Sorpresa Brexit: ora l’accordo è più vicino

Cristiana Gagliarducci

16 Giugno 2020 - 07:48

16 Giugno 2020 - 09:34

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L’accordo sulla Brexit ora è più vicino: le novità emerse dopo i colloqui di ieri

Sorpresa Brexit: ora l'accordo è più vicino

L’accordo sulla Brexit ora non è più così lontano.

Nella giornata di ieri, lunedì 15 giugno, i funzionari di entrambe le parti hanno dato il via ad alcuni colloqui di alto livello nei quali sono emerse novità di ampio rilievo, al contrario di quanto inizialmente previsto.

A confermare i progressi lo stesso Boris Johnson, le cui dichiarazioni hanno permesso di guardare con crescente ottimismo a una rapida risoluzione della questione. Stando a quanto trapelato dopo i colloqui, infatti, l’accordo sulla Brexit potrebbe essere più vicino, ma i dubbi in merito continueranno ad oscurare il quadro.

Accordo Brexit: cosa è successo ieri? Le novità

Stando a quanto riportato da Bloomberg, che ha citato alcune fonti a conoscenza della materia, i colloqui di ieri avrebbero dato nuova linfa alle relazioni tra Regno Unito e Unione europea.

L’UE ha osservato alcuni primi segnali di compromesso da parte di un Johnson forse disposto ad ammorbidire la sua posizione e si è dimostrata intenzionata a fare lo stesso.

“Non credo che in realtà siamo così distanti: quello che dobbiamo vedere ora è un po’ di grinta nei negoziati”,

ha dichiarato il primo ministro britannico dopo il colloquio, portando l’intero Vecchio Continente a sperare in un imminente accordo sulla Brexit.
Johnson ha altresì fatto trapelare interessanti novità dal punto di vista della tempistica, affermando:

“Più veloce andiamo e meglio è: non vediamo alcun motivo per cui questa cosa non dovrebbe essere fatta a luglio”.

Entrambe le parti hanno voluto utilizzare l’incontro di ieri per valutare la reale possibilità di trovare un accordo commerciale sulla Brexit prima della fine del periodo di transizione (dicembre prossimo) e le indiscrezioni trapelate hanno lasciato presagire un certo grado di ottimismo in merito.

Gli ostacoli rimangono

A gettare in parte acqua sul fuoco dell’ottimismo è stato il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, secondo cui l’UE non comprerà nulla a scatola chiusa solo per firmare in fretta l’agognato accordo sulla Brexit.

Trovare un’intesa vantaggiosa sia per Londra che per Bruxelles sarà l’obiettivo fondamentale.

Le discussioni formali sul divorzio riprenderanno il prossimo 29 giugno in un formato più inclusivo ed è probabile che il governo britannico continuerà a fare pressione per velocizzare i negoziati.

Le due parti potrebbero persino scegliere di stipulare prima un’intesa di fondo, sulla quale basare poi il vero e proprio accordo commerciale sulla Brexit. L’obiettivo dei negoziatori? Trovare la quadra entro la fine dell’estate, stando ancora alle indiscrezioni di Bloomberg.

Da quando sono iniziati i negoziati, Londra e Bruxelles hanno lottato per trovare un’intesa sul libero scambio e su altri aspetti delle loro relazioni future, quali i diritti di pesca e la cooperazione in materia di sicurezza. Il Regno Unito, però, ha respinto più e più volte la richiesta europea di introdurre condizioni di parità, che vincolerebbero Londra ad alcune norme comunitarie in settori quali gli aiuti di Stato e il diritto ambientale.

Fino ad oggi questi ostacoli sono sembrati quasi insormontabili e hanno impedito il raggiungimento di qualsiasi accordo sulla Brexit. Eppure, stando ad alcuni funzionari a conoscenza della materia, le citate differenze potrebbero rivelarsi non del tutto irriconciliabili. Nessuna delle due parti, però, ha al momento fatto alcun primo passo. Le prossime settimane si riveleranno campali per il divorzio.

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