Warren Buffett avrebbe venduto il 31% del portafoglio di Berkshire Hathaway, accumulando $397 miliardi in liquidità investita in T-Bill al 5%. Cosa significa davvero?
Warren Buffett ha liquidato il 31% del portafoglio. Berkshire Hathaway siede oggi su una riserva di liquidità da $397 miliardi, il massimo assoluto nella storia dell’azienda. Cosa starebbe prezzando il mercato che l’oracolo di Omaha avrebbe già scontato?
Quella di Berkshire Hathaway non sarebbe una mossa improvvisa nata da un colpo di testa. Dietro ci sarebbero otto trimestri consecutivi in cui le vendite nette avrebbero sistematicamente sovrastato gli acquisti, un arco temporale abbastanza lungo da rendere difficile parlare di tatticismo di breve periodo. Il pattern sarebbe coerente, metodico, quasi chirurgico.
Il cuore della dismissione riguarderebbe Apple. Circa il 75% della posizione sarebbe stato ceduto negli ultimi due anni, un’uscita progressiva da un titolo che lo stesso Buffett aveva definito pubblicamente «il miglior business che conosca». La domanda lecita sarebbe: cosa sarebbe cambiato? La risposta più plausibile non starebbe nella qualità del business, che rimarrebbe eccellente, ma nella sua valutazione. Apple sarebbe passata da multipli di 10-15 volte gli utili a oltre 30 volte. Quando il prezzo pagato incorpora già tutta la perfezione futura, anche il miglior titolo al mondo diventerebbe una scommessa. [...]
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