La birra non va più di moda? I numeri dicono questo. E Heineken ha comunicato che taglierà 6.000 posti di lavoro. Intanto, le azioni in Borsa salgono.
Le vendite nel settore della birra iniziano a vacillare. I motivi? Difficoltà finanziarie dei consumatori e condizioni meteorologiche avverse, affermano diversi esperti del settore. E ovviamente, le principali aziende iniziano ad agire di conseguenza.
Una su tutte: Heineken che si prepara a tagliare 6.000 posti di lavoro nel breve periodo. È già stata comunicata ufficialmente la decisione, con impatti diretti in Borsa. La volontà è di ottimizzare le risorse, riducendo la forza lavoro e aumentando i guadagni a parità di domanda.
Heineken taglia 6.000 posti di lavoro
Con un comunicato ufficiale, Heineken ha fatto sapere che taglierà presto 6.000 posti di lavoro dalla sua forza globale, con aspettative di crescita degli utili che già si prospettano inferiori nel 2026 rispetto allo scorso anno. Analizzando i dati, questa decurtazione equivale a quasi il 7% degli oltre 87.000 dipendenti totali.
Una risposta diretta ai dubbi degli investitori, parecchio insoddisfatti e che hanno affermato di essere in ritardo in termini di efficienza. E ad avvalorare la tesi ci hanno pensato le sorprendenti dimissioni del CEO Dolf van den Brink a gennaio. Nel mentre, per promettere nel pratico una crescita maggiore con meno risorse, a pagarne sono stati i lavoratori.
I tagli si concentreranno principalmente sull’Europa e su alcuni mercati non prioritari, con prospettive di crescita minori. La riduzione dell’organico si completerà nel giro dei prossimi due anni, per spingere la produttività sbloccando i risparmi attuali.
Intanto, l’impatto in Borsa è stato positivo. Le azioni di Heineken sono subito salite di quasi il 4%, con un incremento di circa il 7% dalla fine del 2025.
Perché il settore è in calo
Ci sono diversi motivi che stanno portando Heineken e tutte le altre aziende del settore a dover affrontare un periodo di crisi. La domanda è più scarsa, ma ci sono anche minacce a lungo termine come la concorrenza di alternative light, i farmaci per la perdita di peso e l’aumento degli avvisi sanitari.
Anche in Italia, la situazione è in rapida evoluzione e ha preso il via anni fa. Secondo l’Annual Report 2024 di AssoBirra i consumi sono calati dell’1,54% nel 2024, per un totale di 21,5 milioni di ettolitri consumati.
I fattori economici e l’inflazione stanno contribuendo notevolmente a questo drastico calo. Materie prime come orzo e malto, costi energetici e forza lavoro hanno portato a rincari per il consumatore fino al 40%.
Ci sono poi le sempre più radicate tendenze salutiste, con i giovani consumatori che sono più attenti al proprio benessere e preferiscono ridurre il consumo di alcol a favore di alimenti salutari.
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