La confusione regna ancora sovrana sul fronte dell’obbligazionario in euro, dove le scadenze corte continuano a riscuotere molta attenzione da parte degli investitori.
Inevitabile allora un confronto nell’ambito dei titoli di Stato italiani fra due tipologie di emissioni strutturalmente diverse ma entrambe brevi e soprattutto protagoniste delle ultime sedute.
Si tratta del Btp cosiddetto short (ovvero breve) agosto 2026 e del Bot scadenza agosto 2025.
Il Btp a due anni:
Proprio la scorsa settimana se ne è avuta un’asta, relativa alla terza tranche.
| Emissione | Btp 3,1% 28/8/2026 |
|---|---|
| Isin | IT0005607269 |
| Data emissione | 29/7/2024 |
| Prezzo aggiudicazione in asta | 100,42 Eur |
| Rendimento lordo in asta | 2,90% |
| Prezzo quotazione sul secondario (Borsa Italiana) | 100,40 Eur |
| Rendimento lordo sul secondario | 2,90% |
| Rendimento netto sul secondario | 2,53% |
| Duration | 1,9 |
| Spread denaro-lettera | Da 1 pb a 5 pb |
| Volatilità | Media* |
*considerando la scadenza a due anni
Il Bot a un anno:
| Emissione | Bot 14/8/2025 |
|---|---|
| Isin | IT0005610297 |
| Data emissione | 14/8/2024 |
| Prezzo quotazione sul secondario (Borsa Italiana) | 97,16 Eur |
| Rendimento lordo sul secondario | 3,00% |
| Rendimento netto sul secondario | 2,66% |
| Duration | 0,92 |
| Spread denaro-lettera | Inferiore 1 pb |
| Volatilità | Bassa |
Ricordiamo che la remunerazione del Bot è determinata dallo scarto di emissione (dato dalla differenza tra valore nominale e prezzo di acquisto) ed è considerata ai fini fiscali anticipata, in quanto la ritenuta si applica al momento della sottoscrizione.
Nel caso dei Btp la fiscalità è invece quella classica: nel caso del titolo preso in considerazione si determinerà quindi – in quanto quota all’acquisto sopra 100 – una minusvalenza, che potrà compensare eventuali plus detenute dal singolo investitore, da esigere subito o entro 4 anni dalla scadenza o vendita del prodotto finanziario.
Bot batte quindi Btp
L’anomalia della curva italiana dei rendimenti, che premia le scadenze entro dodici mesi, trova riscontro nella comparazione fra vite residue a un anno e a due anni.
Si tratta appunto di un’anomalia, che potrebbe annullarsi nel corso dei prossimi mesi. Il risultato porta quindi a non concentrarsi – volendo investire a corta scadenza – esclusivamente sull’una o sull’altra ma a suddividere l’eventuale importo in due tranche, per cogliere il 3% lordo del Bot (difficilmente replicabile al rimborso fra un anno) e il 2,9% del biennale. Nella fase in corso l’ accortezza si impone quindi anche su titoli così corti.