Broadcom è la prossima superstar dell’AI. Ecco perché JP Morgan la consiglia ai suoi clienti

Redazione Money Premium

18/06/2026

La raccomandazione di acquisto arriva in un momento di temporanea debolezza del mercato, ma con fondamenta che appaiono tra le più solide dell’intero comparto tecnologico.

Broadcom è la prossima superstar dell’AI. Ecco perché JP Morgan la consiglia ai suoi clienti

In un contesto di mercato dove gli investitori sembrano aver temporaneamente perso fiducia nei titoli legati all’intelligenza artificiale dopo un prolungato rally, JPMorgan si posiziona in modo netto a favore di uno dei protagonisti meno appariscenti ma più strategici dell’intera filiera dei semiconduttori.

L’istituto americano ha esortato i propri clienti a diventare «aggressive buyers» di Broadcom, confermando la raccomandazione overweight e fissando un target price a 580 dollari, che implica un potenziale rialzo di circa il 54% rispetto alla chiusura di martedì scorso intorno ai 393 dollari.

Cosa c’è dietro la scelta degli analisti?

L’analista Harlan Sur, uno dei massimi esperti di Wall Street nel settore dei chip, ha motivato la propria view con un’analisi che va ben oltre il semplice ciclo di domanda di intelligenza artificiale. Secondo Sur, il mercato continua a sottostimare il dominio tecnologico di Broadcom, la sua leadership nel design di chip avanzati e nel packaging, il ritmo aggressivo di introduzione di nuove soluzioni, l’ampio portafoglio di proprietà intellettuale e una comprovata capacità di esecuzione che pochi concorrenti possono vantare.

Un elemento centrale di questa superiorità è rappresentato dal rapporto ultradecennale con Google. Broadcom ha collaborato alla realizzazione di 14 delle più avanzate generazioni di chip custom per il colosso di Mountain View negli ultimi dodici anni. Il progetto relativo ai futuri Tensor Processing Unit di nona generazione (TPU v9), destinati a processori su nodo a 2 nanometri, procede secondo i piani originali nonostante voci di ritardo circolate nelle scorse settimane. Il debutto rimane confermato per il 2028, e il solo avvicinamento a questa milestone dovrebbe fungere da catalizzatore per il titolo.

Un titolo in calo ma con ottimi fondamentali

Le recenti flessioni del titolo – circa il 7% nell’ultimo mese – sono state in gran parte alimentate da queste indiscrezioni di supply chain. Tuttavia JPMorgan le definisce «rumor» privi di fondamento, sottolineando come Broadcom mantenga un vantaggio competitivo di oltre 18 mesi rispetto alla concorrenza nel segmento degli accelerator custom per AI e nelle tecnologie di packaging avanzato. Il mercato, in altre parole, starebbe penalizzando eccessivamente un’azienda che invece si trova in una posizione di leadership strutturale.Il consenso di Wall Street appare in larga misura allineato con la view di JPMorgan. Su 51 analisti che coprono il titolo, 47 esprimono rating buy o strong buy. Il target medio si attesta intorno ai 504 dollari, con picchi fino a oltre 640 dollari nei casi più ottimisti.

Tale convergenza di giudizi positivi riflette la crescente consapevolezza che la prossima fase dello sviluppo dell’intelligenza artificiale non sarà dominata soltanto dalle GPU tradizionali, ma richiederà una combinazione sempre più sofisticata di chip custom, networking ad altissima velocità e soluzioni di sistema integrate.Broadcom si candida a giocare un ruolo da protagonista in questo passaggio.

Gli accordi che fanno la differenza

Grazie alle sue ASIC (Application-Specific Integrated Circuits) progettate su misura per i grandi hyperscaler, l’azienda ha stretto accordi pluriennali di fornitura che garantiscono visibilità sui ricavi per diversi anni. L’accordosiglato con Google si estende fino al 2031 e copre non solo lo sviluppo dei futuri TPU, ma anche la fornitura di componenti di networking per i rack di nuova generazione destinati ai data center. Un’estensione della collaborazione coinvolge anche Anthropic, che avrà accesso a circa 3,5 gigawatt di capacità di calcolo basata su TPU a partire dal 2027.

Questi contratti rappresentano molto più di semplici ordini: costituiscono una sorta di infrastruttura invisibile ma essenziale per l’espansione dell’AI generativa. Mentre l’attenzione mediatica resta concentrata su Nvidia e sulle sue GPU, Broadcom sta silenziosamente costruendo un posizionamento difensivo e ad alto margine nel cuore dei data center del futuro. La combinazione tra semiconduttori custom, tecnologie di switching Ethernet di ultima generazione (come la famiglia Tomahawk) e l’integrazione software derivante dall’acquisizione di VMware crea un ecosistema unico.

Dal punto di vista macroeconomico, JPMorgan prevede un ulteriore forte incremento della spesa in capitale dei data center nel 2026, dopo l’aumento stimato del 65% nel 2025. In questo scenario di investimenti robusti, Broadcom beneficia di una quota di mercato dominante nel segmento custom silicon e di un’esposizione privilegiata al networking AI. Le stime interne dell’istituto parlano di ricavi AI per Broadcom compresi tra 55 e 60 miliardi di dollari nel fiscal 2026, con potenziale di ulteriore accelerazione negli anni successivi.

Un settore complesso

Naturalmente, non mancano i rischi. Il settore dei semiconduttori rimane ciclico e sensibile a eventuali rallentamenti negli investimenti dei grandi operatori cloud. La competizione nel custom ASIC, sebbene ancora limitata, potrebbe intensificarsi, e le valutazioni del titolo incorporano già aspettative di crescita molto ambiziose.

Tuttavia, la solidità del backlog, la profondità delle relazioni con i clienti strategici e la comprovata capacità di esecuzione mitigano significativamente questi elementi di incertezza.In un momento in cui molti investitori si interrogano sulla sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale, JPMorgan consegna un messaggio chiaro: Broadcom non è soltanto uno dei tanti titoli esposti all’AI, ma uno dei pochi veri pick-and-shovel play in grado di accompagnare l’intera filiera nei prossimi cicli di espansione.

Per gli investitori con orizzonte di medio-lungo periodo, il recente arretramento del titolo potrebbe configurarsi come una delle rare finestre di ingresso su un’azienda destinata a rimanere al centro dell’infrastruttura digitale del futuro.

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