Lo spread sale mentre i mercati restano calmi. Segnale contraddittorio o anticipo di una tensione più profonda nel sistema finanziario europeo?
Lo spread tra BTP e Bund è tornato a salire rapidamente, sfiorando livelli che non si vedevano da mesi. Molti lo interpretano come un semplice effetto della guerra o della volatilità globale. Ma quando il costo del debito di un Paese aumenta così velocemente, raramente è solo rumore di mercato. Il punto è un altro: e se questo movimento stesse anticipando qualcosa di molto più profondo per l’Italia e per i suoi investitori?
Nell’ultima seduta, lo spread BTP-Bund è balzato da circa 80 a 92 punti base in un solo giorno, mentre il rendimento del decennale italiano è salito fino al 3,9%, avvicinandosi a quella soglia psicologica del 4% che storicamente rappresenta un livello critico per la sostenibilità del debito.
Un movimento di questa portata, soprattutto se concentrato in un arco temporale così ristretto, non può essere liquidato come una semplice oscillazione tecnica. Ancora più rilevante è il fatto che anche i rendimenti tedeschi, tradizionalmente considerati il benchmark risk-free dell’area euro, stanno salendo con decisione, superando il 3%, su livelli che non si osservavano da oltre un decennio. [...]
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