Cashless e criptovalute: l’evento di Money.it tra pagamenti digitali, innovazione e nuovi trend

24 Ottobre 2022 - 11:36

10 Novembre 2022 - 16:29

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“Cashless e criptovalute, al bar al ristorante e non solo”: l’evento di Money.it di oggi, 24 ottobre, fa informazione e formazione sui pagamenti digitali.

Cashless e criptovalute: l'evento di Money.it tra pagamenti digitali, innovazione e nuovi trend

Lunedì 24 ottobre, Milano è stata la capitale del cashless e delle criptovalute: l’evento che Money.it ha pensato e organizzato per fare formazione e informazione sull’evoluzione dei pagamenti digitali - “Cashless e criptovalute, al bar al ristorante e non solo” - ha avuto luogo oggi da una sala dedicata presso la struttura Eataly di piazza 25 aprile, Milano.

Portare un messaggio chiaro e formativo alle aziende del nostro paese sul tema dei pagamenti digitali anche legati al mondo crypto, liberando il loro potenziale di business, è stata un’esigenza per la nostra redazione. È con questo intento, infatti, che l’evento si è concentrato sulle grandi opportunità che i nuovi pagamenti digitali danno a tutto il settore dei consumi fuori casa (Horeca) e che sono il motore di uno dei primari settori economici italiani, il turismo.

Per affrontare con profitto il tema dell’utilizzo dei pagamenti cashless a Money.it siamo convinti che sia necessario superare il limite mentale dell’obbligo di legge per il Pos e cogliere tutte le opportunità che il digitale mette sul piatto.

Coinbar Fabrick

Cashless & Criptovalute

24 ottobre 2022

Eataly, Porta Garibaldi (Milano)

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E per capire come liberare questo potenziale sono stati presenti all’evento esponenti del mondo politico, accademico, imprenditoriale e professionale che sono riconosciuti portatori di innovazione e che parleranno di cashless, dell’utilizzo delle criptovalute per i pagamenti e della nuova esperienza di pagamento che coinvolge clienti e aziende, che oggi va dai nuovi metodi di incasso digitale fino all’integrazione del Buy Now Pay Later.

Il cashless non ha prezzo

L’evento «Cashless e criptovalute, al bar al ristorante e non solo» viene inaugurato da Alessia Cappello - Assessora allo Sviluppo Economico e alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano. Con l’abile guida di Dario Colombo, giornalista e responsabile editoriale area B2B in Money.it, affrontiamo il tema de «I nuovi scenari digitali per la città», ossia facciamo il punto su quella trasformazione digitale che fa innovazione, genera opportunità di business, crea lavoro e punta sulla valorizzazione del territorio. Cappello evidenzia a questo proposito l’importanza delle Botteghe storiche, attività merceologiche che contano più di 50 anni di storia e la cui permanenza nel panorama locale è dovuta alla «capacità di saper leggere cosa succede, quali sono gli avvenimenti che capitano attorno, e saperli cavalcare a proprio vantaggio».

Un vantaggio che passa attraverso sì la costanza e il ricambio generazionale, ma anche attraverso le capacità d’innovazione delle singole realtà, nella resilienza e nell’adattabilità che ha portato Milano a diventare la città italiana con il più alto numero di pagamenti cashless (il 45%), nonché sede di attività completamente digitalizzate.

L’intervento di Cappello introduce e apre al tema del primo panel: “Il cashless non ha prezzo?”. Il mondo, infatti, sta diventando cashless: le tendenze, le norme, le opportunità per fare della moneta digitale e dei servizi connessi uno strumento di innovazione, di crescita economica e non un obbligo da assolvere ci sono, e affondano le loro radici nella storia del cibo e dell’acquisto di questo.

Francesco Sacco, Affiliate Professor di Strategy and Entrepreneurship presso SDA Bocconi School of Management e Assistant Professor di Economia presso l’Università dell’Insubria, analizza le origini della necessità di sistemi di pagamento rapidi, non difficili da portare in giro, che hanno portato alla nascita della prima carta di credito, finché non arriviamo ai giorni nostri, in cui l’efficienza di elaborazione ha portato a elaborare nuovi modelli di business. «Il cashless oggi che ruolo ha nella nostra economia?», chiede Sacco, e risponde: «Noi stiamo smaterializzando tutto quanto, ma quello che è interessante è che se noi vogliamo fare delle cose innovative, dobbiamo abilitarlo sui mezzi di pagamento».

