Nuovi tagli alle accise della benzina? Giorgetti frena per mancanza di fondi. Ecco perché i prezzi salgono e come funziona il meccanismo delle accise mobili.
I prezzi dei carburanti, dopo la fine del taglio delle accise di inizio luglio, sono in salita con il diesel che è arrivato a 2,12 euro al litro (il prezzo più alto da metà aprile) e la benzina che è arrivata a 1,95 euro (prezzo record dalla fine di maggio).
Anche se il costo dei carburanti continua a salire all’orizzonte non sembrano esserci nuovi tagli per calmierare i prezzi. Le tariffe rischiano di tornare ai livelli di marzo e le associazioni dei consumatori chiedono a gran voce un nuovo intervento che, però, nell’immediato non può essere attivato.
La motivazione è molto semplice, Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze ammette che non ci sono fondi.
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Caro carburanti, il Governo frena sui tagli
Mentre le tensioni internazionali continuano a spingere al rialzo del costo delle materie prime energetiche, il prezzo dei carburanti torna a salire. Il Governo annuncia che non ci sarà un taglio immediato delle accise sui carburanti perché mancano le coperture finanziarie. Lo ha confermato in modo diretto il ministro delle Finanze a margine di un question time alla Camera.
L’ammissione del ministro Giorgetti ha gelato le aspettative degli automobilisti e di fronte ai nuovi rincari c’è un’unica soluzione
«C’è il meccanismo delle accise mobili: quando entrerà in funzione lo valuteremo. Risorse da destinare a nuovi interventi? Al momento non le ho»
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Prudente al riguardo è anche la posizione di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che in un intervento a margine dell’evento «Da Fermi al futuro» ha sottolineato
«Stiamo seguendo giorno per giorno, ora per ora, l’andamento dei conflitti e le conseguenze sia sulle forniture che sui prezzi. Per quanto riguarda l’intervento sulle accise, è una valutazione in corso da fare a livello di governo, a livello anche di disponibilità che abbiamo nell’affrontare la situazione».
Uno sconto statale da applicare alla pompa al momento non è sostenibile e lo ammette anche Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia
«Un eventuale taglio delle accise? Tecnicamente non so se sia possibile, lo vedranno i ministri competenti sulla base delle risorse a disposizione nelle casse dello Stato. Purtroppo la guerra continua e ogni volta che si spera nella pace le tensioni riesplodono, portando conseguenze sulla vita quotidiana e sull’economia degli italiani».
Come funzionano le accise mobili?
L’unica rete di protezione che l’esecutivo può prendere in considerazione è quella delle accise mobili, un meccanismo introdotto dalla Legge di Bilancio 2008 e messo a punto negli anni seguenti per contrastare gli aumenti improvvisi del prezzo dei carburanti.
Il funzionamento delle accise mobili si basa sulla compensazione fiscale: quando il prezzo internazionale del greggio aumenta improvvisamente, sale anche la base imponibile dell’Iva e con i prezzi alla pompa più alti lo Stato incassa un extra-gettito Iva non previsto.
Il meccanismo delle accise mobili prevede che il maggior gettito Iva possa essere utilizzato per sterilizzare i rincari andando a ridurre, temporaneamente, l’aliquota delle accise fisse sui carburanti. In questo modo il prezzo finale di benzina e gasolio diminuisce senza che le casse dello Stato debbano risentirne (la diminuzione dell’accisa viene compensata dalle maggiori entrate Iva).
L’attivazione delle accise mobili, però, non è automatica e richiede un calcolo preciso dell’extra-gettito dell’Iva in un determinato periodo. Se i prezzi del greggio continuano a oscillare e non mantengono una media alta e costante per garantire l’extra-gettito necessario, il meccanismo delle accise mobili rimane in stand by, lasciando il peso dei rincari sulle spalle dei cittadini.