Cellulare alla guida: le sanzioni per il conducente

Chi guida con lo smartphone rischia una multa che va da 160€ a 646€, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente; non è previsto, però, il ritiro immediato della patente.

Cellulare alla guida: le sanzioni per il conducente

È l’articolo 173 del Codice della Strada a sanzionare chi utilizza lo smartphone mentre guida.

Nel dettaglio, questo vieta al conducente di “far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore”. Ad essere consentito è invece l’uso di apparecchi a viva voce dotati di auricolare, purché il conducente abbia comunque delle “capacità uditive ad entrambe le orecchie”.

Quindi chi mentre guida utilizza lo smartphone per chiamare, o anche semplicemente per guardare un messaggio di Whatsapp o controllare una notifica di Facebook, commette un’infrazione del Codice della Strada andando così incontro ad una sanzione amministrativa. Per rischiare una sanzione, infatti, basta avere lo smartphone in mano poiché già questo distoglie l’attenzione del conducente dalla strada, gli impedisce di tenere entrambe le mani sul volante e ne allunga i tempi di reazione.

Tuttavia, nonostante ci siano delle norme che vietano l’uso del cellulare mentre si è alla guida, nell’ultimo anno (2017) la distrazione è diventata la causa principale di incidente in Italia, provocando ben 394 morti in 131 città. Con “distrazione” ovviamente non si intende solamente l’utilizzo del cellulare, ma qualsiasi evento che distoglie l’attenzione del conducente; tuttavia, il fatto che questa crescita sia avvenuta proprio negli anni del boom dello smartphone non sarà certamente una coincidenza.

A quanto pare, quindi, le sanzioni previste attualmente non sono sufficienti per impedire la crescita inesorabile di questo fenomeno; ma cosa rischia effettivamente chi utilizza lo smartphone mentre guida? Scopriamolo.

Sanzioni per chi guida utilizzando lo smartphone

Il Codice della Strada, nel IV comma dell’articolo 173, sanziona con una multa che va dai 160€ ai 646€ chi guida utilizzando lo smartphone o viola in qualsiasi altro modo quanto stabilito dallo stesso articolo.

Oltre alla multa, si applica poi una sanzione accessoria che prevede la decurtazione di 5 punti della patente, i quali poi verrebbero restituiti nel caso in cui nei 2 anni successivi il conducente non commette la stessa infrazione.

Se invece nel corso del biennio il conducente commette per un’altra volta la stessa infrazione scatta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un minimo di 1 ad un massimo di 3 mesi.

Licenziamento per giusta causa per gli autisti degli autobus

Qualora ad essere sorpresi a fare uso del cellulare alla guida siano i conducenti degli autobus, l’azienda può decidere di procedere con il licenziamento per giusta causa.

È quanto afferma il Tribunale di Teramo nella sentenza 610/2018, con la quale il giudice ha riconosciuto l’utilizzo dello smartphone alla guida - anche se per pochi minuti - come un grave inadempimento che giustifica la risoluzione del rapporto di lavoro. Quindi qualora venga accertata la violazione dell’articolo 173 del Codice della Strada, l’azienda potrà licenziare il dipendente anche nel caso in cui l’uso del cellulare alla guida non sia chiaramente indicato dal contratto collettivo di riferimento come una condotta che giustifica la risoluzione anticipata del contratto.

Secondo il giudice, infatti, l’utilizzo del cellulare alla guida espone i passeggeri al “pericolo di grave danno per la loro incolumità” e di conseguenza questa violazione è da considerare persino più grave della minaccia o dell’ingiuria nei confronti dei superiori, o anche della rissa in servizio (tutte fattispecie che legittimano l’azienda a licenziare il dipendente per motivi disciplinari).

Niente ritiro della patente per chi guida con il cellulare

Salvo il caso degli autisti dei bus, quindi, le sanzioni per chi utilizza il cellulare mentre guida appaiono ancora piuttosto soft. È per questo motivo, probabilmente, che molti conducenti non temono le conseguenze del parlare mettendo il telefono all’orecchio o di condurre una conversazione via chat con Whatsapp mentre sono al volante.

D’altronde che le sanzioni previste dall’articolo 173 del Codice della Strada necessitino di un inasprimento non è certamente un segreto tant’è che negli ultimi anni in Parlamento sono sbarcate diverse proposte di riforma.

L’ultima, che però non ha completato l’iter previsto per l’approvazione, prevedeva un inasprimento notevole delle sanzioni, introducendo il ritiro immediato della patente da 1 a 3 mesi fin dalla prima infrazione.

Parimenti la proposta di riforma dell’articolo 173 del Codice della Strada rende più severa la decurtazione dei punti, portandola a 10, oltre ad aumentare a €1.294 la multa nel caso di recidiva. Infine, qualora l’infrazione fosse stata commessa per una seconda volta nell’arco del biennio, la sospensione della patente sarebbe stata per un massimo di 6 mesi.

Come anticipato però questa proposta non ha avuto conseguenze concrete, ecco perché ad oggi le sanzioni per chi guida con il cellulare alla guida sono ferme a quanto disposto dall’articolo 173 del Codice della Strada.

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