Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore, per le cartelle esattoriali una novità annunciata già lo scorso anno: la cancellazione dei debiti inesigibili. Vediamo tutto quello che c’è da sapere.
Le cartelle esattoriali con l’inizio del 2026 vedono nuove regole. Non solo a causa della rottamazione quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio, ma anche per una novità prevista già dallo scorso anno che è diventata pienamente operativa solo dal 1° gennaio 2026.
Lo scorso anno, con la riforma della riscossione, diverse novità importanti hanno investito le cartelle esattoriali. Dal 2025, infatti, sono entrate in vigore le novità introdotte dal Dlgs 110 del 2024 che modificano non solo le regole per la rateizzazione, ma anche le condizioni di accesso ai piani di dilazione. Il numero massimo di rate che l’Agenzia delle Entrate concede nelle rateizzazioni inizia ad aumentare fino ad arrivare, nel 2030, a 10 anni con 120 rate.
Nuove rateizzazioni cartelle esattoriali
Le modifiche introdotte dalla riforma della riscossione sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2025 e prevedono, per le nuove richieste di rateizzazione delle cartelle esattoriali, una maggiore flessibilità nei pagamenti.
I piani di dilazione dei debiti, infatti, tendono ad adeguarsi alle condizioni economiche del contribuente e alle sue esigenze. I principali cambiamenti riguardano le dilazioni di somme iscritte a ruolo fino a 120mila euro. Qualora i contribuenti dichiarino una difficoltà economica il numero di rate della dilazione può arrivare a:
- 84 per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026;
- 96 per le richieste presentate negli anni 2027 e 2028;
- 108 per le richieste presentate nel 2029;
- 120 per le richieste presentate a partire dal 2030.
Per le richieste in cui è attestata la condizione di difficoltà economica, però, già dal 2025 è possibile richiedere una dilazione a 120 rate. Così come per le somme iscritte a ruolo per importi oltre i 120 mila euro: allegando la documentazione comprovante la condizione di difficoltà economica sarà possibile rateizzare fino a 120 mesi il debito.
Come si valuta la situazione di difficoltà economica?
I criteri per valutare la difficoltà economica del contribuente sono stati specificati nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dello scorso 27 dicembre. I parametri prevedono per le persone fisiche e per le ditte individuali in regime semplificato che sia l’Isee a stabilire la condizione economica. Per tutti gli altri soggetti è richiesto l’indice di liquidità e l’indice Alfa (solo per i condomini è richiesto l’indice Beta).
Laddove il soggetto, invece, si trovi in stato di disagio economico a causa di eventi come calamità naturali, terremoti, incendi, la difficoltà economica può essere certificata tramite l’inagibilità rilasciata dal Comune entro sei mesi dalla presentazione dell’istanza.
I nuovi modelli per rateizzare
Per chi ha richiesto una dilazione di una cartella esattoriale entro il 31 dicembre 2024, si applicano le disposizioni previste antecedentemente alle novità introdotte dal Dlgs 110 del 2024 (le modifiche, quindi, non sono valide per le dilazioni richieste prima dell’entrata in vigore).
Per presentare, invece, una domanda di dilazione dal 1° gennaio 2025 i moduli di richiesta sono i seguenti:
Cancellazione dei debiti inesigibili
Mettendo da parte le novità entrate in vigore lo scorso anno, il 2026 è un anno particolarmente importante per le cartelle esattoriali, non solo per l’introduzione della rottamazione quinquies, ma perché entra in vigore il nuovo sistema di riscossione che semplifica il rapporto del Fisco con i cittadini.
Mentre le novità sulla rateizzazione sono in vigore già dallo scorso anno, l’annullamento dei debiti inesigibili parte solo quest’anno. Ci saranno, quindi, misure ordinarie, come appunto il discarico, che affiancheranno misure straordinarie e temporanee (rottamazione quinquies).
L’annullamento dei debiti inesigibili ha natura permanente e riguarda le cartelle esattoriali affidate alla riscossione dal 1° gennaio 2025. Proprio per questo per vedere il reale effetto di questa norma è necessario attendere i prossimi cinque anni. Il discarico automatico è previsto nel caso che l’Agenzia delle Entrate Riscossione non riesce a riscuotere entro il 31 dicembre del quinto anno successivo all’affidamento il debito pendente.
L’obiettivo della norma è duplice: da una parte alleggerire il magazzino della riscossione e dell’altro restituire ai creditori, decorsi 5 anni dall’affidamento all’agente di riscossione, la facoltà di decidere se mantenere attivo il debito o cancellare la cartella esattoriale.
Il discarico può essere automatico, decorsi 5 anni dall’affidamento senza che si sia riusciti a riscuotere il debito. In alternativa c’è anche il discarico anticipato nei casi in cui l’AdER accerta che il debitore sia nullatenente, fallito, deceduto e non si siano nuovi beni che consentano di recuperare le somme.
Attenzione, però, il discarico non deve essere inteso come un condono o confuso con la prescrizione perché altro non è che una procedura che mira a rendere i bilanci pubblici più realistici e a concentrare le risorse a disposizione per recuperare i crediti esigibili.
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