L’aria è grigia e densa di tensione a Torino, mentre l’ombra del 15 settembre si allunga, portando con sé l’entrata in vigore delle restrizioni per le auto Euro 5 e altre misure correlate.
Questo provvedimento, destinato a colpire oltre 650.000 veicoli durante le ore diurne, sta scatenando una protesta sempre più veemente nella città e nelle aree circostanti.
A Milano è già da un anno che gli Euro 5 sono esclusi dal centro storico, mentre Roma prevede di limitare la circolazione entro il 2025.
Ce lo chiede l’Europa
La soluzione imposta dall’Europa è figlia della strategia che genera terrore per i cambiamenti climatici, imputando all’uomo tutta la colpa e, sventolando questo spauracchio, chiede ai cittadini dei sacrifici in mome del Bene comune. In questo caso, limitare la propria libertà di circolazione.
Le voci di dissenso contro ciò che molti percepiscono come un «lockdown ambientale» stanno crescendo, e una manifestazione è stata annunciata per il giorno stesso dell’entrata in vigore, con uno slogan sarcastico che parodia il motto del World Economic Forum: «Non potrai più circolare liberamente e sarai guardato a vista».
L’intervento del governo
Il governo nazionale sta attualmente rivalutando il provvedimento, prendendo atto delle crescenti polemiche e delle preoccupazioni legate all’impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini.
Il Vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso chiaramente la sua opposizione, sottolineando che queste politiche potrebbero danneggiare soprattutto i lavoratori comuni. La crescente protesta e l’opposizione politica stanno costringendo il governo a riesaminare la decisione e ad affrontare i problemi che essa solleva.
Le voci di protesta contro queste restrizioni stanno mettendo in luce il timore che ciò possa avere conseguenze politiche di vasta portata. All’interno del centrodestra, sorge la preoccupazione che le restrizioni così stringenti, con impatti così profondi sulla vita quotidiana, possano ritorcersi contro i partiti nel prossimo ciclo elettorale, in particolare nelle elezioni regionali previste tra meno di un anno.
Per ora non c’è una risposta ma ormai sembra chiara la volontà di provare a trovare una soluzione per evitare, come ha detto lo stesso leader leghista, «di danneggiare centinaia di migliaia di famiglie e lavoratori».
Le contromisure sul tavolo del governo
L’obiettivo del governo sarebbe quello di bloccare o posticipare l’entrata in vigore del provvedimento richiesto dalle norme europee.
«Il governo è impegnato a scongiurare il divieto di circolazione per i veicoli diesel euro 5 in Piemonte» aveva protestato già venerdì scorso Salvini raccogliendo le preoccupazioni di amministratori locali e colleghi di governo.
L’obiettivo è scongiurare un provvedimento ritenuto l’ennesima forzatura europea, evitando però il rischio di essere multati per centinaia di milioni di euro dall’Europa. Per questo motivo, la questione, da regionale, è diventata nazionale.
Le misure draconiane che impattano pesantemente la vita delle persone devono essere attentamente valutate e discusse con la massima trasparenza e considerazione per tutti gli interessi in gioco. La gestione delle sfide ambientali deve tener conto anche dei diritti individuali e delle necessità economiche.