Il prezzo delle obbligazioni sta crollando. E fin qui, nulla di nuovo: quando il prezzo scende, il rendimento sale. E quando il rendimento sale, significa che il mercato sta iniziando a percepire un aumento del rischio. Ma c’è qualcosa di strano, stavolta.
Il contesto macroeconomico, infatti, non suggerisce un peggioramento della situazione. Anzi, l’economia USA continua a mostrare muscoli: i dati sul lavoro restano solidi, la spesa dei consumatori regge, e il GDPNow della Fed di Atlanta per il secondo trimestre 2025 è tornato sopra il 2%, dopo essere crollato fino a -2,1% nel Q1.
Cosa sta succedendo?
Spread e Trump
Una spiegazione superficiale potrebbe essere legata al recente aumento degli spread tra obbligazioni Investment Grade (IG) e High Yield (HY), tornati ad allargarsi dopo aver toccato minimi storici. Con i nuovi timori legati alla politica commerciale di Trump, in particolare il rischio di un’escalation sui dazi, il mercato ha reagito penalizzando gli HY, considerati più rischiosi.
Ma il dietrofront parziale del presidente USA sulla guerra commerciale, che ha placato momentaneamente i mercati, ha generato un nuovo paradosso: se da un lato ha migliorato le aspettative di crescita, dall’altro ha innescato un rialzo dei rendimenti obbligazionari, riducendo nuovamente lo spread IG/HY. Questo ha impattato negativamente sul rendimento delle emissioni corporate, e positivamente sul rendimento degli investmentgrade, non una cosa cosi usuale.
Il paradosso del rendimento
In pratica, le obbligazioni stanno soffrendo in un contesto in cui l’economia accelera. E questo contraddice la logica secondo cui un’economia forte dovrebbe ridurre il rischio percepito. Ma c’è una spiegazione più profonda, e in due punti chiave.
- Primo punto: le aspettative sui tassi sono cambiate radicalmente. Il Fed Watch Tool del CME indica che il mercato dubita perfino di vedere due tagli da 25 bps entro fine 2025. Solo pochi mesi fa si parlava di 4-5 tagli nel 2024. Il riposizionamento è stato drastico: ora i mercati si sono adattati all’idea di higher for longer.
- Secondo punto (e il più impattante): la quantità di nuove emissioni obbligazionarie è esplosa. Il governo USA ha bisogno di rifinanziare un’enorme mole di debito, reso più costoso proprio dall’aumento dei tassi. L’effetto è semplice: se aumenta l’offerta e la domanda non tiene il passo, i prezzi devono scendere, e i rendimenti salire. Non è la Fed ad alzarli manualmente: è il mercato che li spinge in alto per bilanciare domanda e offerta.
Cosa aspettarsi adesso
I titoli più vulnerabili sono quelli a lunga scadenza, in particolare oltre i 20 anni. Sono quelli che scontano più duramente l’aumento dei rendimenti in termini di prezzo. Non a caso, sono anche quelli con i rendimenti più alti, insieme agli ultra-short, che però, al contrario, sono molto meno sensibili in conto capitale, restando agnostici alle aspettative di taglio o rialzo.
TLT
Grafico lineare del TLT. Fonte: baha.com
La vera battaglia non è tra rischio e recessione, ma tra inflazione, debito e aspettative di politica monetaria. E questa volta, le obbligazioni stanno perdendo terreno... ma non per i motivi che ti aspetti.