Arrivano i primi frutti sull’ultimo bond retail della famiglia dei Valore emesso dal Tesoro nei primi giorni del conflitto USA-Iran
Oggi, mercoledì 10 giugno, il Dipartimento del Tesoro lancerà un nuovo BOT a 12 mesi con scadenza a metà giugno del ’27. Nello stesso giorno ci sarà anche lo stacco della prima cedola in assoluto sull’ultimo bond della famiglia dei titoli Valore. Allo stesso tempo sarà la prima cedola del primo anno e del primo step, su 24 complessive previste nel corso della sua vita fruttifera. Tuttavia, malgrado la prima cedola sul BTP Valore 32, c’è che ad oggi l’affare è stato a 98 centesimi.
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I punti chiave della 7° serie del BTP Valore
Il Tesoro l’ha collocato ai primi di marzo (dal 2/03 al 6/03), con data godimento 10/03/’26 e scadenza allo stesso giorno del ’32 per 6 anni di vita fruttifera totale. L’emissione fruttò ben 16.222,584 mln di € a fronte dei 522.214 contratti registrati, e quindi un taglio medio di 31.065 €.
I denari inizialmente raccolti dal MEF coincidono con il flottante del titolo. Inoltre è ovvio che un certo numero di contratti iniziali siano stati già del tutto liquidati sul mercato secondario, ed altre posizioni alleggerite nel controvalore iniziale. Se così non fosse non vi sarebbero compravendite sul MOT, e dato che il titolo scambia in media tra i 100 e i 300 contratti daily, la risposta è scontata.
L’obbligazione ha doppio ISIN, quello speciale di collocamento IT0005696320 a cui è agganciato il premio fedeltà finale, e l’attuale ordinario IT0005696338 che è privo.
La serie dei tassi della 7° serie fu rivista al rialzo al termine dei 5 giorni di collocamento. Quelli attuali definitivi sono pari a:
- 2,60% annuo lordo per il 1°, 2° (rispetto al 2,50% della vigilia), cioè dal 10 marzo 2026 incluso sino al 10 marzo 2026 escluso;
- 3,20% p.a. nel 3° e 4°, cioè dal 10/03/’28 incluso sino al 10/03/’30 escluso. La cedola annua lorda della vigilia era del 2,80%;
- 3,80% lordo nel 5° e 6° anno (dal 10/03/’30 incluso al 10/03/’32 escluso), anch’esso ritoccato rispetto al 3,50% della vigilia;
- premio finale di fedeltà dello 0,80% lordo, rimasto invariato. Gli unici tassi suscettibili di revisione, ma solo al rialzo, erano quelli degli step e non del premio a scadenza.
Rendimento in origine e rendimento attuale
Purtroppo per l’emittente, il titolo nacque nei primi giorni del conflitto tra USA e l’alleato Israele da un lato e l’Iran dall’altro. I mercati andarono in panico, con diffuse vendite sui mercati azionari e obbligazionari. Su quest’ultimi, le vendite comportano rialzi degli yield, per cui a collocamento ultimato il MEF dovette rivedere le condizioni economiche del suo bond. In termini di rendimento annuo lordo ponderato, cioè per tutti e sei gli anni di vita fruttifera, si passò dal 3,067% della vigilia al 3,333% definitivo, sempre con premio fedeltà incluso.
In pratica uno scarto dell0 0,266% annuo che moltiplicato per 6 genera un guadagno lordo di quasi l’1,6% in più (1,596% per l’esattezza). Eppure la durata era rimasta invariata, idem per l’emittente, la struttura step-up e le date di stacco cedola (il 10 di giugno, settembre, dicembre e marzo). Né mutò il regime fiscale con il 12,50% su interessi, premio ed eventuale capital gain, il 2X1.000 di imposta di bollo e l’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato.
A mutare fu il rischio, che era nel frattempo era salito nello spazio di pochi giorni.
Prima cedola sul BTP Valore 32 ma ad oggi l’affare è stato a 98 centesimi per un motivo
In sintesi, il ragionamento che fece il mercato a marzo fu questo. La guerra del Golfo farà schizzare il prezzo delle materie prime energetiche, e queste produrranno tanta inflazione. A cascata, le Banche Centrali saranno costrette ad alzare i tassi, per cui le nuove emissioni renderanno di più. Morale, vendite di bond già emessi sul mercato secondario, yield in salita e prezzi in discesa.
Da emissione a oggi, infatti, l’obbligazione non è riuscita a mantenere la parità e difatti il massimo storico (in 3 mesi scarsi) è stato a 100,08. Un valore peraltro toccato lo stesso primo giorno di negoziazione sul MOT e poi mai più, almeno ad oggi.
Venerdì 5 ha chiuso l’ottava a 98,82 centesimi, per un rendimento effettivo a scadenza del 3,46% annuo lordo (dati: Borsa Italiana). Tradotto, chi lo comprasse oggi si assicurerebbe un ritorno a scadenza più ricco di chi lo ha comprato in origine, anche senza premio fedeltà. Cioè l’acquirente di marzo ha comprato a 100 e si è portato a casa lo 0,8% di premio, mentre l’acquirente odierno lo ha perso ma ha comprato a sconto dell’1,18% sul valore finale. Matematicamente parlando, il secondo valore è maggiore del primo, rafforzato dal fatto che a marzo si impegnava il capitale per 6 anni, oggi per 5,75 anni. Morale, oggi è relativamente più conveniente di ieri.
Decisamente meglio, infine, è andata a chi non comprò l’obbligazione dal 2 al 6 marzo, ma attese l’inizio della 3° settimana di contrattazioni. Lunedì 23 marzo il bond passò di mano a 98 per quello che, ad oggi, è stato il maggior sconto offerto dal titolo sul MOT. Ne derivò lo yield più ricco offerto dal bond in 3 mesi (3,166% netto a quella data), anche senza premio fedeltà.
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