Cash flow da 400 milioni e rating investment grade. Nexi è pronta al rimbalzo?

Redazione Money Premium

29 Luglio 2026 - 12:55

Le prospettive di rialzo del titolo secondo gli analisti dipendono dalla capacità del gruppo di trasformare la solida generazione di cassa e le iniziative strategiche in una crescita più sostenuta.

Cash flow da 400 milioni e rating investment grade. Nexi è pronta al rimbalzo?

Il Consiglio di Amministrazione di Nexi ha approvato questa mattina i risultati finanziari consolidati al 30 giugno 2026.

I ricavi netti del primo semestre si sono attestati a 1.736 milioni di euro, in crescita dell’1,0 per cento rispetto ai 1.719 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre la crescita, al netto degli effetti delle uscite di contratti bancari legati alle operazioni di M&A in Italia e di altre discontinuità, ha raggiunto il 5 per cento. Nel solo secondo trimestre i ricavi netti sono saliti a 915 milioni di euro, pure in rialzo dell’1,0 per cento anno su anno.

La guidance è confermata

L’Ebitda del semestre è rimasto sostanzialmente stabile a 870 milioni di euro (+0,1 per cento), con un margine del 50,1 per cento, mentre nel secondo trimestre si è fermato a 473 milioni di euro, in calo dell’1,9 per cento, a causa del recupero di costi operativi spostati dal primo al secondo trimestre. Il risultato netto normalizzato ha invece accelerato del 7,0 per cento a 354 milioni di euro.

La generazione di cassa excess ha superato le attese, raggiungendo i 400 milioni di euro nei sei mesi, mentre l’indebitamento finanziario netto si è attestato a 5.098 milioni di euro, pari a 2,7 volte l’Ebitda, dopo il rimborso di circa un miliardo di debiti, la distribuzione di 350 milioni di dividendi e il completamento dell’operazione con Banca Popolare di Sondrio.

Il management ha confermato integralmente la guidance per l’intero 2026, che prevede ricavi netti in crescita sostanzialmente in linea con il 2025 e con un’accelerazione di Merchant Solutions nella seconda metà dell’anno, un Ebitda in valore assoluto stabile dopo gli investimenti strategici, e una generazione di excess cash di circa 750 milioni di euro. Fitch e S&P hanno inoltre ribadito il rating investment grade nel corso di luglio. Nella nota di commento, Bernardo Mingrone ha sottolineato la solidità del modello diversificato e la capacità di generare cassa, che posiziona il gruppo come infrastruttura strategica per la trasformazione digitale dei pagamenti in Europa, compreso lo sviluppo dell’euro digitale.

Quale scenari per il titolo Nexi?

Sul fronte delle prospettive per il titolo, gli analisti e le case di investimento mantengono un approccio prevalentemente cauto. Il consensus raccolto dalla stessa società e aggiornato a luglio 2026 indica un target price medio di 3,97 euro, con una raccomandazione prevalente di Hold (intorno al 70 per cento), a fronte di un titolo che questa mattina ha aperto in calo di circa il 2 per cento intorno ai 4 euro, dopo una partenza negativa a 4,015 euro, nonostante i risultati del secondo trimestre siano risultati marginalmente migliori delle stime (Ebitda a 473 milioni contro un consensus di 471).

Secondo gli analisti di Jefferies, per centrare i target annuali Nexi dovrà accelerare la crescita dei ricavi nella seconda metà dell’anno oltre il 3 per cento, portandoli a circa 1,92 miliardi di euro. Case come Intermonte, che già dopo i dati del primo trimestre aveva confermato un rating Neutral con target a 3,60 euro, e Intesa Sanpaolo continuano a sottolineare l’elevato free cash flow yield, stimato intorno al 18 per cento ai prezzi correnti, ma segnalano i rischi legati alla rinegoziazione dei contratti bancari e alla concorrenza di operatori come Adyen, Worldline e Stripe.

UBS, Goldman Sachs, Mediobanca, Citi e Deutsche Bank rientrano tra le case che coprono il titolo e che, nelle stime di consenso, vedono un Ebitda 2026 intorno a 1.892 milioni di euro, sostanzialmente flat, con una generazione di cassa excess di 736 milioni.

Il mercato continuerà a monitorare l’effettiva riaccelerazione di Merchant Solutions e i progressi sul fronte dell’euro digitale, elementi che potrebbero chiudere il gap di valutazione ancora presente rispetto ai multipli storici, mentre il titolo, scambiato ben al di sotto dei livelli di quotazione del 2019, resta esposto a eventuali sviluppi sul fronte M&A dopo le voci di interesse preliminare di fondi come CVC.