Bozza di governo terrorizza i mercati: spread vola, tonfo banche

I mercati finanziari tremano dopo la bozza di governo di Di Maio e Salvini. Le conseguenze del documento (forse già superato) su spread, azionario e obbligazionario.

Bozza di governo terrorizza i mercati: spread vola, tonfo banche

Le condizioni dei mercati finanziari stanno peggiorando e la colpa sembra essere oggi dell’ultima bozza di Governo con la quale Salvini e Di Maio hanno proposto a Draghi la cancellazione del debito pubblico italiano.

Lo spread tra Btp e Bund è tornato ad allargarsi in maniera più evidente che mai in virtù di un rendimento sul decennale di nuovo oltre il 2%.

Non è andata meglio al mercato azionario, con le principali banche del Ftse Mib a scambiare sotto la parità, in piena sintonia con l’indice di principale di Borsa italiana che sta perdendo più dell’1%.

Perché la bozza terrorizza i mercati

Come accennato, la bozza di Governo (a quanto pare già superata dai due partiti politici in questione) ha proposto di chiedere a Draghi la cancellazione di quei 250 miliardi di titoli di Stato che, una volta terminato il QE, la BCE si ritroverà in bilancio. Un’ipotesi, questa, alla quale è stata poi affiancata una sorta di exit strategy dall’euro successivamente smentita.

In un comunicato congiunto, sia il Movimento 5 stelle di Di Maio che la Lega di Salvini hanno confermato di aver apportato diverse modifiche alla suddetta bozza, ma le rassicurazioni dei due leader non sono servite a placare l’ansia e i timori dei mercati finanziari.

La reazione dei mercati, dallo spread al Ftse Mib

Tra i primi a reagire alla bozza sicuramente lo spread Btp-Bund, protagonista di queste ultime concitate settimane in cui M5s e Lega hanno cercato invano di trovare un premier e una squadra di Governo.

Nel bel mezzo di una fase di crescente incertezza il differenziale tra i rendimenti del Btp decennale e quelli del Bund tedesco di pari scadenza è schizzato di oltre 8 punti percentuali e nella mattinata odierna si è levato da quota 131 a quota 140, il tutto dopo aver addirittura registrato picchi di oltre 143 punti base.

A contribuire al rialzo dello spread la crescente distanza tra i relativi rendimenti. Quello del decennale italiano è tornato a viaggiare sopra la soglia del 2% e sta attualmente salendo di oltre 4 punti percentuali. Il rendimento del Bund tedesco, invece, sta scendendo allo 0,62%.

Sotto osservazione dopo la bozza non soltanto lo spread e l’obbligazionario, ma anche il Ftse Mib che dopo un avvio non particolarmente brillante ha accentuato le perdite ed è arrivato a scambiare con ribassi di quasi due punti percentuali.

Tra le peggiori performer dell’indice principale di Borsa Italiana sicuramente le banche. Con un rosso di oltre il 4% UniCredit è attualmente la peggiore: a poco o nulla sono serviti il rialzo del target price (da 24,5 euro a 25,7 euro) e la confermata raccomandazione Buy da parte di Goldman Sachs.

Mediobanca, Banco Bpm e Intesa Sanpaolo hanno alzato il velo su rossi di quasi il 3%. Sulla stessa lunghezza d’onda anche UBI Banca, FinecoBank e Bper.

Al momento della scrittura, nell’ultima giornata di emissione del Btp Italia, e dopo la bozza di Governo che dovrebbe essere già stata ritirata, i mercati finanziari stanno peggiorando e il Ftse Mib sta attualmente perdendo più dell’1,53%. L’indice principale di Borsa Italiana è tornato di nuovo sotto i 24.000 punti.

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