BOT di dicembre senza cedola e Gilt a tasso fisso del 4,125% a 100,4. Quale conviene?

Stefano Vozza

8 Dicembre 2025 - 13:03

Obbligazioni sovrane di breve durata per parcheggiare la liquidità e farla fruttare con la garanzia del rimborso a scadenza

BOT di dicembre senza cedola e Gilt a tasso fisso del 4,125% a 100,4. Quale conviene?

In linea di principio il rischio è in parte imprevedibile e in parte imponderabile, ma non è detto che non lo si possa provare a contenere. Nel campo degli investimenti una prima soluzione passa per la via della diversificazione dei prodotti in portafoglio. La seconda consiglia di prediligere emittenti affidabili, ossia solvibili, e una terza di optare per le brevi scadenze.

Vediamo al riguardo due bond di durata complessiva a 12 e a 13 mesi, ossia il neo BOT in asta mercoledì 10 e il GILT in scadenza a fine gennaio 2027. Detta diversamente, meglio il BOT di dicembre senza cedola o il Gilt a tasso fisso del 4,125% a 100,4? Quale dei due conviene di più?

Il Buono Ordinario del Tesoro a 12 mesi

Con un Comunicato ufficiale apparso sul sito istituzionale, il Dipartimento del Tesoro ha informato i risparmiatori del lancio del nuovo BOT a 12 mesi. Per l’emittente è un normale avvicendamento di debito pubblico, dato che il 12/12/’25 arrivano in scadenza 11.435,762 milioni di BOT pari durata. Nello specifico, l’importo offerto nella 1° tranche è di 9mila milioni di euro nell’asta ordinaria, cui seguirà lo slot in quella supplementare. Poi probabilmente altre tranches arriveranno da qui in poi.

La matricola ISIN è ancora da attribuire, la durata è di 367 giorni a far data dal 12/12/’25 (data emissione e regolamento) fino al 14/12/’26.

Il termine per la prenotazione da parte del pubblico è per martedì 9 dicembre, mentre le procedure di assegnazione si svolgeranno il 10.

Quanto rende il titolo del Tesoro a durata annua?

La scelta dello zero coupon bond deve essere presa per quella che è, ossia un parcheggio della liquidità sul breve termine, garantito e remunerato dallo Stato. In genere il rendimento esitato alle ultime aste si è rivelato sufficiente a ripagare la scelta dal cumulo di tasse, spese e inflazione annua attesa. Stiamo parlando di un 2% e qualcosina lordo annuo sufficienti per ripagare le commissioni bancarie, la ritenuta al Fisco, la crescita attesa dei prezzi da qui a Natale prossimo.

Un’alternativa prima del BOT potrebbe essere il conto deposito bancario a 1 anno, vincolato o meno in base alle preferenze e disponibilità emittente. Ipotizzando di scegliere il primo, più remunerativo, e anche per via della breve durata dell’operazione, si tratta di ritorni attesi tra il 2,5-3% sui conti più generosi. Tuttavia, malgrado il maggior ritorno nominale annuo ci sono 4 aspetti da considerare:

  • l’aliquota fiscale è al 26% e non di favore al 12,50% come per i prodotti a garanzia sovrana, ossia buoni fruttiferi postali e titoli di Stato;
  • bisogna appurare se la banca emittente prevede i maggiori tassi di interesse ai soli clienti o apre il deposito a tutti, e quindi anche a chi non è suo correntista;
  • acconsente o meno lo svincolo anticipato del deposito, e a quali condizioni;
  • la tutela FITD è fino a 100mila euro e non illimitata come nel caso dei BOT.

Di contro un altro elemento che depone a favore del prodotto bancario è che in caso di rimborso anticipato il valore nominale di partenza è assicurato.

BOT di dicembre senza cedola e Gilt a tasso fisso del 4,125% a 100,4: quale conviene?

Tra le tante altre alternative, ecco il titolo di Stato del Regno Unito espresso in sterline inglesi e a scadenza residua a 13 mesi. Stiamo parlando del GILT 4,125% 29/01/2027 GBP con identificativo ISIN GB00BL6C7720 e negoziato sull’EuroTLX di Borsa Italiana.

I punti di forza sono presto detti a partire dalla cedola del 4,125% (stacco semestrale) e attuale yield a 3,76% per via dei prezzi a 100,44. Ancora, il titolo gode del robusto rating emittente pari alla doppia A, ma soffre assai in termini di liquidità sul mercato secondario. Infine un altro rischio è la valutazione del cross EUR/GBP a scadenza o prima in caso di rivendita anticipata.

Oggi il cambio €/£ è a 0,8732 mentre nessuna certezza è data avere a 3 come a 6 o a 9 mesi o al 29/01/2027, quando il Governo di Sua Maestà rimborserà i titoli. Secondo il portale previsionieuro.com esso dovrebbe essere racchiuso nel range di valori min-max 0,898-0,926.

Immaginiamo quindi di voler sottoscrivere 10mila £ nominali sul GILT 4,125% e facciamo due calcoli. Oggi servirebbero 11.452 €, più le spese di commissioni bancarie, più il rateo pro tempore maturato dall’obbligazione. Nel frattempo riceveremmo circa 414 £ di cedole, cioè quelle di nostra effettiva competenza, sempre in lire sterline inglesi. A scadenza riceveremo 10mila £ che dovremo riconvertire al cambio EUR/GBP a quella data. Se la sterlina si sarà nel frattempo rivalutata allora ci sarà l’extra gain da cambio che renderà più ricco il ritorno complessivo sull’investimento. In caso contrario le cedole saranno impiegate per coprire la perdita valutaria senza, si spera, doverle sacrificare tutte. In tal caso, infatti, il ritorno si rivelerebbe negativo.