La chef stellata del Ristorante Acquada, Sara Preceruti, evidenzia anche i risvolti sociali e favorevoli ai pagamenti digitali: dalla comodità di pagamento, all’annullamento del lavoro in nero. Il digitale sveltisce le operazioni e alimentando un modello di business che permette una maggiore connessione con i clienti attraverso sistemi tecnologici, come i social e le newsletter, ma anche una comodità di pagamento e di ordinazioni. «L’unica cosa negativa sono le commissioni», sostiene Preceruti «per il resto è tutto positivo».

In questo contesto, si evidenziano anche realtà completamente cashless, come quella di Vittorio Borgia, Ceo delle Pasticcerie Baunilla e dei Ristoranti Bioesserì. La rinuncia al contante è stata accolta in maniera ambivalente dal pubblico, ma le attività di Vittorio Borgia aprono a un mondo di prossimità che si spalanca del tutto al digitale, sorpassando gli strumenti di pagamento elettronici tradizionali - le carte di credito - e allargandosi ad altri sistemi di pagamento digitale, come Satispay e criptovalute.

L’obiettivo attuale è «quello di poter affiancare a strumenti di pagamento elettronici i pagamenti digitali», spiega Fabio Simonutti, Head of platform solutions di Fabrick, affrontando il tema dell’Open Banking, «Questo significa poter affiancare allo strumento della carta di credito anche strumenti che, pur essendo di matrice digitale, possano vivere anche nel mondo fisico, e quindi poter portare quell’esperienza e quella possibilità che si sta evolvendo nel mondo dell’ecommerce anche nel mondo di prossimità».

«Il cashback può essere reinvestito in politiche commerciali innovative», afferma Vittorio Borgia, sottolineando come l’innovazione debba passare attraverso una politica di vantaggi per entrambi gli attori della transazione. Motivo per cui i sistemi di pagamento cashless si stanno diffondendo molto più del Pos, in quanto spingono sulla logica win to win per entrambe le parti: commerciante e cliente. Se le scelte gestionali dell’esercente possono essere legate a un risparmio sulle commissioni, per l’utente i vantaggi possono essere elementi, appunto, di cashback, come quelli offerti da Satispay.

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Pagare con le criptovalute si può

Quali sono le opportunità, i limiti da superare, i vantaggi e come organizzarsi per utilizzare le criptovalute anche per i micropagamenti in presenza? Lo scenario attuale e il mondo che verrà lo vediamo nel talk «La vita quotidiana con le crypto in tasca» con Fabiano Taliani, Chief Operating Officer di Coinbar, l’esperto commercialista specializzato in fiscalità internazionale Mauro Finiguerra, di Finiguerra e Partners, e con l’Imprenditore seriale e autore di libri di successo come Matrix Economy e di Crypto Economy, Roberto Gorini.

Le criptovalute, una realtà dalla presa ancora difficile in Italia, si stanno affermando sempre di più sulla scena globale e sono numerose le realtà che cercano di scavalcare il limite e il pregiudizio che intercorre sulla moneta digitale. Tra queste, Coinbar, la prima piattaforma exchange crypto con locali bar market sul territorio, che permette di «effettuare il cambio in euro direttamente sul conto del merchant», come spiega Fabiano Taliani, «il merchant era un po’ restio, per problemi legali, commerciali e di cultura” ad accettare le criptovalute, ma il futuro passerà comunque attraverso queste. La carta di credito, infatti, come tecnologia è obsoleta per le transazioni informatiche. È necessario quindi sviluppare ancora di più la tecnologia blockchain e spingere sui pagamenti in criptovalute, che presenta ben tre vantaggi, secondo Roberto Gorini:

  1. tecnologico: la tecnologia della blockchain è superiore rispetto a quella digitale che abbiamo adesso e sul retail funziona meglio.»Quando pago con una carta di credito non sto pagando al negoziante, sto dandogli tutti i miei dati personali per permettergli di fare un prelievo dal mio conto. La blockchain è sicura, è protetta e do direttamente i soldi al negoziante, abbassando anche le spese di gestione delle banche e degli utenti";
  2. economico: i numeri degli utilizzatori di criptovalute sono aumentati in modo esponenziale. Il mercato, che è fatto di persone, h bisogno di una moneta che funzioni meglio come riserva di valore. Questo perché la moneta fiat perde potere d’acquisto almeno del 2% l’anno per opera delle banche centrali. Le criptovalute, invece, mantengono il loro potere d’acquisto;
  3. sociale: la gente vuole essere «proprietaria del proprio denaro». A parte i contanti, il denaro oggetto di transazioni tra utenti e banca non è delle persone.

