Lo scenario peggiore se il Brent dovesse spingersi verso i 150 dollari. Ma non tutte le banche sono d’accordo. Ecco le previsioni degli analisti.
Un crollo dei mercati fino al 25% non è lo scenario più probabile, ma non è nemmeno un rischio che gli investitori possono escludere. Secondo gli analisti, il conflitto in Medio Oriente dovrebbe durare ancora qualche settimana. Se così non fosse, le tensioni internazionali potrebbero sfociare in un’escalation destinata a durare diversi mesi, spingendo i prezzi del petrolio verso 150 dollari al barile. Ipotesi che riaccenderebbe timori su inflazione e crescita.
A descrivere lo scenario peggiore è Morgan Stanley. Non tutte le grandi banche d’affari, però, sono d’accordo: JP Morgan e Barclays restano più caute, ma concordano sulla possibilità di una correzione.
Intanto i mercati azionari hanno già mandato dei segnali chiari. Marzo sta per chiudersi con il peggior ribasso mensile dal 2022: dal FTSE Mib all’S&P 500, dal Dax al FTSE 100, le perdite sfiorano il 7% circa. Ancora più profondo il calo del Nikkei (-13%). [...]
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