Cashback: cos’è, come funziona e come usarlo

Emanuele Di Baldo

19/02/2024

Qual è il significato di cashback? Cashback significa ottenere dei soldi indietro in cambio degli acquisti effettuati. Ecco come funziona e come usarlo.

Cashback: cos’è, come funziona e come usarlo

Cos’è il cashback e come funziona? Alcuni consumatori già conoscono e utilizzano molto bene questo strumento. Tanti altri, però, si interrogano sul significato del termine e sul meccanismo del cosiddetto «programma di ricompensa», che è una delle novità degli ultimi anni in termini di di acquisti e pagamenti elettronici.

Ma con ciò non significa che il cashback sia una cosa nuova: diversi negozi, carte di credito, siti e app di pagamenti lo usano da tempo come strumento promozionale che avvantaggia utenti e aziende. Il rimborso immediato - o, comunque, periodico - di una percentuale della spesa, riaccreditato direttamente sul conto del cliente, è, infatti, un ottimo incentivo per fare acquisti nonché uno strumento di fidelizzazione.

Non ci resta che scoprire nel dettaglio definizione, tipologie e il significato più profondo di cashback, con l’analisi del mercato attuale e del funzionamento completo.

Cos’è il cashback: significato di definizione

Ma cosa significa il termine «cashback»? Partiamo dal significato letterale. Il termine cashback deriva dall’inglese cash (“soldi”) e back (“indietro”). Letteralmente si traduce, quindi, con ottenere “soldi indietro”, ovvero un rimborso.

In parole povere, il cashback è un’innovazione nel sistema commerciale di pagamento che consente ai clienti che acquistano dei prodotti di ricevere una percentuale di rimborso degli importi spesi.

Ma cerchiamo di dare una definizione più precisa, prendendo spunto da Wikipedia.

Un sito di cashback (rimborso in italiano) è un sito dove gli utenti registrati possono guadagnare una percentuale in base ai loro acquisti effettuati presso i negozi online convenzionati. Molto spesso questi siti presentano anche un sistema di referenza grazie al quale è possibile guadagnare una percentuale extra derivante dalle attività dei propri invitati (referrals).

Alla luce di questa definizione possiamo capire che il cashback non è un vero e proprio guadagno né uno sconto sull’acquisto: è, infatti, diverso da questo e dai codici sconto (con cui spesso viene confuso) perché nel caso del cashback i soldi vengono accreditati a posteriori, a spesa già effettuata.

Cos’è il cashback, quindi? Una ricompensa con cui il cliente viene premiato per aver effettuato acquisti da un determinato rivenditore. L’importo rimborsato (cashback) è una percentuale dell’importo speso dal cliente e varia da caso a caso, con alcune aziende che offrono tassi di rimborso più elevati rispetto ad altri.

Come funziona il cashback e come richiederlo

Questo sistema come può cambiare le nostre abitudini di spesa? Tanti consumatori già lo stanno sperimentando e, sommariamente, si può affermare che il funzionamento del cashback viene stimolato anche dalla progressiva sostituzione del soldo cartaceo (banconote e monete) con l’uso sempre più avvantaggiato di carte e strumenti elettronici o totalmente digitali.

D’altronde il cashback è un programma di incentivazione che consente ai consumatori di ricevere un rimborso in denaro per gli acquisti effettuati con determinati mezzi di pagamento, come carte di credito, carte di debito o app di pagamento digitale. Questo incentivo si basa sul concetto di restituire una percentuale del denaro speso durante transazioni commerciali specifiche e il tracciamento, oltre che l’immediatezza, rappresenta una condizione necessaria per il giusto processo di funzionamento e fruizione. Indipendentemente se si proceda con acquisti presso negozi fisici oppure online.

Ovviamente, ogni ente o partner che mette a disposizione il cashback segue proprie logiche commerciali e di mercato. Quindi, non esistono delle regole fisse e prestabilite. Il processo di funzionamento del rimborso, però, è più o meno simile e prevede alcuni step comuni:

  • acquisto della merce: la conditio sine qua non è l’acquisto, da parte di un consumatore, di uno o più prodotti che possono essere soggetti a cashback. I cashback sono spesso limitati ad alcune categorie di acquisti o a determinati negozi convenzionati. Questo significa che i consumatori possono ricevere il rimborso solo per gli acquisti effettuati in determinati settori, come supermercati, ristoranti o stazioni di servizio, oppure presso partner affiliati;
  • accredito: successivamente, una percentuale dell’importo speso per l’acquisto viene accreditata al consumatore. L’accredito del cashback può avvenire in diversi modi. Alcune società o istituti di credito offrono il cashback direttamente sul saldo della carta di credito, mentre altre possono emettere un rimborso separato o accreditarlo su un conto corrente o carta di debito;
  • utilizzo del rimborso: infine, il consumatore può utilizzare il denaro ricevuto come credito per futuri acquisti o per prelevare denaro contante.