Mauro Finiguerra riprende le suggestioni di Gorini e amplia il discorso dal livello fiscale a quello giuridico. È necessario, infatti, normalizzare la tecnologia blockchain attraverso il riconoscimento della stessa sul piano legislativo, per attribuirle anche autorevolezza nella mentalità comune. Attualmente, il tema è stato preso in esame dalla MiCa, la normativa europea che ha previsto la definizione giuridica di Dao (Decentralized autonomous organization), ovvero la capacità della tecnologia blockchain di registrare le interazioni finanziarie online su un libro mastro digitale, a prova di falsificazioni.

Al momento, è Lugano la città europea dove le criptovalute sono oggetto di esperimenti sul piano quotidiano. Lugano infatti accetta bitcoin, tether e Lvga, la criptovaluta locale, come sistema di pagamento per tasse comunali e accesso ad alcuni servizi ed eventi pubblici. La città svizzera viene portata come esempio della buona applicabilità e della convenienza dell’utilizzo della blockchain in un’evoluzione sociale che è sempre più proiettata verso il Metaverso.

«Se non siamo pronti ad affrontare questo mondo, anche le nostre aziende rimarranno indietro», sostiene Gorini, riferendosi all’importanza di cavalcare l’innovazione delle criptovalute per non restare esclusi da un mondo sempre più 3.0.

A questo proposito, è emblematico il processo sviluppato da Coinbar, che unisce l’esperienza reale con quella digitale, puntando, ad esempio, sull’Nft come creazione di un momento personalizzato relativo a un evento.

Antonello Cugusi, Ceo di Coinbar, spiega come l’introduzione della tecnologia blockchain per i servizi di ristorazione abbia permesso una relazione one-to-one tra cliente e merchant, nonché il vantaggio presentato dai tempi più rapidi permessi dall’utilizzo di sistemi cashless, che non costringono a numerose transazioni e passaggi, soggetti alla volatilità della criptovaluta.

Il tutto a vantaggio sia di un ampliamento dell’esperienza umana, per esempio un Nft che funga da amplificatore del vissuto personale, sia dei merchant che rilevano vantaggi a livello fiscale e di costi di gestione.

«Con il pagamento in cripto possiamo risparmiare dal 70 al 90% dei costi di gestione», afferma Cugusi, incentrando il suo intervento sull’importanza di affiancare i pagamenti cashless a quelli tradizionali, anche per «acquisire una fetta di clienti sul piano internazionale che comincia a essere rilevante in fatto di numeri».

Ma come si può dare una spinta al settore cripto, a livello sociale e normativo? Intanto con la divulgazione, ma è necessario anche l’appoggio istituzionale. Le attività di formazione non bastano finché le istituzioni non adotteranno in parte la tecnologia blockchain. Di sicuro, incrementarne l’utilizzo quotidiano permetterà una maggiore diffusione.

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24 ottobre 2022

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Una nuova esperienza per i pagamenti digitali

Carte di credito e bancomat virtuali, digital wallet, mobile payment, ma anche rateizzazione: il pagamento smaterializzato è ormai il connotato principale dell’e-commerce, ma può affermarsi anche come metodo per i consumi fuori casa e per tutto il mondo del retail.

Affrontiamo questo cambiamento, che non prevede inversioni a U, con Daniele Trombetta, Head of Corporate Business Development di Tot, Marco Barbieri, Segretario Generale Confcommercio Milano e con Vanina Acqualagna, Large enterprise account executive di Paypal.

È Barbieri a dare l’avvio alla discussione, focalizzandosi sul tema dell’evasione fiscale e sul sistema culturale negativo verso i pagamenti digitali. Infatti, se durante il lockdown le realtà commerciali sono state spinte ad approcciarsi a sistemi innovativi per avere una maggiore resa, con la crisi energetica e l’aumento delle bollette, i costi di gestione di qualsivoglia attività sono incrementati e diventati eccessivi.

