Campi da golf in crisi negli USA. C’entra Trump?

Francesco Nasato

12 Settembre 2025 - 16:35

I rapporti tesi tra Canada e Stati Uniti dall’arrivo di Trump alla Casa Bianca provocano la diminuzione delle presenze canadesi sui green americani.

Campi da golf in crisi negli USA. C’entra Trump?

La politica con le sue azioni e le sue decisioni è in grado di influenzare, direttamente o indirettamente, tantissimi settori e ambiti della vita delle persone. Certo prima di arrivare a pensare allo sport l’elenco potrebbe essere lungo, eppure c’è una situazione che riguarda Canada e Stati Uniti che intreccia politica, economica e sport in una micidiale combinazione che sembra stia portando solo svantaggi a tutte le parti coinvolte in questa situazione.

Si parla nello specifico di golf, con i green degli Stati Uniti che stanno subendo pesantemente le conseguenze dell’atteggiamento duro, ai limiti dell’aggressività, dell’amministrazione Trump nei confronti del vicino di casa canadese.

«Ho annullato oltre 4.000 partite in un solo giorno»

A spiegare nel dettaglio ciò che sta accadendo è la testata sportiva specializzata Sportico che tra le altre cose riporta le dichiarazioni di Scott Delair, direttore generale del Malone Golf Club, un campo da 36 buche nello stato di New York che attrae molti giocatori dal Canada: «Un giorno ho passato la giornata in ufficio a rispondere alle chiamate e, quando sono uscito, avevo annullato circa 4.400 partite. Il nostro modello di business si basa sul turismo canadese... Di solito facciamo dalle 7.000 alle 8.000 partite all’anno con pacchetti»stay-and-play«, e la tendenza è di farne meno di 1.000». Un crollo verticale che può avere pesanti ripercussioni economiche sul settore dei campi da golf americani che si stanno già attrezzando alla ricerca di strategie alternative per mitigare se non altro i possibili effetti negativi di questa situazione. Si prevede comunque un calo dei ricavi complessivi intorno al 20% rispetto a un anno fa.

Altri numeri riportati da Sportico raccontano quanto l’assenza di giocatori canadesi dai green USA non sia isolata, ma sia distribuita in modo allargato. Per esempio Il New York Golf Trail, un’associazione di 26 campi che vende pacchetti di gioco multi-campo, ha registrato un calo del 38% delle vendite quest’anno, con un calo dell’83% delle prenotazioni da parte dei canadesi, secondo i dati forniti durante un incontro dei soci della National Golf Course Owners Association tenutosi a inizio agosto. Anche stati come Arizona e Florida potrebbero dover far presto i conti con una situazione del genere.

Tutto questo risentimento anti americano da parte dei vicini canadesi sembra essere in larga parte ascrivibile a ciò che Trump ha detto e fatto in questi mesi soprattutto sulla questione dazi relativi al Canada: «C’è una reazione abbastanza sostanziale ai dazi di Trump. La sensazione che decenni di rispetto reciproco siano stati infranti. I sentimenti sono profondi in Canada... Ci vuole un bel po’ per tirare fuori il profondo risentimento per ciò che ci viene gettato addosso», ha spiegato per esempio Jeff Calderwood, CEO di NGCOA Canada.

In Canada il settore del golf è in crescita

Come se non bastassero le prese di posizioni dei giocatori di golf canadese «contro» Trump a complicare le cose dal punto di vista americano c’è anche un altro elemento. Il golf infatti è in forte espansione in Canada, con un’industria nazionale in crescita di circa il 30% rispetto alla pandemia, che ha rappresentato di per sé un periodo di boom per i campi da golf sia statunitensi che canadesi. Ancora Scott Delair fa un paragone che suona inquietante per le orecchie dei proprietari dei campi da golf a stelle e strisce: «Sembrano molto le prime settimane del COVID, ma... c’erano fondi federali di soccorso per le aziende durante il COVID. Questa volta non ce ne sono».

Ampliando lo sguardo altri dati confermano ulteriormente un generale calo delle presenze canadesi negli Stati Uniti: per esempio gli ultimi dati sugli attraversamenti delle frontiere e sull’uso dei telefoni cellulari canadesi negli USA mostrano un calo del 24-30% nelle visite canadesi; ancora, secondo le informazioni contenute nella riunione della NGCOA, i canadesi che attraversano il confine in auto valgono circa 1.000 dollari a persona, per viaggio: un colpo non indifferente per i circuiti del New England e di New York e per le loro comunità. Insomma, le conseguenze economiche dei dazi americani sembrano andare anche oltre quelli che sono i settori ufficialmente colpiti dalle tariffe decise dall’amministrazione Trump.

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