Brexit fa tremare la sterlina: uscita senza accordo è ora più probabile

La sterlina trema dopo le parole di Theresa May sulla Brexit che, a sua detta, potrebbe ormai concludersi senza alcun accordo con l’Unione europea.

Brexit fa tremare la sterlina: uscita senza accordo è ora più probabile

La Brexit potrebbe ormai concludersi senza alcun accordo con l’Unione europea.

Uno scenario più volte temuto dai mercati e, soprattutto, dalla sterlina inglese, che è stato però confermato dal primo ministro britannico Theresa May.

Le ultime ore sono risultate decisamente problematiche per il suo esecutivo, scosso dalle inaspettate dimissioni del Ministro per la Brexit David Davis alle quali hanno fatto seguito quelle del famoso Ministro degli Esteri Boris Johnson. Ad abbandonare, però, sono stati anche altri funzionari del Governo inglese tra cui Steven Baker e Suella Braverman.

La sterlina ha reagito a questa ondata di defezioni tornando a perdere terreno, ma soprattutto contro il dollaro statunitense la debolezza è risultata ancor più evidente dopo le dichiarazioni della May sulla possibilità di una Brexit senza accordo.

Sterlina inglese giù: May sul futuro della Brexit

Il Parlamento dovrebbe prepararsi a diversi scenari, ha confermato il primo ministro che ha ribadito come l’ipotesi di una Brexit senza accordo sarà studiata ancor più da vicino. In altre parole, il Regno Unito inizierà a prepararsi ad un possibile abbandono della Ue senza alcun tipo di compromesso.

Quella che si è aperta nelle ultime ore è già stata definita come una delle fasi più difficili che la May dovrà affrontare dal suo insediamento. Soltanto pochi giorni fa il primo ministro britannico era riuscito a strappare al Parlamento l’ok sul suo progetto di soft-Brexit, un progetto che molti vedono oggi sull’orlo del baratro.

Cosa accadrà? I timori degli investitori

Sono in molti a chiedersi quale direzione intraprenderà la sterlina inglese, ma soprattutto quale piega prenderà adesso il processo Brexit che, a poco più di due anni dallo storico referendum di giugno 2016, si è già dimostrato ricco di sorprese e colpi di scena.

“Riteniamo tuttavia che l’uscita di Boris Johnson sia una vera e propria sfida alla leadership di Theresa May. Boris Johnson è stato uno dei promotori del fronte “Leave” durante il referendum del 2016. I timori degli investitori sono fissati su una possibile crisi di Governo (altri ministri “Brexiteer” potrebbero uscire dal Governo) e l’annuncio di nuove elezioni,”

ha affermato Filippo A. Diodovich, Market Strategist di IG.

In altre parole, le difficoltà della May non saranno soltanto esterne - il primo ministro dovrà convincere anche l’Unione europea dell’affidabilità del suo piano d’uscita. I problemi maggiori saranno quelli interni e la donna dovrà riuscire a garantirsi un solido appoggio di base per rendere effettiva la sua soft Brexit, altrimenti il Regno Unito sarà costretto ad uscire senza un accordo.

La sterlina con il fiato sospeso

Tra le più interessate dai commenti di Theresa May sicuramente la sterlina britannica, che ha reagito all’ipotesi di una Brexit senza accordo estendendo le perdite registrate dopo le dimissioni di Davis e Johnson.

Per Danske Bank, la debolezza del pound continuerà a manifestarsi assieme ad un’accresciuta volatilità della valuta stessa. Il tutto, si legge in un commento flash pubblicato dagli analisti qualche ora fa, a causa della rinnovata incertezza politica britannica.

Nella giornata di oggi, martedì 10 luglio, tutti gli occhi saranno puntati sulle rilevazioni macro in arrivo dal Regno Unito. Il Pil britannico, in particolar modo, potrebbe rivelarsi un nuovo driver per la sterlina che, alla luce di una Brexit sempre più complicata, sta continuando a scambiare in ribasso sia contro il dollaro che contro l’euro.

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