Censimento obbligatorio, cos’è e cosa rischia chi non risponde all’indagine ISTAT

Patrizia Del Pidio

19 Marzo 2026 - 17:47

Il censimento della popolazione ISTAT è obbligatorio, ma cosa rischia chi non risponde alle domande del questionario o all’intervista dell’incaricato?

Censimento obbligatorio, cos’è e cosa rischia chi non risponde all’indagine ISTAT

Rispondere al censimento dell’Istat è obbligatorio e la mancata compilazione comporta sanzioni che possono essere anche molto severe. L’ultimo censimento della popolazione si è svolto tra il 6 ottobre e il 23 dicembre 2025.

Dal 2018 il censimento Istat è diventato annuale e non più decennale come era in precedenza. Solitamente si svolge a fine anno, tra ottobre e dicembre, e non coinvolge più l’intera popolazione contemporaneamente, ma un campione di famiglie.

Lo scopo principale del censimento della popolazione è quello di raccogliere i dati relativi alla popolazione per microaree che che consentono di definire la popolazione di base e aggiornare le anagrafi comunali. In Italia il censimento è effettuato con metodo classico, ovvero con la somministrazione di un questionario da autocompilare a cura del capofamiglia (alcune volte può essere effettuato anche sotto forma di intervista da parte dei funzionari comunali).

Il censimento dal 2018 è permanente, con cadenza annuale e coinvolge un campione rappresentativo di 1,4 milioni di famiglie. Quello che molti si chiedono è se sia obbligatorio rispondere al censimento dell’Istat e alle domande che vengono poste dai funzionari incaricati

Cos’è il censimento obbligatorio ISTAT?

Il censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, gestito dall’ISTAT, è una rilevazione annuale a cui deve partecipare attivamente parte della popolazione italiana. La rilevazione fotografa le caratteristiche socio-economiche, le abitazioni e come si evolve e si trasforma la popolazione italiana nel corso del tempo.

In passato il censimento decennale coinvolgeva tutta la popolazione, ma dal 2018 non è più necessario che tutti i cittadini rispondano contemporaneamente alle domande. Ogni anno viene selezionato un campione di famiglie per fornire dati aggiornati su istruzione, lavoro, mobilità e abitazioni.

Le famiglie selezionate ricevono una lettera dall’ISTAT e possono procedere alla compilazione online del questionario o attendere la visita del rilevatore.

È obbligatorio rispondere al censimento ISTAT?

Rispondere al questionario ISTAT è obbligatorio. A prevederlo è l’articolo 7 del Decreto Legislativo n. 322 del 1989 che impone l’obbligo di rispondere a tutte le domande previste per la rilevazione dell’ISTAT.

Nell’obbligo di risposta non sono comprese le risposte relative ai dati sensibili previsti dal GDPR (Regolamento UE 2016/679) e il novellato Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003).

I dati sensibili riguardano:

  • i dati che possono rivelare l’origine razziale ed etnica, l’orientamento religioso, filosofico e di altro genere;
  • le opinioni politiche e l’adesione a partiti o sindacati;
  • i dati che rilevano lo stato di salute e la vita sessuale;
  • dati relativi a condanne penali iscritte nel casellario giudiziario.

Cosa succede a chi non risponde al censimento?

Per le famiglie selezionate per rispondere al censimento obbligatorio che non adempiono all’obbligo sono irrogate le sanzioni previste dall’articolo 11 del Dlgs n. 322 del 1989.

Le sanzioni vanno da un minimo di 206 euro a un massimo di 2.065 euro per le persone fisiche e da 516 euro a un massimo di 5.164 euro per le imprese e le società.

È bene considerare che le stesse sanzioni sono previste anche per chi omette di fornire dati e per chi li fornisce errati e incompleti barando sulle risposte.

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