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«Il problema non è che il commerciante non vuole il pagamento col Pos», spiega Barbieri, ma c’è una vergogna culturale nel pagare cifre irrisorie dalle commissioni eccessive.

Eppure, il pagamento digitale può essere uno strumento attuale, soprattutto nella formula del Buy Now Pay Later, su cui si concentra Vanina Acqualagna. La possibilità di dividere il pagamento digitale, oppure di rateizzarlo, aumenta la fidelizzazione e consente di pianificare le spese effettuate tramite l’e-commerce.

L’utilizzo di un portafoglio digitale come PayPal, che viene usato per «spese comunque ritenute necessarie che si vogliono dilazionare», consente di pianificare le spese e di sentirsi più sicuri nell’effettuare pagamenti online, senza dover fornire i propri dati finanziari al merchant, al contrario di quanto avviene con la carta di credito.

La crescente scelta di sistemi Bnpl mostra come il consumatore sia «già pronto per attuarlo», in quanto permette di avere pieno controllo sulla propria condizione finanziaria. Ed è proprio il controllo che costituisce il fulcro dell’intervento di Daniele Trombetta, che spiega come il mondo richieda un’evoluzione e un miglioramento nei servizi di pagamento cashless. Spetta però agli operatori «creare quelle sinergie» che consentono di guardare al cashless non in ottica negativa, di commissioni e sicurezza, bensì nel concetto di utilità.

«Siamo abituati a sentire che se non c’è un costo sei tu la merce», spiega Trombetta, ma «il costo va utilizzato come valore aggiunto». Poiché il costo di gestione non può essere annullato, si può finalizzarlo a un miglioramento dell’esperienza di acquisto. Questo, però, obietta Barbieri, solo se «si tiene conto dei consumatori», che potrebbero trovarsi in difficoltà con strumenti di pagamento eccessivamente tecnologici, soprattutto nei casi di utenti anziani.

Ma «già di per sé il target di riferimento è quello degli e-commerce buyers», ribatte Acqualagna. La popolazione “matura” ha possibilità di cambiare il modo di approcciarsi ai pagamenti attraverso politiche congiunte, anche se ci sarà sempre uno “zoccolo duro” che non riuscirà ad abituarsi.

Lo stesso problema lo potrebbero vivere le aziende. Diventa quindi necessario essere consapevoli che il mondo crypto cerca di porre in sinergia gli interessi sia dei consumatori, sia dei commercianti, per cui il digitale è un valore aggiunto. Preparazione e formazione sul sistema cashless, nonché la promozione dello stesso, per tutti gli attori della catena degli acquisti - merchant e consumatori - divengono elementi necessari per incrementare l’innovazione e un mercato digitale sempre in costante evoluzione.

Claudia Cervi, redattrice area Fisco di Money.it, interroga quindi Sebastian Luca Gatto, proprietario del Savini Group, attivo nella ristorazione a Milano e Londra, sul sentiment delle piccole realtà imprenditoriali riguardo il tema della sicurezza.

«Se tu mi dai una somma di denaro in modo sicuro, tracciabile e subito disponibile a me va benissimo», risponde Luca Gatto. La risposta pone direttamente il problema dello strumento e della sua capacità di rendere il pagamento immediatamente disponibile per l’imprenditore. Tuttavia, è necessario capire anche qual è la propensione del consumatore nell’adottare un determinato strumento o meno.

Da questo punto di vista, l’imprenditore deve chiedersi: «quali sono gli strumenti che posso dare ai miei clienti per pagare nel modo migliore con cui si sentono di pagare?», superando l’ostacolo culturale.

Nessuna imposizione, quindi, ma sinergia e interdipendenza tra banche, istituzioni e imprenditori, al fine di sviluppare quelle strategie win to win, incentrate anche sulla formazione culturale del lato utente. L’adozione delle criptovalute e dei sistemi cashless deve passare attraverso programmi che siano vincenti per tutti, nonché incentivata anche dal punto di vista governativo.

«I consumatori, i clienti, chi vuole pagherà ancora in contanti, ma non è imponendo che si fa la differenza», l’uso delle criptovalute «deve diventare quotidiano e questo lo fai se coinvolgi i cittadini». L’istituzione deve permettere ai cittadini di prendere confidenza con gli strumenti digitali, attraverso incentivi e vantaggi fiscali, dando sicurezza e garanzia sulla validità e sul vantaggio del sistema.

Coinbar Fabrick

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