Brunello Cucinelli da record nel 2025. I ricavi superano €1,4 miliardi (+11,5%)

Giorgia Paccione

13 Gennaio 2026 - 13:23

Il gruppo di Solomeo chiude un anno storico per ricavi e immagine del brand. Crescita solida in tutte le aree geografiche, retail protagonista e investimenti strategici completati in anticipo.

Brunello Cucinelli da record nel 2025. I ricavi superano €1,4 miliardi (+11,5%)

Il 2025 si chiude come un anno da record per Brunello Cucinelli. La maison umbra del lusso ha registrato ricavi pari a oltre 1,4 miliardi di euro, in crescita dell’11,5% a cambi costanti e del 10,1% a cambi correnti, superando le attese formulate a inizio esercizio.

Un risultato che conferma la solidità del modello di business del gruppo, capace di crescere anche in una fase complessa per il comparto del lusso globale, segnato da domanda incerta e maggiore selettività degli investitori.

Il quarto trimestre ha dato ulteriore slancio ai conti, con vendite in aumento dell’11,9% e ricavi per 388,6 milioni di euro. Una performance leggermente inferiore ad alcune stime degli analisti, ma considerata comunque robusta se si tiene conto di una base di confronto particolarmente impegnativa, soprattutto nel canale retail.

Proprio la qualità delle vendite e la tenuta dei fondamentali hanno contribuito a rassicurare il mercato dopo la volatilità registrata in Borsa nei mesi scorsi.

Retail trainante e crescita nei mercati chiave: la forza di Cucinelli

Il 2025 ha confermato il ruolo centrale del canale retail nella strategia di Brunello Cucinelli. Su base annua, le vendite dirette sono cresciute del 12,9%, con un’accelerazione al 14,5% nel solo quarto trimestre. Il contributo del wholesale resta positivo e ben bilanciato, con un incremento dell’8,5% nell’intero esercizio, pur mostrando un rallentamento nella seconda metà dell’anno legato a dinamiche di spedizione e calendario.

Dal punto di vista geografico, la crescita è stata diffusa. Le Americhe hanno registrato un aumento dell’11,9%, l’Europa dell’8,1%, mentre l’Asia si è distinta con un +15,3%, trainata in particolare dalla Cina, che continua a rafforzarsi come mercato strategico per il brand.

Anche l’espansione della rete commerciale ha sostenuto i risultati: nel corso dell’anno il gruppo ha ampliato e aperto nuove boutique in città chiave come Londra, Parigi, Los Angeles, Macao e Shanghai, arrivando a contare 136 boutique dirette nel mondo.

Investimenti, solidità finanziaria e visione di lungo periodo

Accanto alla crescita dei ricavi, il 2025 è stato un anno cruciale sul fronte industriale. Il gruppo ha completato con sei mesi di anticipo un importante piano di investimenti dedicato alla produzione artigianale made in Italy, con esborsi complessivi per circa 145 milioni di euro, pari a oltre il 10% del fatturato. Il cuore del progetto è stato il raddoppio della fabbrica di Solomeo, affiancato dalla realizzazione di nuovi impianti produttivi, pensati per sostenere lo sviluppo dei prossimi dieci-quindici anni.

Questi investimenti, insieme alla distribuzione di dividendi per 69 milioni di euro (con un pay-out del 50%), hanno portato l’indebitamento netto a circa 200 milioni di euro a fine 2025. Una dinamica ritenuta gestibile dal management, che prevede un progressivo miglioramento della posizione finanziaria con il ritorno a livelli di investimento più ordinari nei prossimi esercizi.

Le prospettive: 2026 in crescita e obiettivo 1,8 miliardi nel 2028

Guardando al futuro, le indicazioni restano positive. Il management ha ribadito per il 2026 una crescita dei ricavi intorno al 10%, sostenuta dai buoni riscontri delle collezioni Primavera/Estate 2026 e delle pre-collezioni Autunno/Inverno 2026. Un segnale che si inserisce in un contesto più ampio di attesa ripresa del settore del lusso, dopo un 2025 definito da molti analisti come impegnativo.

Abbiamo chiuso un anno che abbiamo definito da record, sia in termini di ricavi che di immagine del brand; data la qualità delle vendite, prevediamo un utile sano, sostenibile e bilanciato”, ha commentato Brunello Cucinelli, sottolineando come il rafforzamento del posizionamento nel cosiddetto “lusso gentile” rappresenti la base per una crescita coerente e di lungo periodo.

L’obiettivo resta ambizioso: raggiungere un fatturato di 1,8 miliardi di euro entro il 2028, preservando artigianalità, esclusività e identità made in Italy.

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