Carburanti, come funziona lo sciopero dei benzinai e perché viene confermato nonostante le modifiche al decreto del governo

Giacomo Andreoli

19/01/2023

19/01/2023 - 16:19

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Il governo Meloni propone modifiche al decreto Trasparenza, ma i benzinai, dopo l’aumento delle accise e le accuse di speculazione, confermano lo sciopero. Protestano le associazioni dei consumatori.

Lo scontro tra benzinai e governo Meloni non accenna a placarsi. Dopo l’eliminazione del taglio delle accise, l’aumento del prezzo dei carburanti e le accuse di speculazioni da parte di alcuni ministri (in primis Matteo Salvini, ma anche Adolfo Urso) il tavolo tra gestori ed esecutivo non è riuscito ad evitare lo sciopero.

L’ultima proposta del governo è quella di sostanziali modifiche all’ultimo decreto Trasparenza prezzi, che ha imposto nuovi obblighi ai benzinai, come la comunicazione giornaliera dei prezzi alla pompa e l’esposizione di un cartello con il prezzo medio regionale.

La mossa dell’esecutivo, però, non è bastata a placare l’ira dei benzinai, che confermano lo stop di 48 ore dal 24 al 26 gennaio. Uno sciopero che rischia di mettere in crisi gli automobilisti, con probabili file per i rifornimenti nelle ore precedenti alla chiusura. Contemporaneamente diverse associazioni dei consumatori criticano il governo per la scelta di alleggerire gli obblighi previsti dal decreto.

Sciopero dei benzinai, come funzionerà?

Lo sciopero dei benzinai inizierà alle ore 19 del 24 gennaio e durerà 48 ore, fino alle ore 19 del 26 gennaio. Il blocco riguarderà anche gli impianti self-service. Tuttavia, secondo gli organizzatori della protesta, Faib, Fegica e Figisc-Anisa, verranno assicurati i servizi minimi essenziali. Potrebbero quindi restare aperti gli impianti self gestiti direttamente dalle compagnie petrolifere. Tutte le altre stazioni di servizio saranno chiuse e sarà impossibile fare rifornimento.

Decreto Trasparenza prezzi, le modifiche proposte dal governo

La proposta del ministro delle Imprese e del made in Italy Urso, nel tavolo avviato con le associazioni dei distributori di carburante, consiste innanzitutto nello spostare l’emanazione del decreto ministeriale che definirà le modalità di comunicazione e di esposizione dei prezzi, entro 10 giorni dalla conversione del decreto legge Trasparenza.

Tra le modifiche poi, la trasformazione dell’obbligo di comunicazione giornaliero dei prezzi in settimanale e ad ogni variazione dei costi, assieme a un alleggerimento delle multe. Nel nuovo testo, quindi, la chiusura dell’impianto per omessa comunicazione dovrebbe avvenire solo dopo 4 omesse comunicazioni settimanali nell’arco di 60 giorni (e non più dopo tre violazioni senza limiti temporali anche non consecutivi).

L’eventuale chiusura potrà poi valere fino a 30 giorni (prima la previsione era da 7 a 90 giorni). Le sanzioni per omessa comunicazione andranno quindi da un minimo di 200 euro fino a un massimo di 800, a seconda del fatturato dell’impianto (prima arrivavano a 6000 euro). Infine viene istituita una App del ministero che consente di conoscere il prezzo medio regionale e, tramite la geolocalizzazione, anche il prezzo praticato da ciascun distributore nel perimetro desiderato.

Tutte queste modifiche andranno portate avanti con la trasformazione del decreto in legge da parte del Parlamento a febbraio.

Il tavolo tecnico permanente benzinai-governo

Il ministro Urso, poi, ha confermato che il tavolo tecnico insediato da qualche giorno fa diventerà permanente, fino a che non ci sarà un completo riordino del settore, che secondo le associazioni dei benzinai e ora anche secondo l’esecutivo “necessita di diversi interventi anche in vista della transizione green, per la quale è chiamato a svolgere un ruolo significativo”.

Secondo Urso con le modifiche proposte e l’azione del ministero “si afferma il principio della massima trasparenza, si mettono i consumatori in condizione di conoscere il prezzo medio e anche quello praticato da ciascun distributore: si facilità così l’attività dei gestori semplificando le procedure di comunicazione e rendendo più commisurate le eventuali sanzioni”.

Le critiche delle associazioni dei consumatori

Le proposte, però, come detto scontentano anche la maggior parte delle associazioni dei consumatori. Secondo il Codaconsrappresentano uno schiaffo ai consumatori e una sconfitta del Governo che cede alle pressioni della lobby dei benzinai”. In particolare, per il presidente Carlo Rienzi, “l’obbligo di comunicazione settimanale dei prezzi e non più giornaliero sarebbe una misura del tutto inutile, che vanifica i vantaggi di una maggiore trasparenza dei listini e annulla i benefici per i consumatori”.

La riduzione delle sanzioni viene invece ritenuta ridicola perché i gestori “andranno incontro a pochi spiccioli di multa in caso di omessa comunicazione dei prezzi”. Sostanzialmente d’accordo l’Unione nazionale consumatori. Secondo il presidente Massimiliano Donail governo prende in giro i consumatori con un decreto farlocco: in pratica non c’è alcun cambiamento rispetto alla normativa vigente e, comunque, nessun inasprimento delle pene”.

Soddisfatta, invece, Assoutenti, secondo cui “dopo l’alleggerimento delle misure in tema di benzina e trasparenza i benzinai non hanno più alibi e devono necessariamente revocare lo sciopero”. Per il presidente Furio Truzziil compromesso raggiunto dal ministro va nella giusta direzione e vengono meno le ragioni che hanno portato alla proclamazione della protesta, che danneggerà unicamente i cittadini”.

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