Per richiedere il cashback di solito è sufficiente effettuare un acquisto utilizzando il mezzo di pagamento designato - a patto che la merce acquistata sia soggetta a cashback, ovviamente. Tuttavia, è importante seguire le istruzioni specifiche previste dal fornitore per garantire che l’acquisto sia valido e che il rimborso venga correttamente accreditato. Al momento del pagamento, infatti, il consumatore deve conoscere tempistiche e limiti del cashback, oltre alla percentuale di rimborso prevista.

Carte di credito e non solo: le migliori soluzioni cashback del 2024

Il cashback è oggi riconosciuto come un tipo di promozione ideale; non a caso, sono moltissime le piattaforme che ne fanno uso. In Italia Satispay è, forse, la più famosa, ma stanno diventando sempre di più le app finanziarie digitali e le carte di credito (e debito) che permettono di usufruire di questo strumento. Vediamone alcune.

Satispay

Satispay, l’app per pagare via smartphone nei negozi fisici, online, fare ricariche, pagare il bollo auto e altri servizi della Pubblica Amministrazione, consente di ottenere il cashback per le spese effettuate.

Il cashback su Satispay consiste in un rimborso immediato di una percentuale della spesa (5, 10, 15%), riaccreditato direttamente sull’applicazione dell’utente una volta completato il pagamento con Satispay. Il cashback non è sempre lo stesso: può variare in base alla zona, ai negozi, alle promozioni attive o all’utente. Ci sono diversi tipi di cashback: classico, ossia il rimborso previsto su ogni tipo di spesa; cashback primo acquisto, ossia quello offerto solo sul primo pagamento effettuato in un negozio; incrementale, che prevede una percentuale maggiore di rimborso per ogni nuovo pagamento tramite Satispay.

Facciamo un esempio per capire meglio. Sei in un negozio che prevede il 10% di cashback con massimale 5 euro e tu devi pagare un acquisto di 50 euro. Una volta effettuata la transazione, riceverai subito 5 euro che andranno a sommarsi alla tua disponibilità sul conto dell’app. Facile, no?

ScontiPoste e Postepay

Anche Poste Italiane offre programmi cashback che consentono agli utenti di ricevere un rimborso su determinate categorie di acquisti, come supermercati o carburante, a seconda del prodotto sottoscritto . Su tutti troviamo ScontiPoste, il programma di fedeltà dedicato ai titolare di conti BancoPosta e di carte di pagamento Postepay. Si tratta di un servizio che unisce sconti e cashback, grazie alla possibilità di fare acquisti nei negozi fisici e online convenzionati durante tutto l’anno - anche sotto il periodo di saldi.

Gli sconti arrivano fino al 20% ma variano a seconda degli esercenti presso cui si fa l’acquisto. In ogni caso, il rimborso arriva direttamente sulla carta di debito o prepagata Postepay con la quale si procede con il pagamento - o sul conto BancoPosta, se si preferisce.

Hype

Hype è un’altra soluzione di pagamento digitale che offre cashback agli utenti per gli acquisti effettuati. Si tratta di una carta-conto che dispone, in un’unica applicazione, di un conto corrente con IBAN e una carta di pagamento per effettuare transazioni finanziarie. A seconda del piano scelto - Hype base è gratuito, Hype Next costa 2,90 euro al mese, Hype Premium 9,90 euro al mese - i vantaggi della carta possono variare, ma rimane attiva per tutti i pacchetti la possibilità di cashback.

Per gli acquisti online si arriva fino al 10%. E usufruirne è semplice: basta procedere direttamente dallo smartphone, navigare e scegliere tra i vari partner convenzionati e procedere con l’acquisto. Il rimborso arriva automaticamente sull’app.

