Ancora poche settimane per sfruttare le detrazioni a disposizione nel 2024 per l’acquisto di una stufa a pellet. Vediamo a quanto ammontano bonus e incentivi.
Bonus stufa a pellet 2026, cosa resta in vigore e quanto permettono di risparmiare? La stufa a pellet, molto diffusa in diversi Paesi europei, ha preso piede negli ultimi anni anche in Italia. Si tratta di un’opportunità moderna per riscaldare la casa con costi abbastanza ridotti. Per l’acquisto delle stufe a pellet, anche nel 2026, restano in vigore diversi bonus che consentono di portare in detrazione la spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione.
I bonus stufa a pellet attualmente in corso scadono il 31 dicembre 2026.
Con l’inverno ormai alle porte e con le temperature che, giorno dopo giorno si fanno più rigide, in alcune regioni italiana il freddo intenso e la neve sono arrivati e la preoccupazione per il riscaldamento della casa inizia a farsi strada.
Quello di cui bisogna tenere conto, quando si pensa di acquistare e mettere dentro casa una stufa a legna o a pellet, è che sono ancora in vigore numerosi aiuti statali che consentono di abbassarne il costo. Non c’è un vero e proprio bonus stufa a pellet, ma si può sfruttare l’ecobonus ordinario, il bonus ristrutturazione e l’incentivo Gse.
In alcuni casi, tuttavia, bisogna seguire determinati standard e realizzare altri interventi dentro la propria abitazione, anche molto importanti. Vediamo nel dettaglio come ridurre il costo della stufa.
Stufa a pellet con il bonus ristrutturazione
Per avere uno sconto sull’acquisto della stufa a pellet si può usare innanzitutto il bonus ristrutturazione per tutto il 2026. Installare questo tipo di stufa, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, rientra infatti tra gli interventi di manutenzione straordinaria finalizzati all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia. Ma potrebbe essere necessario fare altri lavori, ad esempio all’impianto idraulico o rifare i tramezzi. Di fatto non serve la ristrutturazione dell’immobile per avere diritto al bonus, visto che un intervento di manutenzione straordinaria, da solo, fa accedere al beneficio senza altre ristrutturazioni.
Lo sconto consiste in una detrazione Irpef del 50% se si interviene sull’abitazione principale e del 36% per le seconde case.. Per acquisto e posa della stufa a pellet la spesa massima detraibile è di 96mila euro. L’incentivo è riconosciuto in dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.
L’ecobonus ordinario
C’è poi l’ecobonus ordinario 2026, con uno sconto Irpef del 50% per l’abitazione principale e del 36% per le seconde case. Il limite di spesa per la stufa a pellet è di 30mila euro.
Anche l’ecobonu è fruibile con detrazione di 10 quote annuali di pari importo in dichiarazione dei redditi.
Conto Termico 3.0 per la stufa a pellet
C’è poi il Conto Termico 3.0. In questo caso si può fare domanda direttamente al Gse una volta finiti i lavori. Lo sconto, erogato sottoforma di rimborso immediato, è pari al 65% e vale solo per la sostituzione della stufa a pellet, non per la nuova installazione. Il contributo può essere richiesta se si sostituisce il vecchio sistema di riscaldamento obsoleto con stufe a pellet ad alta efficienza.
Il Conto Termico serve a favorire la transizione energetica, riducendo emissioni e consumi. Per i privati e per importi fino a 15.000€ (la maggior parte dei casi per stufe a pellet), l’erogazione può avvenire in un’unica soluzione entro circa 60 giorni dalla fine lavori, direttamente sul conto corrente segnalato in fase di domanda.
Bonus stufa a pellet, quanto si risparmia?
Considerando che il costo massimo di una stufa a pellet è di circa 2.500/3.000 euro, utilizzando i bonus dedicati è possibile risparmiare un discreto gruzzolo.
Il risparmio è di 1.250/1.500 euro con bonus ristrutturazione ed ecobonus sulla prima casa da recuperare con 125/150 euro l’anno per 10 anni. Con il Conto Termico 3.0 si avrà diritto a un rimborso una tantum di 1.650/1950 euro.
Da sottolineare che potrebbero esistere bandi regionali che riconoscono incentivi per l’installazione delle stufe a pellet, ma il consiglio è quello di consultare la pagina istituzionale della propria regione.
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