La messa in sicurezza di Carige passerà per il comparto bancario mentre i principali soci, per ora, scelgono una posizione attendista. Titolo in ribasso teorico del 50%.
Carige torna agli scambi ma non riesce ad aprire. All’indomani della sospensione del titolo e dell’annuncio del piano di rafforzamento patrimoniale, l’azione dell’istituto genovese, in ribasso teorico di circa 50 punti percentuali (per un capitalizzazione inferiore ai 100 milioni), non riesce a fare prezzo. Stando all’ultima chiusura, CRG negli ultimi 12 mesi ha perso 77 punti percentuali.
Il 30 novembre si riunisce l’Assemblea del fondo
Due le operazioni annunciate ieri sera per il salvataggio dell’istituto: da un lato c’è l’emissione di obbligazioni subordinate Tier2 che verranno sottoscritte per 320 milioni dallo Schema Volontario di Intervento del Fondo Interbancario di Garanzia (la proposta sarà sottoposta all’assemblea del fondo convocata per il prossimo 30 novembre) e per 80 milioni da investitori privati, dall’altro un aumento di capitale da 400 milioni. Il bond sarà estinto a inizio 2019 tramite l’aumento, su cui l’assemblea voterà il 21 dicembre.
Con 400 milioni, ha detto l’Ad Fabio Innocenzi “siamo abbondantemente superiori agli obblighi 2019 di Cet1 e in linea con quelli di Total capital ratio 2019”. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con una nota di Palazzo Chigi ha espresso “la piena soddisfazione del governo".
La relazione trimestrale dell’istituto ligure ha evidenziato una perdita di 188,9 milioni nei primi nove mesi del 2018, con la contabilizzazione di rettifiche per 219,2 milioni.
Malacalza verso il no, Mincione pone condizioni
Malacalza Investimenti (27,5%), azionista di riferimento della banca, nonostante abbia ribadito il proprio sostegno alla Banca, ha detto di no alla sottoscrizione di bond. Nei giorni scorsi, i ben informati parlavano di una disponibilità della famiglia Malacalza ad impegnarsi per 50 milioni su un intervento complessivo di 200 milioni. Ma l’evolversi della situazione avrebbe favorito un atteggiamento maggiormente improntato alla prudenza.
Il presidente di Carige, Pietro Modiano, ha provato a stemperare i toni: «Malacalza non ha fatto che ribadire il sostegno alla Banca ma di fronte alle scadenze che davamo all’investitore ha detto ’per favore no’. Ma senza che questo corrisponda a un disimpegno».
Stando alle indiscrezioni, sulla stessa posizione dovrebbe esserci anche il socio Gabriele Volpi (9%), mentre il terzo azionista di peso, Raffaele Mincione (5,4%), ha comunicato di volersi impegnare per 20 milioni di euro a condizione di “individuare e definire” un’adeguata remunerazione per le obbligazioni.
“Abbiamo avuto una manifestazione di un certo interesse per la sottoscrizione del bond, per quanto riguarda la sua parte, ma a certe condizioni che al momento non siamo stati neanche in grado di esaminare”, ha detto Modiano.