American Express

Le carte di credito American Express prevedono offrono programmi cashback che variano a seconda del tipo di carta e delle offerte disponibili. Il vantaggio, in particolare, di American Express Blu, però, ha pochi eguali: con questa soluzione di credito, infatti, è possibile usufruire del cashback per qualsiasi acquisto, a prescindere da partner o negozi, che siano online oppure offline.

Con la Blu non ti dovrai più preoccupare di scegliere tra gamme - più o meno vaste - di categorie di spesa, dato che il cashback è sempre automatico. E la percentuale è davvero ottima: 1% su qualsiasi acquisto, con accredito in 12 mesi. A fronte, però, di un canone annuo di 420 euro, che per la prima annualità è comunque gratuito.

Revolut

Infine, troviamo Revolut, un’altra soluzione «carta di credito più app digitale» che offre cashback agli utenti per gli acquisti effettuati con la carta Revolut. Ciò che rende Revolut competitiva e unica è il servizio di cambio valuta a tariffe competitive, rendendola una scelta popolare per coloro che viaggiano molto o che, comunque, fanno tanti acquisti (e prenotazioni) all’estero. Tra i servizi di cambio valuta sono compresi anche quelli relativi alle criptovalute.

Il cashback previsto è fino allo 0,1% sui pagamenti con carta Revolut in Europa e in Regno Unito e fino all’1% fuori dall’UE. A patto, però, che si sottoscriva il piano Metal (da 15,99 euro al mese) o Ultra (da 45 euro al mese). Il funzionamento è molto simile a quello di Hype, dato che si può procedere alla scelta dei partner e all’acquisto direttamente dall’app Revolut.

Cosa rientra nel cashback e come usarlo

Per i meno avvezzi, ora è sicuramente più chiaro il significato di cashback e il suo relativo funzionamento. Si tratta semplicemente di un metodo di rimborso, che non permette di risparmiare ma di investire meglio i soldi spesi negli acquisti. Di fatto, più si spende e più cashback si potrà ottenere, sempre nel limite dei massimali previsti dalle varie opzioni di credito.

Il cashback, quindi, può essere utilizzato per una varietà di scopi, tra cui pagare per futuri acquisti o, essenzialmente, avere della disponibilità economica aggiuntiva sul proprio conto. È importante, comunque, monitorare attentamente il cashback accumulato e, nei casi in cui è previsto, utilizzarlo prima che scada o venga perso.

Per sapere cosa rientra nel cashback, invece, bisogna fare sempre riferimento al prodotto sottoscritto. I tipi di acquisti che rientrano nel rimborso, infatti, possono variare a seconda del programma specifico. Tuttavia, solitamente includono categorie come generi alimentari, ristoranti, carburante, viaggi e shopping online. E i metodi di fruizione, inoltre, possono prevedere un pagamento presso il cliente oppure attraverso le app di credito (ma il risultato finale è lo stesso). Solo alcune soluzioni prevedono il cashback indipendentemente dal tipo di acquisto, come nel caso dell’American Express Blu, affrontata nei paragrafi precedenti.

Cashback di stato: come funzionava e perché è stato stoppato

Il cashback come iniziativa finanziaria e opportunità è sicuramente salito alla ribalta tra il 2020 e il 2021, con il cosiddetto cashback di stato. Si trattava di un programma governativo che mirava a incentivare i pagamenti digitali e a contrastare l’evasione fiscale: rientrava, infatti, in una delle misure del “Piano Italia cashless” pensate per disincentivare l’uso del contante. Con questa iniziativa, il cashback non era altro che un rimborso dato dallo Stato ai cittadini per gli acquisti pagati con carta o dispositivi mobile.

La percentuale di rimborso arrivava al 10% dell’importo su acquisti fatti con carta di credito o debito, bancomat, bonifici bancari e piattaforme di pagamento installate su smartphone (es: Apple Pay, Google Pay, Satispay), accreditato direttamente sul conto corrente. Erano esclusi da questo strumento, invece, gli acquisti online.

Attivo nel 2021, dopo la sospensione a metà anno - e relative proposte di ripristino - il cashback di stato è stato definitivamente stoppato a fine 2021 dalla Legge di Bilancio. L’iniziativa, però, aveva raccolto un grande consenso da parte degli italiani, dato che erano stati quasi 9 milioni i cittadini ad usufruirne.

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