Bot o Btp corto? Quale conviene comprare oggi

Lorenzo Raffo

2 Settembre 2024 - 11:47

Risultato a sorpresa sulle scadenze brevi dei nostri titoli di Stato. Il che impone scelte avvedute in ottica di eventuale reinvestimento a scadenza.

Bot o Btp corto? Quale conviene comprare oggi

La confusione regna ancora sovrana sul fronte dell’obbligazionario in euro, dove le scadenze corte continuano a riscuotere molta attenzione da parte degli investitori.

Inevitabile allora un confronto nell’ambito dei titoli di Stato italiani fra due tipologie di emissioni strutturalmente diverse ma entrambe brevi e soprattutto protagoniste delle ultime sedute.

Si tratta del Btp cosiddetto short (ovvero breve) agosto 2026 e del Bot scadenza agosto 2025.

Il Btp a due anni:
Proprio la scorsa settimana se ne è avuta un’asta, relativa alla terza tranche.

Emissione Btp 3,1% 28/8/2026
Isin IT0005607269
Data emissione 29/7/2024
Prezzo aggiudicazione in asta 100,42 Eur
Rendimento lordo in asta 2,90%
Prezzo quotazione sul secondario (Borsa Italiana) 100,40 Eur
Rendimento lordo sul secondario 2,90%
Rendimento netto sul secondario 2,53%
Duration 1,9
Spread denaro-lettera Da 1 pb a 5 pb
Volatilità Media*

*considerando la scadenza a due anni

Il Bot a un anno:

Emissione Bot 14/8/2025
Isin IT0005610297
Data emissione 14/8/2024
Prezzo quotazione sul secondario (Borsa Italiana) 97,16 Eur
Rendimento lordo sul secondario 3,00%
Rendimento netto sul secondario 2,66%
Duration 0,92
Spread denaro-lettera Inferiore 1 pb
Volatilità Bassa

Ricordiamo che la remunerazione del Bot è determinata dallo scarto di emissione (dato dalla differenza tra valore nominale e prezzo di acquisto) ed è considerata ai fini fiscali anticipata, in quanto la ritenuta si applica al momento della sottoscrizione.

Nel caso dei Btp la fiscalità è invece quella classica: nel caso del titolo preso in considerazione si determinerà quindi – in quanto quota all’acquisto sopra 100 – una minusvalenza, che potrà compensare eventuali plus detenute dal singolo investitore, da esigere subito o entro 4 anni dalla scadenza o vendita del prodotto finanziario.

Bot batte quindi Btp

L’anomalia della curva italiana dei rendimenti, che premia le scadenze entro dodici mesi, trova riscontro nella comparazione fra vite residue a un anno e a due anni.

Si tratta appunto di un’anomalia, che potrebbe annullarsi nel corso dei prossimi mesi. Il risultato porta quindi a non concentrarsi – volendo investire a corta scadenza – esclusivamente sull’una o sull’altra ma a suddividere l’eventuale importo in due tranche, per cogliere il 3% lordo del Bot (difficilmente replicabile al rimborso fra un anno) e il 2,9% del biennale. Nella fase in corso l’ accortezza si impone quindi anche su titoli così corti.

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