Certificato medico falso: cosa si rischia secondo la legge

Isabella Policarpio

20/01/2021

21/01/2021 - 16:54

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Falsificare il certificato medico per ottenere benefici, esenzioni o malattia al lavoro è un reato molto grave. Vediamo le conseguenze per il dipendente e per il medico compiacente.

Certificato medico falso: cosa si rischia secondo la legge

In caso di certificato medico falso il dipendente rischia conseguenze molto gravi: da una parte il licenziamento, per aver leso il rapporto di fiducia con il datore di lavoro, dall’altra gravi conseguenze penali nel caso in cui dovesse esserci la condanna per truffa.

Spesso dietro un certificato medico falso (o contraffatto dal dipendente successivamente) si cela la volontà di astenersi dal lavoro o ricevere benefici ed esenzioni da parte dell’INPS, come nel caso degli indebiti percettori dei permessi della Legge 104.

Se il medico è complice della truffa e dichiara una falsa malattia consapevolmente rischia anche lui la denuncia per Falso ideologico.

Ecco cosa dice la legge al riguardo e quali possono essere le conseguenze di questo grave comportamento.

Falsa malattia e licenziamento

Il dipendente che si procura un certificato medico falso o lo falsifica di suo pugno rischia - tra le altre cose - di perdere il posto di lavoro. Questo perché mentire riguardo al proprio stato di salute per ottenere periodi di malattia retribuita o i permessi della legge 104 lede il vincolo di fiducia con il datore di lavoro. Per tale ragione potrebbe scattare il licenziamento per giusta causa, ovvero senza obbligo di preavviso.

Non solo, la Corte di cassazione (ordinanza n. 11697/2020) ha recentemente confermato che il datore di lavoro può avvalersi di investigatori privati per seguire il dipendente sospettato.

Fa scattare l’accusa di falsa malattia - e il licenziamento - anche l’ipotesi in cui il lavoratore si sia dichiarato malato per poter svolgere in segreto un secondo lavoro incompatibile con patologia dichiarata (sul punto Cassazione civile, sentenza n. 7641/19).

Certificato medico falso: quando scatta il reato di truffa

Mostrare un certificato medico falso può causare conseguenze penali se grazie alla patologia inesistente il lavoratore ottiene assegni, indennità e altri benefici erogati dall’INPS. In questo caso potrebbe trattarsi di truffa aggravata, il reato previsto dal Codice penale all’articolo 640.

Il dipendente con falso certificato potrebbe essere condannato fino a 5 anni di reclusione e a risarcire il danno causato all’Istituto previdenziale.

Cosa rischia il medico in caso di certificato falso

Il medico che dichiara di aver rilevato nel paziente una certa malattia, in seguito a specifica visita, commette il reato previsto dall’articolo 479 del Codice penale, ovvero “Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico”, punita con la reclusione da 1 a 6 anni (ex articolo 476 del Codice penale).

Ciò perché, durante l’esercizio delle sue funzioni, il medico è considerato a tutti gli effetti un pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio, quindi soggiace a sanzioni più severe di quelle previste per i comuni cittadini.

E se il paziente modifica successivamente il certificato medico?

Potrebbe accadere che il medico non abbia alcuna responsabilità e che il certificato venga modificato/contraffatto successivamente da un paziente che vuole ottenere esenzioni e benefici senza averne il diritto.

Chiunque alteri il contenuto di un certificato medico commette il reato di “Falsità materiale commessa da privato” - articolo 482 del Codice penale - e può essere condannato a due anni di reclusione. Al riguardo si veda la sentenza della Cassazione penale n. 55385 del 22 ottobre 2018.

Il reato di falso materiale scatta anche quando il privato cittadino scriva di suo pugno una ricetta su di una carta in bianco intestata dal medico. Questa pratica, in genere, viene fatta al fine di ottenere farmaci con principi attivi di natura stupefacente ai quali non si avrebbe diritto.

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