Il Viceministro Leo annuncia che se ci saranno le risorse potrebbe tornare la cedolare secca per gli immobili commerciali. E auspica anche una proroga per bonus ristrutturazione e bonus mobili.
Potrebbe tornare la cedolare secca al 21% per gli immobili commerciali in locazione. Si tratta di una misura che era stata prevista per il solo 2019 e mai prorogata negli anni seguenti. Il Viceministro Maurizio Leo, all’assemblea annuale di Confedilizia, annuncia anche la proroga dei bonus edilizi e del bonus mobili, se ci saranno le risorse.
L’annuncio, quindi, lascia aperta la porta a queste importanti modifiche fiscali che hanno un impatto non indifferente per chi possiede immobili, ma il viceministro non abbandona realismo e cautela, legando gli interventi alla disponibilità delle risorse.
Proroga rottamazione quinquies Comuni
Come era stato già ventilato, la rottamazione quinquies per i tributi locali potrebbe subire uno slittamento delle scadenze poiché 980 Comuni sono in procinto di rinnovare i consigli comunali. Dopo la richiesta dell’Ifel, il governo sta valutando la proroga dell’approvazione delle delibere di adesione dal 30 giugno al 31 luglio per gli enti locali chiamati al voto.
Cedolare secca per i negozi
L’annuncio di un possibile ritorno della cedolare secca per gli immobili commerciali in locazione potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno sia per i proprietari di locali commerciali, sia per i negozianti che sono in affitto. Lo schema che potrebbe essere ricalcato, infatti, potrebbe essere proprio quello contenuto nella Legge di Bilancio 2019 che fu valido, però, solo per i contratti stipulati nel 2019 per unità immobiliari classificate C/1 e di superficie fino a 600 metri quadrati.
Quella del 2019 fu la prima e unica apertura alla cedolare secca per i negozi in alternativa al regime di tassazione ordinario prevedendo una tassa piatta del 21%. La legge, in quell’ambito, prevedeva anche una norma che contrastava i furbetti: non era possibile optare per la cedolare secca per contratti stipulati nel 2019 se al 15 ottobre 2018 risultava in corso un contratto non scaduto tra gli stessi soggetti.
Attualmente la cedolare secca per i negozi resta in vigore solo per i contratti stipulati nel 2019 e giunti al rinnovo dopo i primi 6 anni (nella formula del 6+6), escludendo tutti gli altri immobili commerciali.
Proprio per questo Confedilizia continua a chiedere la cedolare secca per gli immobili non residenziali per liberalizzare gli affitti commerciali e semplificarne la tassazione. Si tratta di una necessità se si vuole fare in modo che aprano nuove attività commerciali.
Proroga bonus edilizi e risorse
Leo non ha escluso la possibilità di prevedere una cedolare secca per i negozi, ma chiarisce che servono le risorse per fare in modo che locazioni residenziali e commerciali viaggino sullo stesso binario di tassazione. Leo, tra l’altro, annuncia che se ci saranno le coperture necessarie è intenzione del Ministero anche prorogare i bonus edilizi al 50% per le abitazioni principali e al 36% per le seconde case a cui associare anche la proroga del bonus mobili.
Il Viceministro, però, annuncia che serve attenzione poiché il fardello del Superbonus impegna ancora 40 miliardi di crediti di imposta per il 2026 e altri 20 miliardi per il 2027.
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