C’è aria di crisi sul mercato dello zinco. Ecco cosa sta succedendo

Redazione Money Premium

21/10/2024

Lo zinco è ampiamente utilizzato nella produzione di acciaio galvanizzato, un materiale chiave per il settore delle costruzioni, che rappresenta circa il 60% della domanda globale.

C’è aria di crisi sul mercato dello zinco. Ecco cosa sta succedendo

Il mercato globale dello zinco si trova di fronte a una crisi di fornitura significativa nel 2024, causata da una carenza di materie prime che ha costretto molti impianti di raffinazione a ridurre la produzione di metallo raffinato.

Secondo il rapporto dell’International Lead and Zinc Study Group (ILZSG), le previsioni sul mercato dello zinco sono state drasticamente riviste rispetto a quelle di aprile, evidenziando una situazione sempre più preoccupante.
Ad aprile, ILZSG prevedeva un surplus di 56.000 tonnellate per il 2024, ma ora ha aggiornato questa stima a un deficit di 164.000 tonnellate. Questo cambiamento radicale riflette la riduzione continua della produzione mineraria e l’aggravarsi delle difficoltà nelle fonderie, dove i costi di trattamento, che indicano la disponibilità di materie prime, sono diventati negativi.

La Cina, che ospita la più grande rete di fonderie al mondo, sta subendo una forte compressione dei margini, con la produzione nazionale di zinco raffinato che sta diminuendo a un ritmo accelerato.
Una delle cause principali di questa crisi è la riduzione della produzione di zinco dalle miniere, che nel 2024 è destinata a scendere per il terzo anno consecutivo. ILZSG ha ridotto le sue previsioni, passando da una crescita attesa dello 0,7% a un calo dell’1,4%, portando la produzione totale a 12,06 milioni di tonnellate. Questa sarà una diminuzione del 5,7% rispetto al 2021, l’ultimo anno in cui la produzione mineraria di zinco aveva toccato il picco.

Le miniere in Europa, in particolare, sono state duramente colpite. La chiusura temporanea della miniera di Tara in Irlanda e di Aljustrel in Portogallo ha causato un calo della produzione regionale dell’11,4%. Inoltre, il calo dei prezzi dello zinco nel 2023 ha colpito duramente i produttori con costi più elevati, soprattutto in Europa.
Le pressioni sui margini delle fonderie sono aumentate, con i costi di trattamento delle importazioni di concentrati di zinco in Cina che sono diventati negativi per la prima volta nella storia ad agosto, raggiungendo i -40 dollari per tonnellata, secondo i dati forniti dal Shanghai Metal Market. Questo evidenzia il divario crescente tra la domanda delle fonderie e la disponibilità di materie prime.
La produzione di metallo raffinato in Cina era già in calo prima di agosto, quando i principali produttori del paese si sono riuniti per decidere una riduzione delle attività. Da allora, il tasso di declino ha accelerato: la produzione di agosto è scesa del 7,6% rispetto all’anno precedente, con una contrazione prevista del 10,4% a settembre. A livello globale, ILZSG prevede una riduzione della produzione raffinata dell’1,8% per il 2024.

Le previsioni sulla domanda globale di zinco non hanno subito modifiche significative. ILZSG prevede una crescita della domanda dell’1,8% nel 2024, con un aumento del consumo al di fuori della Cina che compenserà la debolezza interna. La domanda cinese dovrebbe crescere solo dello 0,7%, riflettendo l’esposizione dello zinco al settore immobiliare in crisi nel paese.
Lo zinco è ampiamente utilizzato nella produzione di acciaio galvanizzato, un materiale chiave per il settore delle costruzioni, che rappresenta circa il 60% della domanda globale. Tuttavia, il rallentamento del settore edile in Cina, che è stato il principale motore della crescita nell’ultimo decennio, rappresenta un rischio per la domanda futura.

Nonostante la crisi attuale, ILZSG prevede un ritorno a un surplus di 148.000 tonnellate nel 2025, grazie a un aumento dei prezzi dello zinco che dovrebbe incentivare la riapertura delle miniere. La Boliden, azienda svedese, ha già annunciato la riattivazione della miniera di Tara in Irlanda. La produzione mineraria globale potrebbe aumentare del 6,6% l’anno prossimo, grazie alla riapertura di miniere e all’avvio ritardato di progetti, come quello della miniera di Ozernoye in Russia.
Parallelamente, la produzione raffinata globale potrebbe recuperare del 3,9%, riportando il mercato a una situazione di surplus. Tuttavia, queste previsioni sono condizionate dalla capacità di riattivare rapidamente le operazioni sospese e dall’assenza di ulteriori interruzioni impreviste.

Tuttavia, l’incertezza nel mercato rimane elevata. La revisione delle previsioni di ILZSG è già stata messa in discussione da eventi recenti. Ad esempio, la Ivanhoe Mines ha annunciato una riduzione significativa della produzione prevista per la sua nuova miniera di Kipushi nella Repubblica Democratica del Congo, a causa di problemi operativi e mancanza di energia.
Se da un lato ci sono prospettive di ripresa per il 2025, dall’altro la volatilità del mercato e le incertezze legate alla riapertura delle miniere e alle sfide operative potrebbero complicare ulteriormente il panorama del settore nei prossimi anni.