono alle proteste

Che sta succedendo a Hong Kong? Una domanda lecita alla luce del caos esploso nella ex colonia britannica, dove sono scoppiate alcune delle proteste e delle manifestazioni più imponenti degli ultimi anni.

I mercati non sono rimasti a guardare e hanno reagito a questo clima di profonda tensione.

L’azionario è arrivato a perdere più del singolo punto percentuale, mentre il mondo intero ha continuato a chiedersi che succede a Hong Kong e quali sono i veri motivi delle proteste contro la Cina.

Che succede a Hong Kong? I motivi delle proteste

Qualche giorno fa, il capo esecutivo (o meglio, capo di governo) Carrie Lam ha proposto alcuni emendamenti volti a favorire l’estradizione in Cina degli individui sospetti o accusati di crimini con pene superiori ai 7 anni di reclusione.

Una mossa a sua detta dovuta, che però non ha mancato di suscitare imponenti proteste di massa. La novità di fatto cancellerà le prerogative del Consiglio legislativo, che non avrà alcun potere nel giudicare i citati sospetti. La decisione finale spetterà soltanto al capo esecutivo dopo una prima lettura dei tribunali.

Il timore dei manifestanti è che, tramite l’emendamento, l’indipendenza giudiziaria di Hong Kong conquistata dalla Cina finirà per ridursi notevolmente. Al centro del dibattito anche i possibili rischi per le libertà civili e per le future ipotetiche ingerenze di Pechino che potrebbe iniziare ad arrestare anche i suoi oppositori politici.

La reazione dei mercati

Nella seduta di giovedì i mercati asiatici sono tornati a scambiare in ribasso mentre Hong Kong ha registrato le perdite più imponenti per la seconda giornata consecutiva.

Le imponenti proteste non si sono affievolite: i manifestanti si sono riuniti in assemblea poiché i legislatori che avevano in programma la discussione dell’emendamento hanno infine deciso di rimandare la questione visto il caos esploso.

La Cina ha archiviato gli scambi contrastata (complici anche le ultime notizie sul fronte commerciale), mentre l’Hang Seng è prima crollato sui 26.000 punti e poi risalito sui 27.000 circa. Al momento in cui si scrive comunque, l’indice sta ancora scambiando in ribasso di oltre mezzo punto percentuale a causa delle proteste esplose a Hong Kong.

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